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Spread apre stabile a 203 punti

(Pixabay)
MILANO - Il differenziale tra Btp e Bund tedesco resta stabile a 203.7 punti base, i valori della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano scende all'1,32%.

Istat: produzione verso miglioramento

ROMA - A luglio, l’indice del clima di fiducia dei consumatori ha registrato un marcato aumento, diffuso a tutte le componenti. Il recupero della fiducia ha coinvolto anche le imprese a eccezione di quelle manifatturiere. Lo rende noto l'Istat.

L’indicatore anticipatore - prosegue l'Istat - ha interrotto la tendenza alla flessione in atto dalla fine dello scorso anno, prospettando uno scenario di lieve miglioramento dei livelli produttivi.

Secondo l'Istat le prospettive per gli scambi internazionali, penalizzate dal protrarsi delle tensioni commerciali e dal rallentamento dell’attività economica in Cina, rimangono negative.

Secondo la stima preliminare, nel secondo trimestre 2019, il Pil italiano ha registrato una variazione congiunturale nulla a sintesi di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria e di un contenuto incremento in quello dei servizi.

A giugno - ricorda l'Istat - l’indice destagionalizzato della produzione industriale, dopo l’ampio incremento di maggio, si è ridotto marginalmente in termini congiunturali.

A seguito dell’evoluzione positiva nella prima parte dell’anno, a giugno l’occupazione ha mostrato una stabilizzazione e il tasso di disoccupazione è diminuito ulteriormente, pur non riducendo il gap con la media dell’area euro.

Sotto la spinta dei ribassi dei beni energetici, a luglio, l’inflazione ha continuato a rallentare e si è ampliato il differenziale negativo con la dinamica dei prezzi al consumo nell’area dell’euro e nei principali partner europei.

Sergio Adamo nominato Vicario regionale per U.Di.Con. Puglia

BARI - L'U.Di.Con. Puglia ha il suo Vicario Regionale: si tratta dell’avvocato Sergio Adamo, che resterà in carica sino al 31 dicembre 2019, fatta salva la possibilità di proroga con determinazione dell'Organo delegante, nel quadro degli interessi generali degli associati: "Ringrazio il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con., Denis Nesci e tutta l’U.Di.Con. per questa nomina di Vicario Regionale. Metterò a disposizione la mia professionalità per portare avanti con diligenza, professionalità e onore, l’incarico affidatomi. Il mio obiettivo sarà quello di sensibilizzare i cittadini consumatori in merito alle tutele apprestate dall’Ordinamento giuridico in loro favore, attraverso pubblicazioni, organizzazione di eventi e la diffusione di materiale utile a sensibilizzare ed informare i consumatori sui loro diritti. Grande attenzione sarà, inoltre, rivolta ai problemi pratici che l’utente si trova a dover affrontare nella sua vita quotidiana. Il mio compito sarà anche quello di traslare a livello regionale e periferico gli obiettivi di tutela prefissati dalla Presidenza Nazionale mettendo in rete ed a sistema tutte le sedi provinciali e sezionali esistenti in Puglia, valorizzando le professionalità e l’apporto dei singoli volontari, al fine di creare una squadra forte e coesa con la guida imprescindibile del Nostro Presidente Nazionale, Denis Nesci" ha dichiarato il neo Vicario Regionale, Sergio Adamo.

Spread apre a 185 punti


ROMA - Il differenziale tra Btp e Bund è in lieve calo in apertura dei mercati a 185 punti. Il tasso di rendimento per il titolo decennale italiano scende all'1,54%.

Alitalia: Fs sceglie Atlantia come partner

(Pixabay)
ROMA - Fs ha individuato Atlantia come partner in Alitalia. Il cda di Ferrovie dello Stato italiane, "valutate le conferme di interesse pervenute, ha individuato Atlantia quale partner da affiancare a Delta Air Lines e al ministero dell’Economia e delle Finanze per l’operazione Alitalia". Fs Italiane, si legge in una nota, "inizierà a lavorare quanto prima con i partners individuati per condividere un Piano industriale e gli altri elementi dell’eventuale offerta".

