Padoan: "Revisione bail-in per migliorare il sistema"

"Il Governo continua a sostenere nel Consiglio Ecofin il processo di completamento dell'unione bancaria, per l'introduzione, al più presto possibile, del pilastro mancante relativo alla tutela dei depositi. L'Italia si sta adoperando perché lo schema europeo di tutela dei depositi rispetti un principio di equilibrio tra i due orientamenti sui quali si sta polarizzando il dibattito: l'orientamento alla condivisione del rischio e quello alla riduzione del rischio. La nostra posizione è che ambedue debbano essere presenti con eguale dignità e forza". Così il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, nel Question time al Senato. "Le norme di risoluzione in vigore negli Stati membri a decorrere dal 1 gennaio 2016, e approvate dal Governo italiano nel novembre 2013, hanno lo scopo di non scaricare sui conti pubblici - e quindi sui contribuenti - gli oneri del salvataggio di eventuali fallimenti. Un proposito in linea con l'obiettivo di aumentare la stabilità finanziaria. Tuttavia - ha aggiunto -, in questa fase di transizione, stiamo registrando un aumento della instabilità, invece che della stabilità. Ora occorre una fase transitoria, che dovrebbe essere accompagnata da accorgimenti che mettano a disposizione strumenti per affrontare singoli problemi e che possano colpire singoli istituti bancari, e allo stesso tempo evitare che crisi circoscritte possano avere effetti sistemici, data la natura peculiare del bene credito. La revisione del regime di bail-in, prevista entro il 2018 dalle normative europee, fornisce un'occasione utile per migliorare il sistema lungo queste linee". Padoan ha poi ricordato che per le banche italiane "le sofferenze nette sono oggi pari a 88 miliardi. A questo valore di esposizione corrisponde un livello di garanzie, anche in questo caso, superiore alla media europea. Gli stessi indici relativi alla leva finanziaria collocano i nostri istituti di credito in una posizione di vantaggio rispetto a quella di altri Paesi dell'Eurozona. Il sistema bancario italiano - ha concluso - è solido e negli anni peggiori della congiuntura economica ha affrontato le conseguenze della crisi senza far ricorso agli ingenti aiuti di Stato messi a disposizione dai contribuenti di altri Paesi dell'Unione europea".

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