"Taglieremo migliaia di partecipate. Non è possibile fare un calcolo, ma saranno certamente liberate molte risorse per servizi ai cittadini. È un testo complesso, che ha resistito alle pressioni che sapevamo ci sarebbero state: imporrà sanzioni per le amministrazioni che non procedono alla chiusura, e poteri sostitutivi al ministero dell’Economia" ha dichiarato il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, in un'intervista a 'La Stampa' "Saranno chiuse le partecipate che hanno meno dipendenti che membri nel Cda, quelle con fatturato sotto il milione di euro, quelle che duplicano funzioni, o inattive, o malgestite, con quattro bilanci in rosso su cinque, o che si occupano di oggetti chiaramente fuori dall’interesse pubblico. Ci saranno sei mesi di tempo per la ricognizione e sei per la chiusura. Ci saranno più soldi dei 300 milioni previsti per i contratti del pubblico impiego. Ho visto i sindacati nei giorni scorsi e ci siamo dati appuntamento per la metà di settembre: in quell’occasione discuteremo le priorità, e poi decideremo i fondi aggiuntivi, che saranno quantificati in sede di legge di stabilità insieme al ministro dell’Economia, a seconda delle priorità del governo. Ma mi sembra già un’ottima notizia che ci saranno, non era scontato. La riapertura di contratti fermi da sette anni è una priorità non solo mia, ma di tutto il governo, si deciderà insieme. Usciamo da sette anni di crisi pesante: come in una famiglia, ha diritto prima chi ha sofferto di più. Come ho già detto, se non ci sono risorse sufficienti per tutti, chi guadagna 200 mila euro può aspettare, ma senza fornire alcuna soglia sotto la quale si applicherà l’aumento, altrimenti non avrebbe senso la contrattazione coi sindacati. Il blocco dei contratti è patologico, li sbloccheremo non appena si vedrà un percorso di uscita dalla crisi. Ora il Pil va meglio, l’occupazione pure: stiamo solo mantenendo gli impegni".