L'Italia evita la procedura d'infrazione


ROMA - La Commissione Ue accoglie le indicazioni degli sherpa e ha deciso di non raccomandare l'apertura della procedura contro l'Italia. Lo si apprende da fonti Ue. "Avevamo posto tre condizioni: dovevamo compensare lo scarto per il 2018, quello del 2019 da 0,3 e ottenere garanzie sul bilancio 2020. Il Governo ha approvato un pacchetto che risponde alle nostre tre condizioni" e quindi "la procedura per debito non è più giustificata": lo ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici.

La correzione approvata dal governo italiano, con il decreto 'salva-conti' già firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accorcia quindi visibilmente la distanza tra Roma e Bruxelles. Almeno quella sul 2019. Già i messaggi arrivati ieri a margine della maratona del vertice europeo sulle nomine erano rassicuranti, e puntavano tutti verso una chiusura positiva del dossier durante il Collegio dei commissari previsto per oggi.

Istat: declino demografico in Italia, nel 2018 persi 124mila residenti e -4% di nascite


ROMA - Il Belpaese si spopola. Al 31 dicembre 2018 la popolazione residente in Italia è inferiore di oltre 124 mila unità rispetto all’anno precedente. A rivelarlo l'Istat che sottolinea che si tratta del quarto anno consecutivo di diminuzione: dal 2015 sono oltre 400 mila i residenti in meno, un ammontare superiore agli abitanti del settimo comune più popoloso d’Italia. 

Record negativo per le nascite che hanno toccato il livello più basso dall’Unità d’Italia. Il calo è in atto dal 2008. La diminuzione nel 2018 è di 18mila unità, -4% rispetto al 2017. Già a partire dal 2015 il numero di nascite è sceso sotto il mezzo milione e nel 2018 sono stati iscritti in anagrafe per nascita solo 439.747 bambini.

Italia: 1,5 miliardi per evitare procedura d'infrazione


di PIERO CHIMENTI - Il Consiglio dei Ministri ha dato il via all'assestamento di bilancio, con 1,5 miliardi di euro ricavati dai risparmi di quota 100 e reddito di cittadinanza, le cui domande sono pervenute in numero inferiore rispetto a quanto ci si attendeva. Questo procedimento serve a garantire alla Ue la stabilità dei conti dell'Italia ed evitare così la temuta procedura d'infrazione. 

Il tesoretto ricavato servirà quindi a ridurre il deficit, facendo ammontare a circa 3,4 miliardi il saldo di cassa. Tale manovra correttiva farà ridurre il debito a 7,6 miliardi. La manovra arriva dopo l'intervento dall'Austria di Mattarella, che ha sottolineato che, vista la solidità della finanza pubblica italiana, tale procedimento della Ue non era giustificato.

Spread apre stabile a 243 punti

(Pixabay)
ROMA - Apre stabile il differenziale fra Btp e Bund. Lo spread segna 243 punti contro i 244 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano è pari al 2,14%.

Istat: pressione fiscale sale al 38%

(Pixabay)
ROMA - E' in aumento del 38% la pressione fiscale, in crescita di 0,3 punti percentuali nel primo trimestre rispetto al primo trimestre 2018. A rilevarlo l'Istat che fissa anche l'incidenza del deficit sul Pil in discesa al 4,1% (contro il 4,2% dello stesso trimestre del 2018), in corrispondenza di una dinamica delle uscite di poco inferiore a quella delle entrate (con incrementi rispettivamente dell’1,4 e dell’1,6%).

Sexy shop salvati dal Dl Crescita

di PIERO CHIMENTI - I sexy shop, inizialmente esclusi come le sale scommesse e compro oro, potranno usufruire del decreto previsto dal Governo, col bonus di 28 milioni di euro fino al 2020 per poi arrivare a 20 fino al 2023, oltre a semplificazioni fiscali. I negozi per adulti, presenti soprattutto nel nord Italia, nel corso degli anni hanno risentito della crisi subendo un calo costante attestatosi al 5,4%.

Tria: "Non vareremo nuove misure"

(ANSA)
LUSSEMBURGO - "Noi dobbiamo raggiungere il deficit che ho indicato, come lo raggiungiamo non è un problema di nuove misure o no. Quello è l’obiettivo e pensiamo di raggiungerlo senza variazioni legislative". Così il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, al termine del vertice Ecofin.

