ROMA. "In questo inizio di 2015 c’è un clima nuovo in Europa perché sta cambiando la Ue e perché anche l’Italia sta cambiando di suo. Ora i nostri progressi li riconosce anche il presidente della Bundesbank, Weidmann". Sono le parole del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in un’intervista ad Avvenire. "C’è un quadro macroeconomico che sta migliorando, per il petrolio, l’euro, il Qe della Bce. Ma all’orizzonte - aggiunge - si annunciano nuovi punti critici, in molti Paesi emergenti. Insomma, guai abbassare la guardia. In Europa sta anche migliorando il clima interno, c’è una collaborazione nuova, inattesa. E rivendico i risultati concreti ottenuti sulle priorità indicate dall’Italia, dal piano Juncker alle nuove linee guida sulla flessibilità nei conti pubblici". Anche Matteo Renzi e la cancelliera Angela Merkel, riprende Padoan, "hanno una visione comune su un punto centrale: la crescita, decisiva per creare lavoro, richiede mutamenti strutturali. Spero che in Italia non si dica più che i problemi sono colpa della Germania. E che in Germania non si pensi più di dover pagare per i guai dei greci o degli italiani. Questo atteggiamento che scambia i problemi nazionali con le colpe di qualcun altro va superato. Noi abbiamo i nostri problemi, le nostre responsabilità e dobbiamo risolverli da noi. Così devono fare anche gli altri". A livello di Ue tuttavia, osserva Padoan , "bisogna trovare soluzioni comuni che vadano sempre più verso una progressiva mutualizzazione, una messa in comune di risorse e di politiche. E questa la si costruisce solo con la fiducia reciproca".
