Rosatellum: fiducia passa al Senato tra le proteste

ROMA - E' passata senza troppi intoppi la prima fiducia al Rosatellum con 150 sì, 61 no e nessun astenuto. I presenti sono stati 219 e i votanti 211. Passa così l'articolo 1 della riforma elettorale.

Come stabilito ieri dalla conferenza dei capigruppo, a partire dalle 14, le cinque chiame nominali per i cinque voti di fiducia, mentre le dichiarazioni di voto e il voto finale ci saranno giovedì mattina.

Durante il suo intervento in Aula, l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha giudicato "Singolare e sommamente improprio il far pesare sul presidente del Consiglio la responsabilità di una fiducia che garantisse l'intangibilità della proposta in quanto condivisa da un gran numero di partiti.  Ma si può far valere l'indubbia esigenza di una capacità di decisione rapida da parte del Parlamento - si chiede Napolitano - fino a comprimerne drasticamente ruolo e diritti sia dell'istituzione sia dei singoli deputati e senatori?".

"L'interrogativo - prosegue - è sorto nelle ultime settimane con la posizione di fiducia su parti sostanziali del testo prima che si aprisse in aula alla Camera il confronto sugli emendamenti all'art.1. Il dilemma non è - per Napolitano - fiducia o non fiducia, anche perché non è mai stata affrontata, neppure dinanzi alla Corte, un'obiezione di incostituzionalità della fiducia. C'è però stato, nell'esperienza italiana, ricorso alla fiducia in occasioni e modalità molto diverse tra loro. Quali forzature può implicare e produrre il ricorso a una fiducia che sancisca la totale inemendabilità di una proposta di legge estremamente impegnativa e delicata? Mi pronuncio, con tutte le problematicità e le riserve che ho motivato, per la fiducia al governo Gentiloni, per salvaguardare il valore della stabilità, per consentire, anche in questo scorcio di legislatura, continuità dell'azione per le riforme". 

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