ROMA. "Nel contrasto al fenomeno terrorista, c'è anche l'opzione militare, che è un'opzione nella quale siamo già dentro". A riferirlo il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, intervenendo a 'Radio Anch'io' su Radio1.
"Noi non dobbiamo immaginare però che questa sia l'unica risposta o la risposta decisiva - ha proseguito Gentiloni - Ci sono anche la cooperazione economica, gli aiuti verso i rifugiati, la collaborazione universitaria. Ci sono tante cose che possiamo fare di più e meglio, ma dobbiamo intervenire di fronte alla persecuzione dei cristiani e contro tutte le persecuzioni religiose". Per il ministro "è vero che in passato ci sono stati interventi militari che hanno avuto esisti non positivi, Iraq, ma ci sono delle storie più positive, se pensiamo alla regione dei Balcani occidentali: dopo 10 - 15 anni c'e' una situazione di sviluppo economico e mancanze di guerre. Oggi nei confronti dei gruppi terroristi noi non possiamo escludere interventi militari - ha terminato Gentiloni - non escludo interventi in Nigeria e Libia. Gli interventi, pero', devono essere su più terreni, si deve partire dalla cooperazione internazionale, facendo di più".
"Noi non dobbiamo immaginare però che questa sia l'unica risposta o la risposta decisiva - ha proseguito Gentiloni - Ci sono anche la cooperazione economica, gli aiuti verso i rifugiati, la collaborazione universitaria. Ci sono tante cose che possiamo fare di più e meglio, ma dobbiamo intervenire di fronte alla persecuzione dei cristiani e contro tutte le persecuzioni religiose". Per il ministro "è vero che in passato ci sono stati interventi militari che hanno avuto esisti non positivi, Iraq, ma ci sono delle storie più positive, se pensiamo alla regione dei Balcani occidentali: dopo 10 - 15 anni c'e' una situazione di sviluppo economico e mancanze di guerre. Oggi nei confronti dei gruppi terroristi noi non possiamo escludere interventi militari - ha terminato Gentiloni - non escludo interventi in Nigeria e Libia. Gli interventi, pero', devono essere su più terreni, si deve partire dalla cooperazione internazionale, facendo di più".
