SERIE A. La Juve va, il Napoli affonda il Milan

Non è bastato neanche il 26esimo incontro alla Lazio di mister Inzaghi per infrangere quello che ormai sembra essere un vero e proprio tabù: la Lazio infatti è dal 2003 che non riesce a battere la Vecchia Signora. Match poco entusiasmante quello dell’Olimpico, terminato con una vittoria su misura a favore della Juventus. Mister Allegri non cambia modulo, ma smuove le pedine: in assenza di Bonucci, sostituito egregiamente da Benatia, Barzagli fa il centrale di difesa; in regia c’è Lemina ed in attacco la solita coppia, Mandzukic-Dybala. Nonostante il tecnico bianconero abbia scelto una versione molto offensiva del 3-5-2, con Alex Sandro e Alves sulle fasce, la Juve tiene in mano il gioco ma tira pochissimo in porta. Primo tempo a ritmi molto blandi a causa della temperatura, che costringe le due squadre ad un time-out di due minuti al 28esimo.

La Juventus pecca di creatività a centrocampo e Mandzukic non riesce ad entrare in partita. Demerito dei calciatori bianconeri, ma soprattutto merito della formazione di Inzaghi, per la prima volta a tre con Bastos, il migliore tra i biancocelesti. Marchetti si sporca i guanti in sole due occasioni, un colpo di testa di Dybala su cross di Sandro ed un tiro di Asamoah. Anche la Lazio ha una grande chance per andare in vantaggio con il nuovo arrivato Ciro Immobile, maBenatia (a differenza di Barzagli e Buffon, poco lucidi in quell’occasione) intuisce benissimo la traiettoria del cross di Felipe Anderson dalla fascia ed intercetta con uno splendido intervento quello che con grande probabilità sarebbe stato il gol dell’1 a 0 in favore dei biancocelesti. Nella ripresa Mandzukic ha tra i piedi la palla del possibile vantaggio, ma Marchetti respinge ancora. Così Allegri opta per il Pipita: dopo pochi minuti dal suo ingresso, la Juventus passa in vantaggio, questa volta per merito dell’asse Dybala-Khedira.

L’anticipo serale della seconda giornata di Serie A al San Paolo, termina con una schiacciante vittoria dei partenopei a discapito del Milan di Vincenzo Montella, rispettando così tutti i pronostici della vigilia di Skybet.it e delle altre agenzie. Stessa formazione schierata dal tecnico di Pomigliano D’Arco, fatta eccezione per Gomez, che fa l’esordio assoluto nella difesa rossonera. Mister Sarri invece, mantiene il solito modulo, ma lascia Insigne in panchina a favore di Mertens (scelta poco discutibile dopo l’egregia prestazione del folletto belga nella prima giornata) e offre ad ArkadiuszMilik la prima maglia da titolare della stagione. Il Milan non si lascia impietosire dal magnifico tifo partenopeo e parte alla grande, trovando la prima occasione per sbloccare il match con Abate dopo neanche 10 minuti dal fischio d’inizio. Ma la formazione di casa prende coraggio con il passare dei minuti e trova la rete del vantaggio con gli stessi protagonisti del match contro il Pescara: Mertens aggira Abate e raccoglie un filtrante di Ghoulam per poi calciare e colpire il palo. Da due passi dalla porta di Donnarumma, Milik intercetta il pallone sporco e lo butta dentro. Dopo un quarto d’ora, il polacco prende l’ascensore e con un imperioso stacco di testa su cross di Callejon dalla bandierina, toglie le ragnatele dal “sette”.

Forte del doppio vantaggio, gli azzurri tornano in campo a bassi ritmi e dopo un manciata di minuti si fanno prendere di sorpresa da Niang: con la sua elevata velocità, l’attaccante francese si “beve” per l’n-esima volta Hysaj e la butta dentro da posizione defilata. Dopo tre minuti arriva Suso gela il San Paolo, trovando la rete del pareggio con una bordata dal limite dell’area, questa volta imparabile per Reina. Il gol dell’attaccante spagnolo infiamma il match, che si trasforma in una vera e propria corrida: nel giro di 15 minuti Valeri estrae ben 4 gialli, 2 per parte. Ad un quarto d’ora dal termine, il Napoli preme nuovamente l’acceleratore e domina il diavolo rossonero(complici le espulsioni di Kucka e Niang) con una doppietta di Callejon. Grande prestazione del Napoli, che ha saputo reagire con veemenza trovando la prima vittoria stagionale, anche se i 4 gol subiti in 2 partite faranno senz’altro riflettere Sarri. Milan ancora gracile in difesa: lo dimostrano i 6 gol subiti. Per adesso, l’unico punto di forza del reparto difensivo rossonero è Donnarumma, ma non può certo “reggere la baracca” da solo.

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