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A un italiano l'Oscar della Scienza

Va a Sergio Ferrara il premio Breakthrough, l'Oscar della scienza e prestigioso come il Nobel, voluto dal miliardario Yuri Milner con Sergey Brin (Google), Mark Zuckerberg (Facebook) e Jack Ma (Alibaba).

Ferrara, noto fisico del Cern e associato Infn, è premiato con Daniel Freedman (Mit e Stanford University) e Peter van Nieuwenhuizen (Stony Brook University) per la Supergravità, la teoria che realizza il sogno di Einstein unificando relatività e fisica delle particelle.

Ferrara, l’americano Freedman e l’olandese van Nieuwenhuizen hanno vinto il premio Breakthrough, del valore complessivo di 3 milioni di dollari, per essere stati gli architetti della Supergravità e la cerimonia di consegna del premio è in programma negli Stati Uniti il 3 novembr, presso lo storico Hangar 1 della Nasa, vicino Mountain View.

Luca Parmitano è a bordo della Stazione spaziale

(Esa)
E' giunta in sei ore sulla Stazione Spaziale Internazionale la Soyuz MS-13 con a bordo l'astronauta Luca Parmitano. Per l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), con l'americano Andrew Morgan e il russo Alexander Skvortsov, comincia così la missione Beyond, "Oltre", nella seconda parte della quale sarà al comando, primo italiano e terzo europeo ad avere questo ruolo. AstroLuca dovrà inoltre affrontare delle passeggiate spaziali ed eseguire esperimenti volti a preparare l'uomo ai lunghi viaggi verso Luna e Marte.

Parmitano e’ entrato insieme ai suoi compagni di equipaggio, l'americano Andrew Morgan e il russo Alexander Skvortsov, a circa due ore dall’aggancio della Soyuz.

Immortalato un buco nero: è la fotografia del secolo

(EHT)
Ecco la fotografia del secolo: un buco nero. Dopo che nel 2016 le onde gravitazionali hanno dimostrato l'esistenza di questi misteriosi oggetti cosmici, arriva la prima prova diretta e l'immagine che lo testimonia è quella del buco nero M 87, al centro della galassia Virgo A (o M87), distante circa 55 milioni di anni luce. Il progetto internazionale Event Horizon Telescope (Eht) parla italiano: figura infatti la partecipazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Cina: stop agli esperimenti su bambini con dna modificato

Ha suscitato un ginepraio di polemiche l'esperimento dello scienziato cinese che ha portato alla nascita di due gemelle con Dna alterato. L'uomo in queste ore ha annunciato una sospensione degli esperimenti. "Devo presentare le mie scuse per la diffusione inaspettata dei risultati", ha affermato He Jiankui, alla platea di una conferenza a Hong Kong, sottolineando che "la sperimentazione clinica è stata messa in pausa a causa della situazione attuale".

Nel frattempo "un'altra potenziale gravidanza" realizzata con embrioni dai geni alterati è nella sua fase iniziale, ha detto He, citato da Bbc e Bloomberg.

He Jiankui si è scusato per la divulgazione della scoperta ma ha difeso il proprio progetto. Parlando allo Human Genome Editing Summit, la conferenza che si tiene a Hong Kong sulle alterazioni del Dna, lo scienziato ha rivelato che lo "studio è stato sottoposto a una rivista scientifica per la revisione".

Jiankui ha poi difeso la sua ricerca, di cui si è detto "fiero", e che ritiene possa proteggere le due bambin, dal contrarre il virus dell'Hiv, che provoca l'Aids. La metodologia ha attirato numerose critiche da parte degli stessi scienziati cinesi, 122 dei quali hanno denunciato la mossa di He come l'apertura di un "vaso di Pandora" da richiudere "prima che sia troppo tardi".

Eugenetica: scienziato cinese annuncia nascita gemelle con dna modificato

SHENZHEN - Un ricercatore cinese ha sostenuto di aver lavorato a un progetto che ha fatto nascere i primi bambini geneticamente modificati, due gemelle il cui Dna sarebbe stato alterato con una potente tecnica in grado di riscrivere la mappa genetica. A renderlo noto l'agenzia l'Associated Press. Se quanto descritto dallo scienziato corrispondesse al vero sarebbe una prima volta assoluta nelle scienze.

Lo scienziato, He Jiankui, di Shenzhen, ha dichiarato di aver alterato gli embrioni di sette coppie, che si stavano sottoponendo a cure per la fertilità, e una di queste gravidanze è andata in porto; ed ha aggiunto che il suo obiettivo non era prevenire o curare una malattia ereditaria, ma provare a dare all'embrione un tratto particolare che poche persone hanno, la possibilità di resistere alle infezioni da Hiv, il virus dell'Aids.