Poi Tria prosegue: "Abbiamo posto le basi di quello che discuteremo e di cosa presenteremo, il dialogo è costruttivo, sennò che lo facciamo a fare?". Alla domanda se basterà la riduzione del deficit annunciata dal governo o se serviranno altre misure come chiede la Commissione, Tria ha risposto: "Noi dobbiamo raggiungere il deficit che ho indicato che è anche compensativo sul mancato raggiungimento dell’obiettivo del 2018. Poi come lo raggiungiamo non è un problema di nuove misure o no. Quello è l’obiettivo e noi pensiamo di raggiungerlo senza variazioni legislative".

"Porteremo nuovi dati - ha concluso - dove ci sono maggiori entrate e maggiori risparmi. Non devo convincere con le mie argomentazioni, ma porterò delle documentazioni, si fa così nei negoziati".

Whirlpool, Di Maio: "Nuovo tavolo il 21 giugno"


ROMA - Il ministero del Lavoro Luigi Di Maio ha convocato il tavolo di crisi su Whirlpool per il 21 giugno prossimo alle 10. Lo si apprende in una nota del Mise. Al centro dell'incontro la discussione sulla "situazione occupazionale e produttiva dell'azienda a seguito della volontà, espressa da parte della proprietà, di non chiudere e di non disimpegnarsi dal sito produttivo di Napoli".

Lavoro, Istat: 25mila occupati nel I trimestre

(Pixabay)
ROMA - L'occupazione torna ad aumentare in Italia. Nel primo trimestre del 2019 il numero di persone occupate torna a crescere, seppure lievemente, in termini congiunturali, facendo registrare un aumento di 25 mila (+0,1%). A livello tendenziale si riscontra una crescita di 144 mila occupati (+0,6% in un anno). A renderlo noto l'Istat indicando che il tasso di occupazione sale al 58,7% (+0,1 punti), sintesi dell'aumento per le donne (+0,3 punti) e della stabilità per gli uomini; alla crescita del Nord (+0,4 punti) si contrappone la diminuzione nel Centro e nel Mezzogiorno (-0,1 punti in entrambi i casi).

Nel primo trimestre del 2019, il tasso di disoccupazione, dopo la crescita del trimestre precedente, diminuisce in termini congiunturali portandosi al 10,4% (-0,2 punti). Il tasso di inattività rimane stabile al 34,3% in tre mesi.

Renault, Le Maire: alleanza con Nissan è priorità

FUKUOKA - Per la Francia la "priorità" è "consolidare l'alleanza" tra Renault e Nissan prima di "considerare l'avvicinamento con un altro costruttore". Così il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, dopo il fallimento delle trattative tra il gruppo francese e la concorrente Fiat Chrysler. Il ministro ha anticipato che lo Stato è pronto a "ridurre la sua quota" del 15% nel capitale della Renault, motivo di attrito con Nissan.

"Rimettiamo in ordine le cose", ha spiegato il ministro. "Nel giusto ordine, significa prima il consolidamento dell'alleanza, e poi il consolidamento (con altri partner), e non uno prima dell'altro, perché altrimenti si rischia che crolli tutto come un castello di carte".

Tuttavia Le Maire non sembra escludere la possibilità di una ripresa dei negoziati con Fca. "Siamo aperti a tutte le possibilità di consolidamento a condizione che tutti i partner siano d'accordo", ha affermato. Ma "su questioni che riguardano centinaia di migliaia di posti di lavoro, dobbiamo prendere il tempo necessario, non agiremo in fretta", ha insistito il ministro che respinge "operazioni avviate in modo sgangherato e frettoloso".

Giorgetti: "I minibot sono una soluzione"


ROMA - "Tutte le soluzioni nuove sono contestate, non dico che siano la Bibbia, ma sono una proposta per accelerare i pagamenti, una delle possibilità, una delle soluzioni: ma la strada maestra è quella della crescita". Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti in merito alla proposta di istituire i minibot. 

