ROMA."La tragedia che lo scorso aprile si è verificata nelle acque del Canale di Sicilia, seguita a poche ore di distanza e senza interruzione fino ai giorni scorsi, da altri naufragi sulla costa di Rodi e al largo della Libia, hanno rivelato agli occhi del mondo la gravità della catastrofe umanitaria in corso e la nostra collettiva responsabilità. Il dolore, lo sgomento e la vergogna che tutti proviamo ci impone di onorare le vite che sono state inghiottite dal nostro Mare facendo seguire al turbamento delle coscienze e ai sentimenti di umana pietà, azioni perché questo non accada mai più". A riferirlo il presidente del Senato, Pietro Grasso, durante il discorso pronunciato a Lisbona in occasione dell'Assemblea Parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo sul tema dell'immigrazione.
"Il che richiede per prima cosa - ha aggiunto - la comprensione delle dinamiche più profonde dei fenomeni in corso e delle loro cause immediate e remote, attraverso diverse chiavi di lettura: storiche, politiche, geopolitiche, economiche, sociali, giuridiche", ecco perchè secondo Grasso "per queste complesse ragioni il Mediterraneo, e la gestione del fenomeno migratorio ne è esempio, è attraversato da interessi e atteggiamenti contrapposti, anche a livello politico". Inoltre, "le cause profonde di questo esodo sono i conflitti, le persecuzioni, la barbarie dei Paesi di provenienza dei migranti. Ed è molto eloquente il principale luogo di transito: la Libia, sconvolta dalla guerra civile e divenuta crocevia ideale per traffici di ogni tipo, droga, armi e persone".
"Il che richiede per prima cosa - ha aggiunto - la comprensione delle dinamiche più profonde dei fenomeni in corso e delle loro cause immediate e remote, attraverso diverse chiavi di lettura: storiche, politiche, geopolitiche, economiche, sociali, giuridiche", ecco perchè secondo Grasso "per queste complesse ragioni il Mediterraneo, e la gestione del fenomeno migratorio ne è esempio, è attraversato da interessi e atteggiamenti contrapposti, anche a livello politico". Inoltre, "le cause profonde di questo esodo sono i conflitti, le persecuzioni, la barbarie dei Paesi di provenienza dei migranti. Ed è molto eloquente il principale luogo di transito: la Libia, sconvolta dalla guerra civile e divenuta crocevia ideale per traffici di ogni tipo, droga, armi e persone".
"Credo che sia importante partire dalla consapevolezza che non siamo in grado di stabilizzare rapidamente i focolai di guerra in Siria, in Libia, in Yemen e altrove; e di determinare presto condizioni di vita e governo accettabili in Somalia, in Eritrea e in altri luoghi. Questa marea umana - ha osservato Grasso - non potrà cessare in tempi brevi. Noi nel frattempo possiamo fare alcune cose importanti: per prima cosa soccorrere chi fugge da violenze, fame e disperazione e garantire accoglienza ai profughi, che in questo momento si trovano sulla sponda sud e attendono di tentare la traversata. Nel frattempo, occorre dare avvio ad una profonda azione di stabilizzazione politica delle crisi, a partire dalla Libia, e di sostegno allo sviluppo". Per il presidente del Senato "la constatazione politica è che l'Ue non è stata in grado di fornire risposte comuni efficaci all'emergenza dei flussi migratori, mentre gli Stati membri più esposti non sono, comprensibilmente, capaci di gestire il problema da soli. E' mancata una strategia: abbiamo affrontato questo fenomeno con approcci parziali, stagionali, cercando di arginarlo senza mai affrontarne le complesse implicazioni con una visione d'insieme e di medio-lungo termine". Inoltre "a proposito del problema più urgente, la sorveglianza e il soccorso in mare, credo che sia evidente che il mandato e l'intensità della missione Triton devono essere ampliati, perché le attuali modalità operative non consentono d'intervenire dove e quando è necessario e l'onere dei soccorsi continua a gravare sui singoli Paesi e sui mercantili privati".