Scienziato scopre regione nascosta del cervello umano

SYDNEY - Nucleo endorestiforme, così è stata chiamata la zona scoperta dal neuroscienziato George Paxinos e il suo team di ricercatori del Neuroscience Research Australia (NeuRA). Il Nucleo si trova all'interno (endo) del peduncolo cerebellare inferiore chiamato anche corpo restiforme. La regione si trova vicino alla giunzione cervello-midollo spinale. Quest'area è coinvolta nella ricezione delle informazioni sensoriali e motorie provenienti dai nostri corpi e serve per affinare la nostra postura, l’equilibrio e i movimenti. «Il peduncolo cerebellare inferiore è come un fiume che trasporta le informazioni dal midollo spinale e dal tronco encefalico al cervelletto» scrive Paxinos. «Il nucleo endorestiforme è un gruppo di neuroni ed è come un'isola in questo fiume» prosegue Paxinos.

La dott.ssa Lyndsey Collins-Praino neuroscienziata presso l’Università di Adelaide, che non fa parte del team coinvolto nello studio, ha dichiarato che la scoperta condotta dal gruppo di Paxinos rappresenta qualcosa di "intrigante. Paxinos ha confermato l'esistenza di questa struttura cerebrale mentre stava utilizzando una tecnica di colorazione del cervello relativamente nuova che ha sviluppato per rendere le immagini dei tessuti cerebrali più chiare da inserire nel nuovo Atlante anatomico del cervello su cui sta lavorando. Queste cellule bersaglio colorate con questa nuova tecnica, come ad esempio i neurotrasmettitori, forniscono una mappa dei tessuti cerebrali. Ciò contribuisce a differenziare i gruppi di neuroni per la loro funzione piuttosto che utilizzare il modo tradizionale di separazione per come appaiono le cellule, tecnica conosciuto come chemoarchitettura del cervello. Infatti, Paxinos aveva ricevuto indizi riguardanti l’esistenza del nucleo endorestiforme da decenni.

In una procedura chiamata cordotomia antero-laterale un intervento chirurgico per ottenere sollievo dal dolore in caso di mali incurabili effettuando il taglio delle vie spinali - Paxinos ed i suoi colleghi avevano notato che le fibre lunghe dalla colonna vertebrale sembravano finire intorno alla zona dove è stato trovato il nucleo endorestiforme. «È stato lì a fissarmi dalle cordotomie antero-laterali e anche dalle “macchie” chimiche che uso nel mio laboratorio» scrive Paxinos. La posizione di questo bit sfuggente del cervello ha portato Paxinos a sospettare che esso possa essere coinvolto nel controllo motorio fine, ciò è sostenuto anche dal fatto che questa struttura deve ancora essere identificata in altri animali, tra cui le marmosette o i macaco. Avendo ora potuto identificare la regione, Paxinos paragona la scoperta alla scoperta dell'esistenza di una nuova stella. Ciò che è così intrigante nella regione del cervello, afferma Paxinos, è che non è stato trovato negli studi su scimmie e altri animali:

"Questa regione potrebbe essere ciò che rende gli umani unici oltre alle dimensioni del cervello più grandi". la trasmissione dei movimenti sono a contatto diretto con i motoneuroni, stiamo parlando del 20% rispetto al 5% riscontrato in altri primati. Così, il nucleo endorestiforme potrebbe essere un'altra caratteristica unica nel nostro sistema nervoso, anche se è ancora troppo presto per dirlo con certezza. Paxinos ha pianificato di effettuare presto degli studi specifici sugli scimpanzé. Per scoprire a cosa possa servire il nucleo endorestiforme bisognerà attendere una risoluzione più elevata per l'imaging a risonanza magnetica. Confrontando i cervelli normali che sono stati presi in esame per essere inseriti nell'Atlante con quelli di persone che presentano anomalie conosciute i ricercatori potrebbero scoprire ulteriori indizi.

«La neuroanatomia è fondamentale in quanto serve come base sulla quale costruiamo la conoscenza di entrambe le funzioni normali e anormali, ma, in questo momento è semplicemente impossibile sapere quali implicazioni potrebbe avere questa scoperta per le malattie neurologiche o psichiatriche» scrive Collins-Praino. Paxinos, prevede di continuare a utilizzare questa nuova tecnica di colorazione per cercare a fondo ulteriori zone simili nel nostro cervello, così sarà possibile effettuare una comparazione tra diverse specie in modo da ottenere una maggiore comprensione su come funzionano. Questa scoperta deve ancora essere sottoposta a revisione paritaria (peer-review) ma i dettagli in merito alla nuova area del cervello possono essere trovati nell’ultimo Atlante di Paxinos intitolato Human Brainstem: Cytoarchitecture, Chemoarchitecture, Myeloarchitecture.

Negli ultimi 100 anni, una comprensione dettagliata dell'architettura del cervello e della connettività è stata al centro delle maggiori scoperte nel campo delle neuroscienze. Annunciati come gli atlanti cerebrali più accurati disponibili, le mappe create da Paxinos sono usate dai neuroscienziati per esplorare e identificare strutture cerebrali e potenziali trattamenti per disturbi e malattie del cervello. Sono anche usati come guida in neurochirurgia. Paxinos, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, è l'autore degli articoli più citati pubblicati nel campo delle neuroscienze ed è anche l'autore di 52 libri che forniscono intricati atlanti cerebrali.