"Sui minibot siamo in linea con Draghi, perché significa debito pubblico", ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell'assemblea della Federazione Gomma Plastica. "Il problema - ha aggiunto - è che noi non possiamo più realizzare debito pubblico, salvo che lo facciamo per investimenti nella logica degli eurobond, da concordare con gli altri Paesi".

Fallita fusione Fca-Renault, Di Maio: "Governo non è stato assente"


ROMA - "Neanche Renault è contenta dell'interventismo dello Stato francese. Quella era un'operazione di mercato". Così il ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, parlando a Radio 24 della fallita fusione tra Fca e Renault. "Se si fa mercato, una grande azienda parla con la sua omologa, non è che interferiscono ministri e presidenti della Repubblica. La Francia non ha fatto una bella figura", ha aggiunto Di Maio, che alle accuse dei sindacati sull'assenza del governo nella vicenda ha risposto: "Noi abbiamo rispettato quel momento che vedeva trattativa di mercato".

Il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, in due interviste a Repubblica e Corriere della Sera ha spiegato le ragioni del fallimento della trattativa: sarebbe servito altro tempo, ma Detroit ha avuto fretta. "Fca", sostiene Le Maire, "ha deciso di ritirare la sua offerta e io rispetto la sua scelta. Questa operazione rappresentava una bella opportunità industriale e questo rimane. Ma lo Stato, azionista di riferimento di Renault, aveva fissato delle condizioni da rispettare. Siamo stati chiari sin dall'inizio, esigendo degli impegni sulla tutela dei posti di lavoro e dei siti industriali. Qualunque sia la prospettiva di fusione in futur" sottolinea il ministro "noi saremo sempre presenti per proteggere l'occupazione e gli insediamenti industriali in Francia. Abbiamo chiesto inoltre garanzie sulla governance del gruppo futuro e abbiamo auspicato la sua partecipazione al programma di batterie elettriche. Su questi tre punti, i negoziati erano stati fruttuosi e avevamo fatto molti passi avanti. Tuttavia, la nostra prima esigenza era che questa fusione fosse siglata nel quadro dell'alleanza tra Renault e Nissan. Questo presupponeva che i rappresentanti di Nissan, presenti nel consiglio di Renault, votassero a favore del progetto. Mercoledì sera questa condizione non è stata rispettata: il nostro partner si sarebbe astenuto in caso di voto nel consiglio di Renault. Avremmo potuto prendere altro tempo per ottenere il suo appoggio, necessario al lancio della fusione, su basi chiare e solide. Oltretutto il mio viaggio in Giappone nel fine settimana, per il G20 finanziario, mi permetteva di proseguire le discussioni con i nostri partner giapponesi. Ma Fca ha fatto una scelta diversa".

Draghi: "Italia sia credibile su piano rientro debito"

(ANSA/EPA)
ROMA - Monito del presidente della Bce Mario Draghi sul piano di rientro dal debito che metterà a punto il governo italiano: "Deve essere credibile", secondo il n.1 dell'Eurotower. "La politica di bilancio leggermente espansiva dell'Eurozona sostiene l'attività economica. Tuttavia, i paesi in cui il debito pubblico è elevato devono continuare a ricostituire le riserve di bilancio", ha continuato Draghi. "Tutti i paesi dovrebbero raggiungere una composizione delle finanze pubbliche più favorevole alla crescita".

"Nonostante dati migliori del previsto per il primo trimestre, le informazioni più recenti indicano i perdurare di venti contrari globali che pesano ancora sulle prospettive dell'area dell'euro", ha poi aggiunto. "Le incertezze geopolitiche, la crescente minaccia del protezionismo e le vulnerabilità dei mercati emergenti lasciano il segno sul sentiment economico" ha spiegato Draghi. Tuttavia, ha aggiunto, "non c'e' alcuna probabilità di una deflazione, e ci sono molto basse probabilità di recessione" per l'area.

La Bce ha lasciato i tassi invariati rivedendo al rialzo le stime del Pil dell'Eurozona nel 2019: per quest'anno crescerà dell'1,2% anziché dell'1,1% previsto a marzo. Negative invece le previsioni per il prossimo anno: la stima del Pil è rivista al ribasso all'1,4% (dall'1,6%) di marzo.

