ROMA - La politica di oggi, ormai, non è più arte di governo, ma una forma di intrattenimento. Schlein attacca Meloni. Meloni attacca Ferragni. Conte e Meloni fanno Sandra e Raimondo sul MES. Salvini che è contro le canne e contro la GPA elogia Musk che si fa le canne e usa la GPA. Così il leader di Azione Carlo Calenda.
Nel mentre, è da trent’anni che tutti gli indicatori economici, sociali e culturali del nostro Paese peggiorano rispetto ai grandi Paesi europei e che assistiamo inermi a fenomeni disastrosi come la più grande deindustrializzazione italiana.
Forse è anche per questo che l’80% degli italiani pensa che siamo vicini al baratro.
Un’altra strada deve essere percorribile, serve un Patto repubblicano tra politica e cittadini:
1) Stati Uniti d’Europa a partire dal nucleo dei paesi fondatori;
2) Atlantismo e rispetto degli accordi NATO sul 2% per le spese della difesa. Riaprire accordo libero scambio con USA;
3) Spostamento della spesa corrente su istruzione e sanità;
4) Revisione del modello di contrattazione nazionale e salario minimo;
5) Uscita dello Stato e delle amministrazioni locali dall’economia. Liberalizzazioni;
6) Rafforzamento del contrasto all’evasione fiscale e meccanismo automatico di redistribuzione ai cittadini dell’extragettito.;
7) Nucleare e rinnovabili per transizione ambientale;
8) Chiusura di tutti i sussidi a partire da bonus edilizi;
9) Industria 4.0 allargata ad ambiente e energia permanente con focus su Formazione;
10) Chiusure rotte illegali di immigrazione attraverso accordi con paesi di transito. Regolarizzazione degli immigrati residenti con lavoro regolare e ius culturae;
11) Assemblea costituente per le riforme. Priorità federalismo e giustizia.
E a chi ci chiede: con chi lo farete? Rispondiamo: con chi vorrà farlo.
Perché possiamo far finta di niente e chiudere gli occhi, oppure possiamo cercare attraverso una battaglia difficile di interrompere la stagione del trasformismo e delle rivoluzioni promesse e mai mantenute che ha portato i cittadini ad andare a votare sempre meno. È un obbligo morale ed etico e siccome questo per i Repubblicani viene prima di ogni cosa, noi siamo qui e combattiamo.
Allora, facciamo un Patto?
Nel mentre, è da trent’anni che tutti gli indicatori economici, sociali e culturali del nostro Paese peggiorano rispetto ai grandi Paesi europei e che assistiamo inermi a fenomeni disastrosi come la più grande deindustrializzazione italiana.
Forse è anche per questo che l’80% degli italiani pensa che siamo vicini al baratro.
Un’altra strada deve essere percorribile, serve un Patto repubblicano tra politica e cittadini:
1) Stati Uniti d’Europa a partire dal nucleo dei paesi fondatori;
2) Atlantismo e rispetto degli accordi NATO sul 2% per le spese della difesa. Riaprire accordo libero scambio con USA;
3) Spostamento della spesa corrente su istruzione e sanità;
4) Revisione del modello di contrattazione nazionale e salario minimo;
5) Uscita dello Stato e delle amministrazioni locali dall’economia. Liberalizzazioni;
6) Rafforzamento del contrasto all’evasione fiscale e meccanismo automatico di redistribuzione ai cittadini dell’extragettito.;
7) Nucleare e rinnovabili per transizione ambientale;
8) Chiusura di tutti i sussidi a partire da bonus edilizi;
9) Industria 4.0 allargata ad ambiente e energia permanente con focus su Formazione;
10) Chiusure rotte illegali di immigrazione attraverso accordi con paesi di transito. Regolarizzazione degli immigrati residenti con lavoro regolare e ius culturae;
11) Assemblea costituente per le riforme. Priorità federalismo e giustizia.
E a chi ci chiede: con chi lo farete? Rispondiamo: con chi vorrà farlo.
Perché possiamo far finta di niente e chiudere gli occhi, oppure possiamo cercare attraverso una battaglia difficile di interrompere la stagione del trasformismo e delle rivoluzioni promesse e mai mantenute che ha portato i cittadini ad andare a votare sempre meno. È un obbligo morale ed etico e siccome questo per i Repubblicani viene prima di ogni cosa, noi siamo qui e combattiamo.
Allora, facciamo un Patto?
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