Omicidio Scopelliti: anche Messina Denaro tra indagati

REGGIO CALABRIA - Un'alleanza mafia-'ndrangheta dietro l'omicidio di Scopelliti. La Procura distrettuale di Reggio Calabria ha indagato 17 tra boss e affiliati a cosche mafiose e di 'ndrangheta in relazione all'omicidio del sostituto procuratore generale della Corte di cassazione, ucciso il 9 agosto del 1991 in località "Piale" di Villa San Giovanni mentre faceva rientro a Campo Calabro. 

Tra gli indagati figura anche il boss latitante Matteo Messina Denaro. La notizia, pubblicata da Repubblica, è stata confermata all'Ansa dal procuratore di Reggio Giovanni Bombardieri.

La conferma dell'alleanza tra le due potenti organizzazioni criminali arriva direttamente dall'inchiesta della Dda di Reggio Calabria nella quale sono indagati boss siciliani e calabresi. Di questo avrebbe parlato il pentito catanese Maurizio Avola. Anche un altro collaboratore, Francesco Onorato, nel processo "'ndrangheta stragista" ha sostenuto che Scopelliti fu ucciso dalle 'ndrine per fare un favore a Totò Riina che temeva l'esito del giudizio della Cassazione sul maxiprocesso a Cosa nostra.

Nella nuova inchiesta sull'omicidio del magistrato, coordinata dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo, sono indagati alcuni esponenti di vertice della 'ndrangheta.

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