Si esaurisce il carburante: addio alla cacciatrice di asteroidi Dawn

Dawn, la nave spaziale della NASA lanciata 11 anni fa che ha studiato due dei più grandi oggetti nella fascia degli asteroidi, ha concluso la sua missione dopo aver esaurito il carburante. Lo hanno reso noto i funzionari giovedì.

Gli scienziati hanno saputo da circa un mese che Dawn era essenzialmente senza idrazina, il carburante che manteneva le antenne della nave spaziale orientate verso la Terra e che aiutava a rivolgere i suoi pannelli solari verso il Sole per ricaricarsi.

Quando l'astronave non ha portato a termine le comunicazioni programmate con Deep Space Network della NASA mercoledì e giovedì, l'agenzia spaziale l'ha formalmente dichiarata morta.

"Le richieste che abbiamo lanciato su Dawn sono state tremende, ma ha sempre incontrato la sfida. È difficile dire addio a questa incredibile astronave, ma è ora", ha detto il direttore della missione e ingegnere capo Marc Rayman al Jet Propulsion Laboratory della NASA.

Spazio: lanciato il satellite europeo che studierà Mercurio

(ap)
KOUROU - E' partita con successo la missione del satellite europeo BepiColombo, che avrà il compito di studiare Mercurio, il pianeta più interno del sistema solare e più vicino al Sole. Il lancio è avvenuto alle 22:45 locali (3.45 in Italia) dal centro spaziale di Kourou, nella Guyana Francese. Il satellite e le sue due navicelle viaggeranno per sette anni e percorreranno nove miliardi di chilometri. Nella missione c'è anche molta tecnologia italiana.

Ariane 5 si è alzato illuminando il cielo buio sopra la foresta "in un lancio perfetto".

Come un ovale brillante, ha sfrecciato ruotando verso Est per raggiungere la posizione ottimale sull'orbita che consentirà al veicolo nel quale sono assemblati tutti i moduli della missione Bepi Colombo, chiamato Mcs (Mercury Composite Spacecraft), di cominciare il viaggio verso Mercurio.

Clima, Onu: 12 anni per arginare catastrofe

NEW YORK - "Il cambiamento climatico corre molto più in fretta di noi. Siamo in ritardo, non c'è tempo da perdere". Sono le parole choc di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, a commento del rapporto sull'ambiente pubblicato dall'Intergovernmental Panel on Climate Change, l'agenzia Onu intergovernativa che monitora scientificamente i cambiamenti climatici. Secondo questo studio, l'umanità ha a disposizione solo 12 anni per correre ai ripari e mantenere il riscaldamento globale ad un massimo di 1,5 gradi.

Lo studio sottolinea inoltre come anche mezzo grado in più potrebbe provocare danni devastanti e peggiorare ulteriormente la situazione innalzando il rischio di siccità, inondazioni, calore fuori controllo. Tutti fattori che provocherebbero una catastrofe, causando povertà per milioni di persone.

L'allarme dell'IPCC è arrivato dalla Corea del Sud, dove si è tenuto un summit a cui hanno partecipato scienziati e amministratori da tutto il mondo. Per il numero uno del Palazzo di Vetro si tratta di un "campanello di allarme per il mondo" .

Riscaldamento del mare: nell'Adriatico stanno arrivando nuove specie di squali

ROMA - Negli ultimi anni si sono susseguiti sempre con maggior frequenza avvistamenti nel Mediterraneo, l’ultimo a Maiorca, dove il più temibile dei predatori del mare, il gigantesco squalo bianco è stato fotografato lo scorso 28 giugno vicino all’isola abitata di Cabrera, a sud di Maiorca. Ma anche l’Adriatico di recente è stato meta di specie di squali che mai in precedenza o assai raramente si erano viste nuotare nelle acque del bacino ad est della Penisola Italiana. Esperti del Dipartimento di studi marini dell'Università di Spalato in Croazia, ed in particolare Alen Soldo, hanno affermato che a causa del riscaldamento del mare, nel Mar Adriatico si è registrato un crescente numero di specie invasive, altrimenti inusuale per le regioni che si affacciano sullo stesso.

Il dato più eclatante è che, in base alle statistiche disponibili, ogni settimana una nuova specie entra dal Mar Rosso nel Mediterraneo. Tra queste specie vi sono gli squali, le cui abitudini e movimenti sono influenzati anche dall'aumento della temperatura. Gli stessi, infatti, eviterebbero le zone che diventano troppo calde, ed essendo in cerca di cibo esplorerebbero nuovi areali. Presumibilmente il temibile squalo tigre, responsabile di numerosi attacchi nel Mar Rosso, è già entrato nel Mediterraneo. Tuttavia, non è ancora visibile nell'Adriatico, a differenza del grande squalo bianco. Il più mastodontico di questi vertebrati si adatta a diverse gamme di temperatura.

