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Ex Ilva, Arcelor offre 1 mld per lasciare ma il Mise smentisce. Uilm: "Urge chiarimento da parte di Conte e Patuanelli"

ROMA - ArcelorMittal avrebbe proposto al governo la risoluzione definitiva di ogni rapporto sulla vicenda ex Ilva mettendo sul piatto il pagamento di un miliardo di euro per lasciare gli impianti a Ilva entro aprile. Lo scrivono alcuni quotidiani che parlano di una lettera che sarebbe stata inviata dalla multinazionale al Mise.

Il Mise avrebbe poi nel corso della giornata smentito le indiscrezioni della presunta offerta del colosso indiano.

Palombella (Uilm): "Urge chiarimento da parte di Conte e Patuanelli su ipotetica lettera di rescissione di Arcelormittal" - "Chiediamo urgentemente che il Presidente del consiglio Conte e il Ministro Patuanelli chiariscano e spieghino se sia realmente arrivata la lettera da parte di ArcelorMittal di cui parlano da alcuni giorni diversi organi di stampa. Secondo diverse fonti ArcelorMittal avrebbe comunicato la rescissione dal contratto e la disponibilità a pagare la penale prevista dall'accordo per un importo totale di un miliardo di euro". Lo dichiara Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm.

"Questa ulteriore notizia da parte di alcune autorevoli fonti di stampa - continua il leader Uilm - si inserisce in un clima già fortemente teso e pesante che si respira all'interno degli stabilimenti italiani del gruppo".

"Vogliamo sapere da Conte e Patuanelli  -conclude- se realmente abbiano ricevuto questa lettera e vogliamo sia fatta urgentemente chiarezza su quanto sta accadendo. Non si può giocare sulla pelle di 20mila lavoratori".

ArcelorMittal, sindacati: 10 dicembre sciopero di 24 ore autotrasporto e marittimi

(ANSA)
ROMA - “Abbiamo proclamato una prima zione di sciopero per l’intera giornata del 10 dicembre, con manifestazione nazionale che confluirà a Roma in quella già indetta da Cgil Cisl Uil.  I lavoratori coinvolti sono i dipendenti di ArcelorMittal Maritime, già Ilva Servizi Marittimi, e quelli dell’indotto autotrasporto, con cui si bloccheranno le merci in entrata/uscita dagli impianti di Genova e Taranto”.

A dichiararlo i Segretari generali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, - Stefano Malorgio, Salvatore Pellecchia, Claudio Tarlazzi - che proseguono: “Sconcertante ed inaccettabile l’esubero di 6.300 lavoratori proposto da ArcelorMittal al Mise, nonostante solo il 6 settembre scorso avesse sottoscritto l’accordo per il rilancio degli stabilimenti del gruppo senza esuberi e puntando ad una produzione ecocompatibile. Auspichiamo che l’azienda ritorni con saggezza e realismo sui propri passi”.

D’AMATO-EVI (M5S): "ARCELORMITTAL LICENZIA MA INTASCA 200 MILIONI DA QUOTE ETS, INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE" - “Il paradosso dei paradossi dell’ex Ilva è che, nonostante i tagli annunciati, sta facendo affari milionari grazie al sistema ETS, le quote di emissione che ogni anno l'Unione europea, attraverso gli Stati membri, concede all'industria pesante, acciaierie comprese. Quando l’ArcelorMittal ha acquisito l'Ilva ha ereditato ben 200 milioni di dollari da vecchie quote e la stessa cifra potrebbe incassarla nel 2020 anche riducendo la produzione e licenziando i circa 4.000 lavoratori previsti nell'ultimo piano di esuberi presentato dalla multinazionale. È inaccettabile che questa multinazionale faccia affari sulla pelle dei lavoratori. Abbiamo presentato una interrogazione alla Commissione europea su quest’uso distorto delle regole europee. Chiediamo che il governo vigili su questo tesoretto e sul fatto che venga rispettata la legge in ogni sua virgola. In Lussemburgo, per esempio, Arcelor Mittal ha provato a tenersi le quote nonostante la chiusura d’impianto. Non ci sarà nessun ‘prendi i soldi e scappa’, il Movimento 5 Stelle lo impedirà e chiederà il rispetto di ambiente, lavoro e salute dei cittadini”, così in una nota Rosa D’Amato ed Eleonora Evi, europarlamentari del Movimento 5 Stelle.