Fca ritira proposta fusione con Renault


Naufragano le nozze tra Fiat Chrysler e gruppo Renault. Il marchio presieduto da John Elkann ha deciso "di ritirare con effetto immediato la proposta di fusione avanzata a Groupe Renault". La decisione è stata presa dopo il nuovo rinvio chiesto dal board della casa francese dopo il pressing del governo di Parigi.

Il cda di Renault, convocato per il secondo giorno consecutivo a Bologne-Billancourt, alle porte di Parigi, dopo sei ore di discussione, ha fatto sapere di non essere in grado di prendere una decisione a causa dell'auspicio espresso dai rappresentanti dello Stato francese di rinviare il voto a un consiglio ulteriore". A spingere verso questa decisione, secondo alcune indiscrezioni riportate dalla stampa, ha contribuito anche l'atteggiamento di Nissan ostile all'operazione, che avrebbe messo a rischio l'alleanza con il gruppo francese.

"Fca - spiega in una nota - continua a essere fermamente convinta della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti. E' tuttavia divenuto chiaro che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo. Fca esprime la propria sincera gratitudine a Groupe Renault, in particolare al suo presidente, al suo amministratore delegato e agli Alliance Partners, Nissan Motor Company e Mitsubishi Motors Corporation, per il loro costruttivo impegno in merito a tutti gli aspetti della proposta di Fca. Fca continuerà a perseguire i propri obiettivi implementando la propria strategia indipendente".

Paradisi fiscali: per il TJN sono le Isole Vergini britanniche il Paese più opaco

(Pixabay)
LECCE - Le Isole Vergini britanniche figurano alla testa della classifica 2019 dei paradisi fiscali stilata dall’organizzazione non governativa Tax Justice Network, una ONG con sede nel Regno Unito, che sottolinea come il Regno Unito assieme alla “rete” composta da Isole Vergini britanniche, Bermuda, Isole Cayman e Jersey, hanno facilmente detronizzato la Confederazione elvetica. 

In ogni caso, «la Svizzera conserva un quinto posto ben meritata nel nostro indice», hanno spiegato gli autori della lista, subito dopo, però, i Paesi Bassi che occupano il 4° posto della classifica. Questo è l’elenco delle 10 principali giurisdizioni del rapporto che consente l’elusione fiscale:

1. Isole Vergini britanniche (territorio britannico)
2. Bermuda (territorio britannico)
3. Isole Cayman (territorio britannico)
4. Paesi Bassi
5. Svizzera
6. Lussemburgo
7. Jersey (dipendenza britannica)
8. Singapore
9. Bahamas
10. Hong Kong

Ora qual è la meta europea prediletta dagli italiani per nascondere i loro capitali? Alcuni risponderanno senza esitare: “La Svizzera!”. Secondo i risultati scaturiti da verifiche condotte dagli specialisti della Guardia di Finanza, ebbene, a delinearsi una mappa a dir poco sorprendente per chi considera ancora la Svizzera il ricettacolo europeo dei capitali italiani in fuga. Oggi in Europa a farla da padrone sono Lussemburgo e Olanda, mentre il nostro Paese viene relegato all’interno di un lungo elenco di altre “Isole del tesoro” come Lettonia, Germania, Irlanda, Gran Bretagna, Cipro, Malta e Gibilterra, Panama, Seychelles e Botswana. 

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”è inaccettabile che si trascurino i capitali italiani nascosti nei paradisi fiscali in tutto il mondo. Si stima che si tratti di 500 miliardi di euro, ovvero 230 miliardi di tasse non pagate: una cifra impressionante. Cosa ancora più incredibile, con appena l’1% di questa cifra potremmo sfamare 58 milioni di bambini, un risultato senza precedenti nella lotta alla fame.Per non parlare del beneficio che l’economia italiana potrebbe trarre dal ritorno di questi capitali.Per questo chiediamo al Suo Governo di prendere una posizione netta contro il fenomeno dei paradisi fiscali, con norme che impongano alle multinazionali italiane di rendicontare con trasparenza le proprie posizioni finanziarie in tutto il mondo. È una misura concreta che può essere attuata oggi stesso, senza la collaborazione dei paradisi fiscali.