E nell'Adriatico è legato alle migrazioni del tonno. Così come i branchi di tonno si spostano, così è possibile che li segua lo squalo bianco - spiega Soldo - e aggiunge che è un abitante occasionale del Mare Adriatico. Il problema è che non si può far nulla. Ci sono troppe variabili che non possiamo influenzare - dice Soldo. Ovviamente le statistiche di attacchi di squali nei nostri mari ci dicono che è più facile essere colpiti da un fulmine che subire un’aggressione da parte di un pescecane, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", che sottolinea come il fenomeno che si sta studiando del diffondersi di specie di squali non endemiche è qualcosa cui dovremo adattarci senza dover temere di fare un bagno in tutta tranquillità nei nostri luoghi tradizionali di balneazione.

Luna in rosso, è la notte dell’eclissi più lunga del secolo

Al via la notte in rosso, con l'eclissi totale di Luna più lunga del secolo, della durata di un'ora e 43 minuti a partire dalle 21.30, e la grande opposizione di Marte, la più spettacolare dal 2003. Mentre la Luna si tinge di rosso per l'eclissi, il pianeta rosso appare nel cielo più grande del 10%.

La fase di totalità, che durerà ben 103 minuti, si verificherà tra le 21.30 e le 23.13, mentre il massimo dell’eclissi, ovvero il maggiore oscuramento della Luna, è previsto alle 22.22. Non solo. La Luna apparirà rossa per la rifrazione della luce del Sole sull’atmosfera terrestre e nel cielo, poco sotto al nostro satellite, alle 21 sorgerà, insieme alle stelle del Capricorno, Marte, ben visibile a occhio nudo come Venere, Giove e Saturno.

Il pianeta rosso vive infatti in questi giorni un fenomeno altrettanto raro: Marte si avvicina di più alla Terra ogni 26 mesi, ma può farlo molto oppure poco. Quest’anno lo farà moltissimo, ai massimi livelli dall’opposizione del 2003. Così, alle 22.30, al massimo dell’eclissi di Luna, Marte che si troverà a meno di 58 milioni di km dalla Terra mostrerà un disco di ben 24,3 secondi d’arco, alto, per gli appassionati di astronomia, 12° sopra l’orizzonte. Insomma, una notte davvero speciale.

L’eclissi totale del nostro satellite si verifica quando nella sequenza Sole, Terra e Luna si trovano perfettamente allineati, mentre la sua durata dipende dalla distanza reciproca Terra-Luna. Durante questa eclissi – ricorda Media Inaf, il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica – il nostro satellite si troverà in prossimità dell’apogeo, punto della propria orbita alla massima distanza dalla Terra, poco oltre 400mila chilometri. In questo tratto dell’orbita la Luna si muoverà più lentamente rispetto a quando si trova in altri punti della sua traiettoria dilatando i tempi di passaggio nel cono d’ombra terrestre.

In Italia il fenomeno astronomico sarà visibile anche ad occhio nudo quasi nella sua interezza. La Luna infatti sorgerà pochi minuti prima delle 21, ora locale italiana, verso sud est, già in fase di attraversamento del cono di ombra creato dalla Terra, che in quel periodo si verrà a trovare esattamente tra il Sole e il nostro satellite naturale. La fase di totalità si verificherà tra le 21.30 e le 23.13, mentre il massimo dell’eclissi è previsto alle 22.22. 

Scoperta una nuova specie di vespa

ROMA - I ricercatori dell'Università Finlandese di Turku hanno scoperto nella foresta amazzonica, al confine andino, una nuova specie di vespe con "misure" particolarmente sorprendenti. Così, il "clistopyga crassicaudata" misura un centimetro di lunghezza ma la sua puntura è più di quattro millimetri tutto da solo. Inoltre, è molto più ampio di quello delle vespe comuni.

Questo pungiglione sproporzionato serve sia per iniettare il veleno in caso di pericolo, ma anche "per depositare le uova in un ospite". In bozzoli di ragni, preferibilmente. I ricercatori, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, però non hanno menzionato gli effetti del morso di un simile esemplare sugli esseri umani.

Meduse giganti presto sulle spiagge italiane? Nell’Adriatico la super-medusa tornata dal passato

ROMA - Un diametro che varia da 50 cm a 2 metri e filamenti che possono raggiungere più di 30 metri di lunghezza. Una nuova medusa sbarca sulle spiagge britanniche e terrorizza i bagnanti. Questa specie è una delle più grandi meduse del mondo. Oltre a dimensioni impressionanti, è anche un vero pericolo perché i suoi morsi possono causare irritazione, crampi e persino arresto respiratorio in alcune persone. Come riportato i media francesi, molti nuotatori delle coste inglesi e irlandesi che sono entrati in contatto, sono stati ricoverati in ospedale.

