Il presidente delle Regioni, Sergio Chiamparino, ha detto di aver "chiesto formalmente un incontro al governo, a cui abbiamo fatto avere la documentazione tecnica relativa alla nostra proposta. Siamo pronti a incontrarci in qualunque momento, anche oggi se necessario. Non ho nessun dubbio che Renzi stia facendo le cose giuste per l'Italia. Matteo - ha detto poi Chiamaprino - è un punto di riferimento fondamentale per il Pd e per il Paese e continuo a ritenermi suo sostenitore".
"Ritengo più equo fare spending review più sui ministeri che sugli enti locali, ma le Regioni sono talmente disposte a collaborare che sono pronte a farsi carico di 4 miliardi di tagli", ha detto ancora Sergio Chiamparino.
Poi ancora: "Non c'è niente di irreparabile, la nostra volontà è di trovare un accordo, non fare i Masanielli per avere visibilità politica". "Certamente non mi tiro indietro nel confronto - aggiunge - credo anzi sia un mio dovere. Siamo animati da una volontà ferrea di trovare un'intesa". "Stiamo lavorando per affrontare il nodo della riduzione della spesa pubblica. Ritengo però che sarebbe meglio spostare un po' il carico dal complesso degli enti locali a quello dei ministeri".
'La manovra propone per le Regioni cose impossibili. L'aritmetica gli dà torto, e l'aritmetica non è di destra o di sinistra, non gufa o sta col premier''. Così Sergio Chiamparino, governatore del Piemonte e presidente della Conferenza delle Regioni, che intervistato da Repubblica e Stampa evidenzia di non essere stato informato dal governo sull' aumento dei tagli: ''Ero in contatto con Delrio via sms, ma sapevo di tre miliardi, non di più'', e quanto al premier Matteo Renzi, ''sui tagli alle Regioni niente telefonate e niente sms''. ''Il 90% della spese delle Regioni è fatto di sanità e trasporti pubblici. Se Renzi dice che le Regioni italiane devono risparmiare 4 miliardi senza toccare sanità e trasporto pubblico, dice una cosa impossibile da realizzare perché sul resto le Regioni spendono meno di 4 miliardi'', spiega Chiamparino. ''Tagliando 4 miliardi, le Regioni azzererebbero ogni altro loro intervento che non sia nei due settori che non si vogliono toccare. E questo è semplicemente impossibile''. ''Noi abbiamo una proposta alternativa che è quella di aumentare i tagli ai ministeri e ridurli alle Regioni. Se ci dicono di no abbiamo anche una seconda proposta a saldi invariati, inviata ai tecnici di palazzo Chigi. Senza aumentare ticket, tariffe e tasse'', dice Chiamparino. Una ''parte del progetto'' prevede di rinunciare ai 2 miliardi di aumento dei fondi della sanità, un'altra consiste nel ''modulare diversamente i fondi delle Regioni che sono a disposizione del ministero dell'Economia a copertura dei mutui e dei derivati. Una cifra ingente dalla quale, secondo i nostri calcoli, si possono risparmiare i due miliardi che mancano''. (ANSA)
