Rimini: parte il IX congresso della Cisal. Cavallaro: "Servono riforme vere e credibili"

RIMINI. "Vanno fatte riforme vere e credibili" che "non devono essere realizzate da persone che non vivono la realtà senza sapere la ricadutache tali riforme avranno". Così Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, questa mattina leggendo la relazione di apertura al IX congresso confederale del sindacato che rivendica di essere "la prima confederazione degli autonomi in Italia". Dal palco del Palacongressi di Rimini, dove al termine della tre giorni sarà confermato per la terza volta alla guida della Confederazione italiana sindacati autonomi lavoratori, ha elencato a lungo i motivi che vedono la Cisal "insoddisfatta" dalle riforme "solo annunciate" e alla prova pratica "non concrete".

Davanti al migliaio di partecipanti chiamati a delineare le linee future della Cisal, Cavallaro ha posto al centro del suo intervento il lavoro, le questioni della rappresentatività sindacale e la situazione economica del Paese,  sottolineando il "deficit di democrazia economica" e di "democrazia sindale" che sarebbe presente in Italia, in contrasto con gli articoli 44 e 39 della Costituzione che sanciscono la "partecipazione" e la "libertà sindacale", ma che sono "da oltre sessant'anni in attesa di attuazione da parte del legislatore" che è "colpevolmente inadempiente".
Per questo occorre affrontare la "riforma del welfare" che però sarebbe "priva di efficacia" se non venisse "accompagnata e sostenuta" da una "politica fiscale" e da una "riforma della previdenza e dell'assistenza".

Proprio la riforma fiscale è stata definita da Cavallaro "la riforma delle riforme" eppure "non si ne parla, perché non è una riforma il modello 730 precompilato, che dimostra solo di essere pieno di errori".

Da un congresso caratterizzato dal titolo "Il Lavoro che non c’è" non potevano che arrivare critiche anche al Jobs Act, che "per ora, non risponde ai requisiti e obiettivi" di una riforma complessiva. Sotto accusa anche l'eliminazione dell'articolo 18 "a monte andava fatta una vera riforma del mondo del lavoro e l'articolo 18 non era una priorità - ha detto Cavallaro ai cronisti prima di salire sul palco dove ha poi ribadito il concetto.

Il segretario generale, che dal congresso di Rimini corre per la terza riconferma nel suo mandato, rimane cauto anche sui recenti dati Inps relativi sull'occupazione. "Bisogna vedere - ha dichiarato rifendosi ai 24 mila nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato - quanti siano solo contratti convertiti e quanti nuove assunzioni".

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