A causa dei cambiamenti climatici, la medusa Cyanea capillata , chiamata "la criniera del leone", sta visitando la costa del Galles. Fino ad ora, questa medusa vagava nelle fredde acque del Nord Atlantico o della Scandinavia. Mentre si lascia trasportare dalle correnti, si ritrova ora nel Regno Unito. "Ma sono presenti in tutto l'emisfero settentrionale. Questa medusa vive e cresce in mare aperto, piuttosto in profondità", spiega Maureen Midol, biologo marino del notissimo parco oceanologico "Océanopolis" di Brest, una città portuale della Bretagna, nella Francia nord-occidentale. Prima di aggiungere: "Ma di tanto in tanto, può capitare che arrivino sulla costa. Non è un'invasione, ma piuttosto la conseguenza del cambiamento climatico. Sono guidati dai venti e dalle correnti."

Le meduse potrebbero venire a terrorizzare i nuotatori italiani? Niente è impossibile. In ogni caso è molto difficile da prevedere, perché è una conseguenza dei fenomeni meteorologici. In Italia nell'estate del 2014 per ben due-tre volte è stata fotografata la Drymonema dalmatinum, parente della Cyanea capillata. La specie si chiama dalmatinum perché proprio in Dalmazia il naturalista Ernst Haeckel, nel 1880, la descrisse come specie nuova. Ma dopo quel ritrovamento fu rivista solo pochissime volte. La letteratura scientifica la segnala solo fino al 1945. Non si vedeva, quindi, da quasi 70 anni! Drymonema dalmatinum è tornata dal passato. Dove sarà stato nascosto un animale così grande, in un mare così piccolo? La risposta è semplice. Il ciclo di queste meduse è composto da una fase che vive attaccata al fondo. Si chiama «polipo», da non confondere col polpo. Questi polipi sono piccoli, di solito, e possono vivere a lungo. Ogni tanto producono meduse che, all’inizio della vita libera, sono piccole. Molte specie hanno meduse che restano piccole anche una volta raggiunta l’età adulta.

Nel Mediterraneo, quest'anno sino a pochi giorni fa, abbiamo letto e sentito di un'invasione della "Caravalle portoghese", in particolare sulle coste orientali della Spagna, arrivate li dopo le tempeste. Se il cambiamento climatico sta causando l'arrivo di meduse, potrebbe anche essere responsabile delle loro impressionanti dimensioni. In effetti, l'aumento della temperatura dell'acqua e una maggiore luminosità aumentano la quantità di cibo che mangiano, comunque un fenomeno pare ripetersi ogni anno in coincidenza del periodo della stagione balneare.

E si aggiunge un altro problema: più grande è la medusa, più aumenta la sua concentrazione del veleno fatale. Se incontri queste meduse sulle spiagge delle tue vacanze, non toccarle e avvisa rapidamente le autorità. Le meduse, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rilasciano sostanze urticanti che provocano una reazione infiammatoria acuta caratterizzata da eritema, gonfiore, vescicole e bolle, accompagnata da bruciore e sensazione di dolore. Il tutto più o meno persistente a seconda della vicinanza del ‘contatto’.

Gli anziani? Una giovinezza elevata

di VITTORIO POLITO - Le persone cosiddette “anziane” non devono rassegnarsi alla mentalità dell’ineluttabile declino, del “c’è ben poco da fare” o del “tiriamo avanti”. Con un diverso atteggiamento culturale in generale, un impegno nella speranza cristiana o in attività sociali organizzate, si può tentare, o per lo meno incominciare, a cambiare qualcosa, cercando di aiutare il prossimo a capire quali sono le autentiche qualità della vita coinvolgendo attivamente gli anziani. Non va dimenticato che anziano non significa necessariamente vecchio e inservibile. L’anziano può essere una persona di età avanzata in senso assoluto o in relazione ad altri. Insomma si può essere anziani anche a 40 anni se in relazione ad altri soggetti più giovani.

Qualche secolo fa le persone avanti con gli anni facevano parte del Consiglio degli Anziani, una sorta di Magistratura che presso il Comune assisteva il Podestà o il Capitano del popolo nel Governo.

Secondo Giovanni Paolo II, le persone anziane non devono sentirsi elementi passivi, ma soggetti attivi in un periodo umanamente e spiritualmente fecondo della vita umana. Infatti, hanno ancora una missione da compiere, un contributo da dare. Secondo il progetto divino, ogni singolo essere umano è una vita in crescita, dalla pura scintilla dell’esistenza fino all’ultimo respiro.

È fuor di dubbio che la società attuale tende a premere psicologicamente sui suoi componenti, condizionando gli stessi atteggiamenti valutativi, anche quelli di coloro, come gli anziani ed i malati, che nella diffusione della cultura e dell’efficienza sono piuttosto vittime che partecipi beneficiari.

L’etica cristiana impone di non considerare gli anziani solo valenze biologiche negative, ma stimola a contribuire a rendere attiva la terza età, con l’obiettivo di aggiungere anni alla vita e vita agli anni. Proprio come tentano di fare alcune associazioni di volontariato che organizzano attività varie con gli anziani ed a favore degli stessi.

