Mattarella: "Sul referendum vi sono discussioni un pò surreali"

Si è svolta mercoledì 27 luglio 2016, al Palazzo del Quirinale, la tradizionale cerimonia di consegna del "Ventaglio" al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da parte del presidente dell'Associazione Stampa Parlamentare, Sergio Amici, alla presenza dei componenti del Consiglio direttivo, degli aderenti dell'Associazione e di personalità del mondo del giornalismo. Dopo l'intervento del presidente Amici, il presidente Mattarella ha pronunciato un discorso.
Successivamente gli è stato consegnato il Ventaglio realizzato da Andrea Colella, vincitore del concorso indetto dall'Associazione Stampa Parlamentare di concerto con l'Accademia di Belle Arti di Roma.
"A proposito della data e del cosiddetto spacchettamento, mi è parso di assistere a discussioni un po' surreali, quasi sulla scia della caccia ai Pokemon" ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia del Ventaglio al Quirinale "La data del referendum non è stabilita per il semplice fatto che non è ancora possibile farlo, la procedura del referendum e' regolata dalla legge. Per quel che riguarda il terrorismo, sembrava che il clima di pace, di collaborazione e di sicurezza si consolidasse sempre di più, registriamo che questa prospettiva non è più certa, anzi è messa pesantemente in crisi. Questa stagione sembra dare spazio a ogni tipo di violenza, sembra favorire il propagarsi anche di germi endogeni rimasti a lungo nascosti, sotto controllo, nelle nostre società e che, all'improvviso esplodono. La diversità delle cause delle stragi e crimini accresce l'allarme, sembra davvero il demone della violenza si sia nuovamente diffuso in Europa. Le istituzioni e le società europee sono in affanno. I legami di solidarietà, a livello sovranazionale e sul piano interno, si allentano e sembrano sfilacciarsi, a causa della paura e del disorientamento che, in questo modo, si accrescono e vengono alimentati. Si rischia di entrare in una nuova età dell'ansia, non si può ignorare e condannare la paura: è uno stato d'animo che merita rispetto, quello che dobbiamo impedire è che la paura vinca, non possiamo consentire che il nostro paese entri nell'età dell'ansia. Il terrorismo si può sconfiggere con una sempre più ampia e completa collaborazione operativa tra gli Stati, superando inerzie e resistenze a condividere informazioni. La violenza che proviene dall'interno della società si può combattere soltanto con un forte senso di solidarietà e di comunanza di vita, con accresciuta coesione sociale e con il disimpegno e la contrapposizione. Esprimo a tutti gli esponenti politici l'auspicio che il confronto sul referendum si svolga sul merito della riforma sottoposta al voto popolare perché l'elettorato si esprima con piena consapevolezza, nella sua sovranità. Occorre, ovunque, un sovrappiù di politica. Una politica capace di pensare e progettare al di fuori di calcoli contingenti e di umori superficiali, di esaminare con serietà fenomeni complessi e governarli con chiarezza e coraggio?. Il clima di incertezza si riflette anche nel linguaggio della politica, dei media e dei social. Un linguaggio talvolta caratterizzato da toni aspri. Dovremmo stare molti attenti, tutti, a partire da chi ha responsabilità politiche, a evitare espressioni violente, oltraggiose, aggressive, Non è accettabile insultare ripetutamente un avversario politico, farne bersaglio di una vera e propria campagna di denigrazione o di livore".

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