Catalogna: al via le 48 ore più difficili

BARCELLONA - Carles Puigdemont non arretra dopo la manifestazione unionista che ha visto sfilare 950mila persone in piazza a Barcellona: "La dichiarazione di indipendenza è prevista dalla legge del referendum come applicazione dei risultati: applicheremo quanto dice la legge", ha ribadito in un'intervista registrata nei giorni scorsi e andata in onda ieri sera su Tv3. Ma la situazione cambia di ora in ora e le parole di ieri potrebbero essere già superate. Per la Catalogna sono le 48 ore più difficili.

Il premier Mariano Rajoy, in un'intervista al Pais, ha lanciato un appello ai catalani "moderati" affinchè si allontanino dagli "estremisti", dai "radicali" e dalla "Cup", partito di sinistra indipendentista. Il presidente della Generalitat Carles Puigdemont parlerà fra tre giorni al parlamento catalano, con con l'eventualità non remota di una possibile proclamazione dell'indipendenza.


La manifestazione, organizzata dalla Societat Civil Catalana (Scc), ha preso il via ieri alle 12:00, e si è conclusa alla estaciò de França. Il tema della manifestazione è stato 'Prou! Recuperem el seny', cioé 'Basta! Recuperiamo il buon senso', e hanno aderito i popolari del premier Mariano Rajoy e i centristi di Ciudadanos. Il Partito socialista catalano (Psc) ha invitato i suoi militanti e simpatizzanti a parteciparvi.

La manifestazione si è verificata 24 ore dopo una serie di mobilitazioni inedite e pressoché spontanee, in tutta Spagna, per chiedere ai due protagonisti della crisi, Rajoy e Puigdemont, di parlarsi, dopo settimane di muro contro muro.

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