La vecchiaia, secondo lo scrittore Fortunato Pasqualino (1923-2008), «È l’età dell’uomo più impegnativa spiritualmente, ricca di quei grandi distacchi che non si hanno se non nell’infanzia. È una fanciullezza elevata a un certo potere di veggenza spirituale». Invecchiare attivamente significa far tesoro delle esperienze vissute, ma vivere anche radicati al presente per cogliere le novità di ogni giorno. Interessarsi agli altri, vedere come aiutarli, per quanto è possibile, esercitare attivamente il “ruolo” insostituibile dei nonni. Così facendo non si avrà il tempo di pensare ai propri acciacchi che diventeranno più leggeri e si svolgerà anche un ruolo importante trasmettendo alle nuove generazioni la “memoria collettiva”, cioè costumi, tradizioni, folclore, dialetto, antichi mestieri, abitudini alimentari, artigianato locale, aspetti ambientali e urbanistici, tutte nozioni che se perdute arrecherebbero un impoverimento culturale alla società. Benvenute anche le iniziative di volontariato con la creazione di gruppi di “anziani per gli anziani”.

Una ricerca americana condotta su 132 mila persone fra i 21 e i 60 anni ha dimostrato che fino a 30 anni cresce la consapevolezza dei valori e rende l’individuo disciplinato. Fino a 40 anni l’obiettivo è quello di piacere agli altri, perciò si diventa disponibili. E andando avanti negli anni migliora il carattere in termini di generosità, sensibilità, apertura mentale. «La vecchiaia si può perciò davvero definire l’età della saggezza», hanno ufficialmente concluso i ricercatori. Erano gli unici a non saperlo. Il resto del mondo ne era già a conoscenza, seppure in maniera empirica. Pertanto, fin che c’è vita, c’è buon umore.

Ma quali possono essere gli ausili per gli anziani per migliorare la qualità della vita? Tenterò di dare qualche suggerimento.

Innanzitutto l’udito, infatti la riduzione di questa capacità, isola inesorabilmente il soggetto dalla vita sociale. Rivolgersi subito allo specialista audiologo o otorinolaringoiatra, che aiuterà certamente a migliorare questa funzione. Ottimizzare la capacità della memoria tenendola costantemente in allenamento, interessandosi degli avvenimenti quotidiani, leggere giornali e riviste e commentarli con i propri familiari. Non esistono al momento farmaci miracolosi per la memoria.

Una lunga passeggiata quotidiana porta almeno sette vantaggi alla nostra salute: attenua lo stress e diminuisce l’ansia, aiuta a non aumentare di peso, favorisce la circolazione del sangue agli arti inferiori e la diminuzione del colesterolo, facilita il lavoro del cuore, diminuisce la fragilità ossea, cioè l’osteoporosi, e favorisce il mantenimento dei valori normali della pressione arteriosa.

La cosa più importante da fare? Quella di non isolarsi e partecipare attivamente alla vita sociale, bisogna stare il più possibile con gli altri, prendere parte a giochi, gite, iniziative parrocchiali o sociali che organizzano molte attività. Insomma, stare il più possibile attivamente insieme agli altri, poiché solo così facendo si potrà vivere una vecchiaia serena e certamente accettabile.

Rientra senza problemi prima stazione spaziale cinese

(Cmse)
E' rientrata sull'Oceano Pacifico senza alcun intoppo la stazione spaziale cinese Tiangong 1. A renderlo noto il Joint Force Space Component Command (Jfscc) del Comando strategico degli Stati Uniti.

(Fraunhofer Institute)
Il rientro nell'atmosfera della stazione è avvenuto alle 2:16 italiane sul Pacifico meridionale, secondo i dati rilevati dalla rete di Sorveglianza spaziale che fa capo al Comando strategico Usa e grazie al coordinamento con la sorveglianza attiva in altri Paesi, come l'Italia, accanto a Canada, Australia, Francia, Germania, Regno Unito, Giappone e Corea del Sud.

La prima stazione spaziale cinese ha concluso così la sua storia, dopo avere trascorso in orbita 2.375 giorni e 21 ore.

SpaceX, Falcon Heavy di Elon Musk prende il volo con successo

Test riuscito per Falcon Heavy, il razzo senza uomini progettato da SpaceX, ideato dal multimilionario sudafricano Elon Musk. L’attesissimo test del razzo più potente mai lanciato in orbita dall’uomo, è indatti andato a buon fine.

Si tratta di un razzo senza uomini a bordo che tuttavia rappresenta un passo in avanti verso future missioni umane su Marte e nello spazio profondo. Il razzo è riuscito a lasciare la piattaforma del Kennedy Space Center, in Florida, accolto dagli applausi degli ingegneri che lo hanno progettato.

Analisi del sangue sull'iPhone: la funzione sarà lanciata per ora solo in fase di test negli Usa

LOS ANGELES - Apple punta sulla salute digitale: gli utenti potranno scaricare automaticamente sull'iPhone la propria cartella clinica con dati sanitari come i risultati delle analisi del sangue o i vaccini, per conservarli e per mostrarli facilmente a un dottore o ai familiari.

