Marò: Salvatore Girone in Italia durante l'arbitrato

Il Tribunale arbitrale istituito a L'Aja ha anticipato a lunedì 2 maggio 2016 la propria decisione che il fuciliere di Marina Salvatore Girone faccia rientro in Italia fino alla conclusione del procedimento arbitrale, avviato dal Governo il 26 giugno 2015. Lo rende noto la Farnesina, spiegando che le condizioni del rientro saranno concordate tra Italia e India.
"Il Governo ha lavorato per sottoporre l'intera vicenda all'arbitrato internazionale e, in questo quadro, riportare a casa i due Fucilieri di Marina. L'ordinanza annunciata apre la strada a questo risultato. Si tratta quindi" sottolinea la Farnesina "di una buona notizia per i due fucilieri, le loro famiglie e per le ragioni sostenute dal Governo e dai nostri legali. Il Governo conta su un atteggiamento costruttivo dell'India anche nelle fasi successive e di merito della controversia. La decisione del Tribunale de L’Aja recepisce le considerazioni legali e di ordine umanitario derivanti dalla permanenza di Girone in India da oltre quattro anni e che avrebbe potuto prolungarsi per altri due o tre anni, tenuto conto della prevista durata del procedimento arbitrale".
"Il Governo avvierà immediatamente le consultazioni con l'India affinché siano in breve tempo definite e concordate le condizioni per dare seguito alla decisione del Tribunale arbitrale" ha dichiarato ancora il ministero degli Esteri "Il Governo sottolinea che la decisione odierna del Tribunale relativa alle misure richieste dall’Italia in favore del Sergente Girone non influisce sul prosieguo del procedimento arbitrale, che dovrà definire se spetti all'Italia o all'India la giurisdizione sul caso della Enrica Lexie".
"Oggi abbiamo avuto la straordinaria notizia: Salvatore Girone potrà rientrare in Italia in attesa delle decisioni del tribunale internazionale. Per l'occasione lanciamo un messaggio di amicizia e collaborazione con il governo indiano" ha commentato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al termine dell’incontro con il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, a Firenze.

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