Legge di stabilità. Chiamparino: "Basta con tweet, vediamoci"

Mentre prosegue la polemica tra i Governatori e il premier sui tagli alle regioni contenuti nella legge di stabilità il presidente della conferenza delle Regioni annuncia : "Abbiamo detto al Governo che siamo pronti con delle proposte che ci consentono di rispettare il saldo dei 4 miliardi di taglio. Ma il grado di complessità tecnico è molto elevato e richiede un confronto per il quale occorre un mandato politico che deve venire da un incontro a Palazzo Chigi".
Potrebbe essere giovedì prossimo l'incontro tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali per discutere dei tagli previsti dalla legge di stabilità. Per giovedì prossimo, 23 ottobre, infatti, è stata chiesta ieri la convocazione delle due Conferenze straordinarie Stato-Regioni e Unificata nelle quali si discuterà formalmente dei circa 560 milioni necessari per finanziare le scuole paritarie, il trasporto dei disabili, le borse di studio, il diritto allo studio, che le Regioni devono al Governo entro il 31 ottobre. In quella sede, o in un incontro precedente, sempre nella stessa giornata, a quanto si apprende, Governo e Regioni potrebbero discutere più in generale dei tagli previsti dalla legge di stabilità. "Il tema dei tagli all'istruzione - spiega Emanuele Bobbio, coordinatore degli assessori regionali all'Istruzione - si impone con particolare urgenza, dal momento che scatta dal 31 ottobre, gli altri tagli sono dal 2015. Sono ben lieto che si dia particolare attenzione a questi mancati finanziamenti".
"Basta tweet: #tagli è tema complesso ma risolvibile se ci incontriamo con MEF e Presidenza del Consiglio". Lo scrive sul suo profilo Facebook il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Champarino.
"Il ricorso contro la legge di stabilità lo faremo. Li abbiamo fatti contro Berlusconi quattro anni fa quando ha messo 10 euro di ticket, figuriamoci se non facciamo contro una legge che vuole tagliare 400 milioni di euro al Veneto". Lo ha ricordato il governatore del Veneto Luca Zaia, a margine di un incontro a Caldogno (Vicenza). "Il che significa - ha spiegato riguardo ai possibili tagli - sociale, sanità, dissesto idrogeologico, formazione. Che cosa vado a dire io ai cittadini veneti?".
Se resta così la legge di Stabilità "avrà conseguenze catastrofiche in Lombardia": lo ha detto il presidente lombardo Roberto Maroni spiegando che da una prima valutazione "si rischia la chiusura di almeno 10 ospedali, l'aumento dei ticket, delle addizionali Irap e Irpef e tagli a infrastrutture e trasporti". ''Non sono disponibile a fare l'esecutore testamentario ne' il killer della Regione virtuosa che governo''. Lo ha detto il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, sulla legge di stabilita'. Maroni ha detto che se il confronto col Governo Renzi sui tagli alle Regioni andrà male ''ognuno farà le sue scelte''. ''Io sono qui per realizzare il programma di governo ma se passa l'idea che la Lombardia e' poco virtuosa e paga le inefficienze degli altri, non sono disponibile''. Dietro ai tagli alle Regioni Roberto Maroni vede un disegno per ''dire che le Regioni sono centri di spreco e quindi di ricentralizzare tutto, come hanno fatto con le Province, e di azzerarle''. Secondo il presidente della Lombardia le critiche alle spese delle Regioni da parte del premier Matteo Renzi ''sono demagogiche'', perche' hanno già ''tagliato più dello Stato''. Maroni ha fatto appello ''ai ministri di Ncd (che sono in maggioranza in Lombardia e al Governo, ndr) perche' sappiano dar voce a queste richieste''. 
"Se ci dotiamo di qualche strumento legislativo, 100 milioni si possono recuperare anche subito con lotta agli sprechi. Prima di intervenire sulla sanità, si deve chiedere a chi ha buon reddito tipo me di contribuire con almeno il 10% per evitare che i tagli colpiscano le categorie più deboli. Chi può in termini di solidarietà tiri fuori qualche soldo per mantenere una tra le migliori sanità in Europa". Lo ha detto Enrico Rossi, governatore Regione Toscana (Pd), intervenendo ad Agorà (Rai3).
"Non ci sto a farmi mettere in un angolo nella lotta agli sprechi". Lo ha detto Enrico Rossi, governatore Regione Toscana (Pd), intervenendo ad Agorà (Rai3) riferendosi alla polemica con Matteo Renzi. ''Ognuno guardi bene in casa sua. A palazzo Chigi, a Montecitorio, gli stipendi dei manager sono ancora altissimi, quelli dei direttori generali dei ministeri lo stesso''.
"La manovra più importante degli ultimi anni per l'Italia, finalmente espansiva e che tocca la carne viva dei problemi di questo Paese".Così la vicesegretaria del Pd e presidente della regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani ha definito la Legge di Stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri. Una manovra che "abbassa le tasse per le imprese, per i lavoratori e che tocca il costo del lavoro riducendolo, che inizia a dare risposte fondamentali su crescita e investimenti".

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