L'ultima funzione, lanciata per ora in fase di test negli Stati Uniti, fa parte delle novità di iOS 11.3, l'aggiornamento del sistema operativo di iPhone e iPad che tra l'altro introdurrà anche le funzioni legate al controllo della batteria e delle prestazioni del proprio smartphone promesse da Apple dopo essere stata investita dalla bufera per gli iPhone "rallentati" in caso di batterie non più al top.

In arrivo pure nuove Animoji, le icone animate sugli iPhone X, e funzioni più avanzate per la realtà aumentata. La versione 11.3 di iOS, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è disponibile da ieri per gli sviluppatori, mentre per tutti gli utenti arriverà in primavera. La nuova funzione "sanitaria" lanciata da Apple sarà integrata nell'applicazione Salute e permetterà agli utenti di trasferire sul proprio iPhone i dati clinici direttamente da ospedali e dottori.

Apple sottolinea che i dati medici dei suoi utenti saranno criptati e archiviati localmente sugli smartphone, quindi nessun dato sarà accessibile alla compagnia californiana a meno che non sia l'utente a decidere di condividerli. All'iniziativa, ha già aderito una dozzina di istituti sanitari americani.

Londra: autobus in movimento con i fondi di caffé

LONDRA - Una grande innovazione nel campo della scienza e della meccanica a Londra: gli autobus si muovono, in gran parte della città, con i fondi di caffé.

Nella mattinata del 20 novembre 2017, infatti, sono partite nella capitale della Gran Bretagna le prime corse di autobus alimentati con B20, una miscela composta per l'80% da diesel e per il 20% di biocarburanti che comprendono olio estratto proprio dal riciclaggio dei fondi di caffè.

L'idea è partita dalla tartup britannica "Bio-Bean", la quale ha iniziato a riciclare gli scarti del caffè per farne combustibile destinato a stufe e camini: inoltre, grazie al sostegno economico del gruppo petrolifero Shell, è riuscita a convertirli in carburante verde.

Il riciclo dei fondi di caffé fa tappa in bar, ristoranti, fabbriche e grandi catene commerciali dove si riesce a produrre all'incirca 200mila tonnellate di scarti di caffé all'anno.

Attraverso questa operazione, non solo si risparmia in termini di smaltimento, ma si rispetta anche l'ambiente: l'olio di caffé, infatti, permette di ridurre le emissioni inquinanti degli autobus del 10-15 percento.

Si spera che questa interessante iniziativa possa prendere piede anche in Italia, dato che nell'arco di un anno vengono consumate oltre 39 miliardi di tazzine di caffé.

L'amicizia sincera? Migliora lo stato di salute

STATI UNITI - Chi trova un amico trova un elisir di lunga vita. Un gruppo di scienziati ha scoperto che l'amicizia vera non si riflette solo nella sfera emotiva, ma arriva a condizionare positivamente anche salute e benessere.  Per riuscirci, spiegano gli scienziati, hanno condotto per un mese e mezzo una serie di esperimenti specifici, coinvolgendo sessantacinque tra dipendenti e studenti. Soprattutto sono stati valutati i contatti che queste persone hanno dichiarato di avere con parenti, nipotini, amici e conoscenti.

E qui la sorpresa: chi ha un nucleo consolidato di amici, contattandoli, attiva i recettori della pressione che abbiamo nella pelle, conosciuti anche come corpuscoli di Pacini, i quali rispondono principalmente alla pressione profonda. Questi recettori inviano immediatamente dei segnali al nervo vago. A quel punto iniziamo a sentirci bene perché quel nervo è collegato con fibre nervose che raggiungono diversi nervi cranici e svolgono un ruolo importante nella regolazione della maggior parte delle funzioni chiave dell’organismo, tra cui la pressione arteriosa. Pertanto, come risultato della stimolazione del nervo vago, diminuiscono la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. In realtà, il nervo vago svolge un ruolo importante nel sistema parasimpatico, che rappresenterebbe una sorta di freno a mano quando siamo sotto stress o ipereccitati.

Un altro cambiamento importante avviene direttamente nel cervello. Un rapporto amicale, stimola la produzione di dopamina, un neurotrasmettitore conosciuto come “l'ormone del piacere” perché crea una piacevole sensazione di soddisfazione che allevia lo stress e la tensione. Si è anche apprezzato il fatto che basta un abbraccio tra amici per aumentare la produzione di ossitocina, conosciuta anche come “l’ormone dell'amore”, che ci permette di collegarci emotivamente con gli altri e ci incoraggia a fidarci di loro. Nel valutare, inoltre, i parametri fisiologici, i ricercatori hanno apprezzato che coloro che ricevono l'abbraccio di un amico mostrano una significativa riduzione del livello di cortisolo nel sangue, l'ormone dello stress che causa tanti danni.

Sempre secondo lo studio, si è constatato che le persone che hanno stabilito buoni rapporti con altri esseri, sono più felici rispetto agli altri. Questi studi dimostrano che gli amici veri, hanno un effetto molto potente sul nostro cervello e ci aiutano a raggiungere uno stato di relax e benessere, mentre ci permettono di affrontare meglio lo stress e la paura. Mentre quelle persone che non hanno amici, sono più inclini a stress e con il passare del tempo, con l'età, soffrono di varie malattie. Grazie ai risultati di questo studio ora che sai quanto può farti bene, spiega Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, prova a prenderti cura delle tue amicizie.

