Squinzi: "Superare il clima ostile sulle imprese"

"È stretta l'interconnessione tra le esigenze dell'economia, le regole che la governano e le modalità di azione della giustizia. Il perno su cui far leva per ricomporre l'equilibrio tra giustizia ed economia è bilanciare gli interessi". Sono le parole del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in una lettera inviata al Corriere della Sera, che sottolinea come per la soluzione "serve, come sempre, farsi guidare dall’equilibrio. Infatti, se è vero che le norme quasi mai sono neutre nei confronti dei destinatari, è anche vero che non possono essere (ab)usate per riequilibrare una presunta forza malevola del mercato".

Il leader degli industriali ricorda che i casi Ilva e Fincantieri "hanno evidenziato il rischio di una progressiva difficolta' di relazione tra due mondi che invece vorremmo in sintonia". Secondo Squinzi "un’analisi equilibrata deve indurre a riconoscere la stretta interconnessione che c’è tra le esigenze dell’economia, le regole che la governano e le modalità di azione della giustizia. Credo che l’impermeabilità alle istanze dello sviluppo non possa rappresentare un valore in sé, pena il rischio che alcuni interventi giudiziari appaiano come un ostacolo all’attività d’impresa o l’espressione di un pregiudizio nei confronti dell’imprenditore". Quindi e' necessario "bilanciare gli interessi, nelle scelte legislative anzitutto ma anche nelle decisioni giudiziarie quando possibile, riconoscendo la giusta considerazione alle esigenze della libera iniziativa economica".

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