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per i gallorossi. Il secco 3-0 inflitto agli uomini di Garcia ad un Inter comunque mai doma rappresenta quel segnale spedito agli inseguitori : Napoli e Juventus. I partenopei si confermano macchina da
goal con il poker casalingo rifilato al Livorno mentre i bianconeri vincono ma faticano ad imporsi su un Milan che allo Stadium, passato per prima in vantaggio, ha cercato anche nel recupero quel risultato
utile a risalire verso posizioni di classifica più consone al suo blasone e alla sua storia. Così non è stato e la sosta (ripresa il 19-20 ottobre per gli impegni della Nazionale) consegna agli opinionisti della A
l'Asse Anti-Roma costuito da Napoli e Juventus. La settima giornata riserva una rivelazione : Verona. Provinciale e nobile decaduta, la compagine scaligera vuol tornare ai fasti di un tempo che le valsero
uno Scudetto nella stagione 1984-85. I Gialloblù espugnano il Dall'Ara e con un sonoro 4-1 al Bologna provocano dopo Genoa la seconda crisi tecnica della stagione mettendo in discussione l'allenatore
Stefano Pioli. Le prossime due gare contro Sassuolo e Livorno saranno decisive per la sua permanenza sulla panchina felsinea. Risalendo la graduatoria il pari a reti bianche all'Olimpico, scaturito fra Lazio
e Fiorentina consente il rientro dell'Udinese nell'elite delle Sette Sorelle della Serie A italiana. Dopo il vantaggio di Danilo, il raddoppio di Di Natale su punizione consente ai Friulani di incalzare sia i viola che i biancocelesti e di spingere lo sconfitto Cagliari (2-0) nei bassifondi della classifica ove si registrano il passo indietro del Chievo (1-0 da una rinata Atalanta) e i passi in avanti del Catania, del Genoa dove la cura Gasperini produce già i suoi primi effetti al Massimino e della Sampdoria. I blucerchiati ottengono al Marassi un pari al veleno contro il Torino per una rete annullata da Gervasoni a Pozzi e che se convalidata avrebbe rappresentato una boccata d'ossigeno per gli uomini allenati da Delio Rossi.