Costruire e coltivare buone relazioni amicali fin dall’adolescenza permette di vivere meglio e di più e protegge da malattie e sovrappeso. Per questo dai importanza al legame, anche perchè a volte le amicizie si chiudono, senza un vero motivo, perché manca la consapevolezza di quanto sia preziosa quella relazione. Per trovare la spinta di fare una telefonata, proviamo a riflettere sul vuoto che l’amico ha lasciato e su tutti quei momenti in cui la sua presenza e le sue parole ci hanno nutriti.

Specie aliene dal mare: il granchio blu minaccia l'Adriatico

LECCE - L'Adriatico ha un nuovo abitante ma non c’è da rallegrarsene: si tratta del Granchio reale, o Granchio blu, una specie esotica invasiva e quindi potenzialmente pericolosa per la biodiversità locale. Si tratta di una specie che solitamente vive lungo le coste atlantiche del continente americano. Specie molto ricercata ed apprezzata negli Stati Uniti per la bontà delle sue carni, è comparsa nel continente europeo agli inizi del ‘900 tra la Francia e il Mar Baltico.

Nel Mediterraneo sembra che la sua presenza sia stata rilevata in Grecia già nel 1948 mentre in Italia negli anni cinquanta, ma i suoi avvistamenti sono sempre stati rari. Da allora, la presenza di questa specie si è sempre più consolidata e in ambito Adriatico il granchio blu viene ormai regolarmente catturato presso la foce del fiume Neretva in Dalmazia. Negli ultimi mesi inoltre sono state sempre più numerose le segnalazioni da parte dei pescatori in Adriatico. I frequenti ormai ritrovamenti potrebbero essere il frutto del cambiamento delle condizioni climatiche e dell’aumento della temperatura dell’acqua marina. Tali variazioni potrebbero avere facilitato le migrazioni accidentali di specie alloctone. Può raggiungere dimensioni di venti centimetri per dieci.

Il corpo ha, nel complesso, una forma ellittica con due spuntoni ai due lati, margine anteriore seghettato e zampe piuttosto allungate. Si trova sia nella colonna d’acqua che nei fondali, inoltre si trova anche sulle pareti dei porti. Una delle principali cause del loro arrivo nel nostro mare, sta nelle acque di zavorra delle navi mercantili e delle petroliere. Queste ultime per avere stabilità in mare incamerano acqua nelle stive poi, prima di entrare nei nostri porti, rilasciano questa quantità di acqua in mare. Si tratta di acque ricche di uova, gameti, spore, organismi unicellulari e specie adulte che si insediano nell’Adriatico, spesso trovando un ambiente favorevole con condizioni chimico-fisiche idonee, nutrimenti che derivano dalle zone produttive e una temperatura dell’acqua mite.

Purtroppo il Granchio blu,commenta Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è una specie invasiva in grado di predare attivamente pesci, molluschi e altri crostacei, oltre che arrecare danni agli attrezzi di pesca quando catturata. Una presenza che desta diverse preoccupazioni anche a Corfù, dove il granchio blu è stato osservato nelle zone costiere, estuari e lagune dell'isola. La presenza di questo strano ospite, è stata rilevata inoltre in aree protette come le lagune di Antinioti, Korission, Alykes Lefkimmi e Chalkiopoulou con particolare rilevanza ambientale che hanno particolarmente preoccupato il personale geotecnico e scientifico della Regione greca delle Isole Ionie. Aree specifiche invernali che ospitano un gran numero di uccelli migratori, come aironi, fenicotteri, cigni selvatici, anatre e altri uccelli che si nutrono anche di questo crostaceo. Tanto che per affrontare il problema, attraverso i programmi europei, negli ultimi due anni c'è un protocollo della Regione greca delle Isole Ionie con l'Università del Salento.

Il fenomeno metodicamente osservato da un team di ricercatori e studenti, diretto dal Prof. Maurizio Pinna, biologo-ecologista ricercatore presso l'Università del Salento, Stamatis Gini, biologo-ittiologo Regione, Savina Gkioni, dottore di Ecologia e cambiamenti climatici presso l'Università del Salento, e Felicità Tzafestas, studente di ittiologia presso l'Università di Tessaglia, che svolge la ricerca su granchi blu delle lagune di Corfù. Un protocollo che ci auguriamo frutti interventi immediati. Il punto è che somministrare il “foglio di via obbligatorio” può essere decisamente complicato. L’eradicazione in ambiente marino è difficile, confermano gli esperti, benché non manchino strumenti per una gestione e una mitigazione del fenomeno. Bisogna partire però da un monitoraggio costante e da una rapida identificazione della specie aliena. Mai nella storia della terra questi cambiamenti sono stati così repentini e guidati da una sola specie, in questo caso l’uomo”. Ed è proprio l’uomo, oggi, chiamato a rimediare.