Per aumentare le vendite, un informatore scientifico, ora ai domiciliari, avrebbe pagato il primario con la somma di 10 mila euro per far in modo che le prescrizioni e, quindi gli ordini, di un farmaco, lo Nexavar, raddoppiassero.
Il primario creava le condizioni affinchè gli apparati fossero acquistati con urgenza dalle sue società, così si evitava il bando di gara e si procedeva con una trattativa privata. Inoltre, le società facevano risultare un elevato fatturato aumentando in tal modo il prezzo di acquisto dei dispositivi.
In totale i finanzieri hanno sequestrato beni per quasi due milioni di euro
