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Borsa: Europa in cauto rialzo con Macron


di MARCO MONGELLI - In Europa le contrattazioni dopo la conquista di Emmanuel Macron dell’Eliseo tirano un sospiro di sollievo. L'inizio di seduta è positivo ma il risultato era forse già scontato. A Parigi il Cac-40 è poco variato (+0,18%), a Francoforte il Dax guadagna lo 0,33%, a Londra il Ftre-100 si posiziona a quota 7.297 (+0,1%), Madrid guadagna lo 0,4% e Milano che era la migliore in apertura con un aumento dello 0,65% a quota 21.623 è già girata in calo dello 0,40%.

Auto: Psa acquista Opel per 1,3 miliardi euro


di MARCO MONGELLI - Il gruppo automobilistico francese PSA (Peugeot Citroen) ha annunciato ufficialmente l'acquisto della tedesca Opel per 1,3 miliardi di euro. Il gruppo diventa così il secondo costruttore auto in Europa dietro Volkswagen. Oggi a Parigi la conferenza stampa con cui, la casa francese, dovrebbe ufficializzare l'accordo raggiunto con General Motor, a cui Opel fa capo.

Dall'unione fra Psa e Opel nascera' un colosso da 4,3 milioni di veicoli, di cui 3 milioni in Europa, con 2 miliardi di utile grazie - come ha sottolineato il numero uno di Psa Carlos tavares - alla "graduale convergenza delle piattaforme e dei motori". Un "campione europeo" dell'auto con una radice franco-tedesca.

Oltre all'acquisto di Opel e del marchio britannico Vauxhall - che spera far tornare in attivo entro il 2020 - Peugeot-Citroen-Ds, riprenderà insieme alla banca BNP Paribas la filiale finanziaria di GM Europe per 900 milioni di euro.

La divisione europea di Gm è in deficit permanente, con la perdita di 257 milioni di dollari lo scorso anno. In 16 anni, il conto ammonta a 15 milioni di dollari. Psa punta ad un ritorno agli utili di Opel/Vauxhall nei prossimi tre anni, con un "margine operativo del 2% entro il 2020 e del 6% entro il 2026". Con l'acquisto, il costruttore aumenta la sua capacità di produzione, passando da tre milioni di veicoli prodotti annualmente a oltre quattro milioni.

"Siamo fiduciosi nella significativa accelerazione del risanamento di Opel/Vauxhall con il nostro sostegno, nel rispetto degli impegni assunti da Gm verso i dipendenti", dice in una nota il numero uno di Psa, Carlos Tavares, tornando a fornire tutte le garanzie ai lavoratori di Germania e Gran Bretagna, dopo le rassicurazioni dei giorni scorsi.

La transazione posiziona il gruppo parigino al secondo posto in Europa, con una quota di mercato del 17%. Questo intervento sui mercati europei dovrebbe servire come nuovo trampolino di crescita internazionale

Snapchat, debutto boom a Wall Street: +44%. Vale 33 miliardi $

(FOTO ap)

di MARCO MONGELLI - Con la rapidità dello schiocco evocato dal suo marchio e simbolo in Borsa, dove è stato collocato a 17 dollari, Snap ha tenuto fede alle attese di entusiasmo e al suo stesso nome, scattando rapidamente in rialzo. È stato scambiato al debutto odierno al Nyse a 24,6 dollari ai blocchi di partenza, in rialzo del 44% e con una capitalizzazione di mercato di oltre 33 miliardi - nettamente superiore ai 24 miliardi stimati - un’Ipo seconda solo a Alibaba nelle Ipo dal 2014 a oggi. Alla fine del primo giorno di contrattazioni a Wall Street, il titolo dell’app di messaggini che svaniscono chiude in progresso del 44% a 24,48 dollari.

Durante il collocamento Snap Inc ha venduto 200 milioni di azioni a 17 dollari l'una, un prezzo superiore alla forchetta di 14-16 dollari precedentemente fissato e che valuta la società 24 miliardi di dollari. Con l'initial public offering Snap Inc ha raccolto 3,4 miliardi di dollari, una somma che potrà usare per finanziare l'ulteriore espansione. E che manda un segnale di fiducia agli altri "unicorni", come vengono chiamate le società tecnologiche, da Uber in giù, con una valutazione superiore al miliardo di dollari. Negli ultimi mesi molti di loro si sono tenute lontani dalla Borsa nella convizione che non confermasse gli enormi valori riconosciuti loro dal mercato degli investitori privati.

Le perplessità sugli orizzonti di Snap restano, evidenziate dai dati resi noti dall'azienda californiana proprio in vista del collocamento: la frenata nella crescita degli utenti, i misteri della futura monetizzazione, l'agguerrita concorrenza di app con simili premi per la privacy e infine una struttura societaria che lascia un insolito grado di controllo ai fondatori. I co-fondatori, il 26enne Ceo Evan Spiegel e il 27enne chief technology officer Bobby Murphy, controlleranno quasi il 90% dei diritti di voto e hanno collocato solo azioni senza alcun potere. E va ricordato che anche Twitter nel giorno del suo debutto nel novembre 2013 aveva fatto segnare un rialzo eccezionale dell’85% a 48 dollari per azione e si era issato fino alla soglia dei 70 dollari salvo poi precipitare agli attuali 15,80 dollari. Esattamente opposto il cammino di Facebook, che dopo un avvio pessimo (-31% il primo anno) ha preso il volo e ora è scambiata a valori superiori del 260% al prezzo dell’Ipo.