Palagiustizia Bari, Bonafede respinge il Commissario per l'urgenza

di NICOLA ZUCCARO - "Non è concepibile che in uno Stato di diritto un Ministro entri in una tenda". Risuona ancora all'interno del palazzo di Giustizia di Bari quanto affermato da Alfonso Bonafede. Al debutto da Guardasigilli nel capoluogo pugliese, e all'indomani della fiducia incassata alla Camera dal Governo Conte, il neo ministro della Giustizia ha anticipato alla stampa la tempistica richiesta per uscire dall'emergenza che rende difficoltosa, da 2 settimane, la gestione dell'attività giudiziaria.

E, nello smentire prontamente quelle indiscrezioni trapelate già nella mattinata di giovedì 7 giugno durante il sopralluogo in via Nazariantz sulla possibile nomina di un Commissario per la gestione dell'emergenza, Bonafede ha aperto alla possibilità di un decreto legge per lo smontaggio delle tende e per la contestuale sospensione dei termini relativi al rinvio delle udienze. Quanto alle possibili sedi alternative per l'amministrazione della giustizia penale, Bonafede ha escluso Modugno e via Brigata Regina a Bari, accennando alla disponibilità di altri immobili proposti durante l'incontro tenutosi il 7 giugno con magistrati, avvocati e personale amministrativo, presso la presidenza della Corte d'appello di Bari.

Per martedì 12 giugno, all'indomani della scadenza dei termini per la ricerca di mercato utile a ricevere offerte di immobili adatti a ospitare un tribunale penale e fissata a lunedì 11 giugno 2018, si avrà - informa Bonafede - un quadro più chiaro che favorisca un intervento risolutivo e, in tempi rapidi, da parte del Governo, l'emergenza giudiziaria a Bari.

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