ROMA. "Ancora ieri, e non per la prima volta, tu hai risposto a delle obiezioni politiche e di merito con un attacco di tipo personale": a scriverlo Gianni Cuperlo nella lettera aperta a Matteo Renzi (pubblicata su facebook) nella quale annuncia le sue dimissioni dalla presidenza dell'assemblea del Pd. Ad annunciarlo lui stesso durante la riunione della minoranza, in corso alla Camera, leggendo la lettera che invierà al segretario Pd Matteo Renzi per motivare la sua decisione.
"Mi dimetto perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l'omologazione, di linguaggio e pensiero": così scrive Cuperlo in una lettera al segretario Renzi in cui spiega il perchè delle sue dimissioni da presidente del Pd. "Mi dimetto - spiega Cuperlo nella missiva pubblicata sulla sua pagina Facebook - perché voglio bene al Pd e voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere. Mi dimetto perché voglio avere la libertà di dire sempre quello che penso. Voglio poter applaudire, criticare, dissentire, senza che ciò appaia a nessuno come un abuso della carica che per qualche settimana ho cercato di ricoprire al meglio delle mie capacità".
"La proposta del segretario del Pd è seria, ragionevole. E' un buon punto di sintesi che consente, finalmente, di sbloccare un dibattito che dura da anni". Così il sindaco di Torino Piero Fassino sul modello elettorale illustrato da Matteo Renzi. "Consente - ha spiegato Fassino, a margine dell'inaugurazione di nuove linee di treni regionali - di garantire la governabilità ed al tempo ad ogni forza politica di misurare la propria rappresentanza. In ogni collegio plurinominale il numero degli eletti sarà molto contenuto e quindi si avrà un rapporto tra gli elettori e gli eletti che l'attuale legge ha impedito di fatto. Il largo consenso che ha ricevuto la proposta di Renzi, ed il fatto che anche chi aveva dei dubbi non ha votato contrario ma si è astenuto, consente al Pd di andare al confronto con altre forze politiche forte di una proposta in grado di dare una soluzione ad un tema per troppo tempo irrisolto".
"Mi dimetto perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l'omologazione, di linguaggio e pensiero": così scrive Cuperlo in una lettera al segretario Renzi in cui spiega il perchè delle sue dimissioni da presidente del Pd. "Mi dimetto - spiega Cuperlo nella missiva pubblicata sulla sua pagina Facebook - perché voglio bene al Pd e voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere. Mi dimetto perché voglio avere la libertà di dire sempre quello che penso. Voglio poter applaudire, criticare, dissentire, senza che ciò appaia a nessuno come un abuso della carica che per qualche settimana ho cercato di ricoprire al meglio delle mie capacità".
"La proposta del segretario del Pd è seria, ragionevole. E' un buon punto di sintesi che consente, finalmente, di sbloccare un dibattito che dura da anni". Così il sindaco di Torino Piero Fassino sul modello elettorale illustrato da Matteo Renzi. "Consente - ha spiegato Fassino, a margine dell'inaugurazione di nuove linee di treni regionali - di garantire la governabilità ed al tempo ad ogni forza politica di misurare la propria rappresentanza. In ogni collegio plurinominale il numero degli eletti sarà molto contenuto e quindi si avrà un rapporto tra gli elettori e gli eletti che l'attuale legge ha impedito di fatto. Il largo consenso che ha ricevuto la proposta di Renzi, ed il fatto che anche chi aveva dei dubbi non ha votato contrario ma si è astenuto, consente al Pd di andare al confronto con altre forze politiche forte di una proposta in grado di dare una soluzione ad un tema per troppo tempo irrisolto".