ArcerlorMittal: nel piano 4.700 esuberi, sindacati pronti a sciopero

TARANTO - Sindacati sul piede di guerra per il nuovo piano di ArcelorMittal. "Per loro resta valido l'accordo del 6 settembre 2018". Così la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, parlando a nome di tutti i sindacati presenti nel corso del tavolo su Arcelor Mittal al Mise. E' stato indetto quindi uno sciopero dei lavoratori ex Ilva e una manifestazione nazionale a Roma il 10 dicembre. A deciderlo le sigle sindacali al termine del tavolo su ArcelorMittal al Mise, respingendo il nuovo piano industriale presentato dall'azienda con 4.700 esuberi al 2023.

I livelli occupazionali in Arcelor Mittal si ridurranno di 2891 unità già nel 2020. E' quanto emerge nelle slide del nuovo piano industriale presentato dall'azienda al Mise. A questi nel 2023 se ne aggiungeranno altri circa 1.800, per un totale di 4.700.

I sindacati considerano però irricevibili 6.300 tra esuberi e mancati rientro al lavoro dall'amministrazione straordinaria.

Inoltre, secondo il nuovo piano di Arcelor, sarebbe previsto un aumento dei volumi di produzione dagli attuali 4,5 milioni di tonnellate di acciaio ai 6 milioni dal 2021.

"L'azienda ha avuto quest'anno uscite di cassa di un miliardo di euro", secondo l'ad di Arcelor Mittal Italia, Lucia Morselli, all'incontro al Mise, secondo quanto riferito da fonti presenti.

Banche: Moody's rivede outlook da negativo a stabile

MILANO - Moody's rivede l'outlook delle banche italiane che passa da negativo a stabile. A renderlo noto l'agenzia di rating che spiega che le aspettative per il 2020 sono di un'ulteriore progressiva riduzione dei crediti deteriorati. Le condizioni di finanziamento delle banche miglioreranno, spiega ancora l'agenzia, e il loro capitale rimarrà stabile.

"Prevediamo che i prestiti problematici delle banche italiane scenderanno nel 2020 per il quinto anno consecutivo - ha dichiarato Fabio Iannò, vicepresidente senior di Moody's -. Tuttavia, secondo i dati dell'Autorità bancaria europea, il loro rapporto dell'8% rimane più che doppio rispetto a quello della media dell'Unione europea pari al 3%. Teniamo anche conto delle nostre previsioni per una crescita debole ma positiva del Pil italiano e delle nostre prospettive stabili sul rating del debito sovrano italiano".

Unicredit verso tagli: via 8mila dipendenti e 500 tagli

MILANO - Unicredit pronta a tagliare personale. L'istituto di credito ridurrà il personale di circa 8.000 unità nell'arco del piano 2020-2023 mentre l'ottimizzazione della rete di filiali porterà alla chiusura di circa 500 sportelli. Lo si apprende in una nota della banca.

Gli 8.000 tagli del personale Unicredit si concentreranno soprattutto in Italia, Germania e Austria, dove il personale verrà ridotto complessivamente del 21% e verrà chiuso il 25% delle filiali. Il nostro Paese appare destinato a sostenere la parte più consistente degli esuberi: degli 1,4 miliardi di euro di costi di integrazione stimati per la loro gestione, infatti, 1,1 miliardi riguarderanno l'Italia (pari al 78% del totale) e solo 0,3 miliardi l'Austria e la Germania. Lo si legge nelle slide sul piano strategico.

Unicredit punta a creare 16 miliardi di valore per gli azionisti nell'arco del piano 2020-2023 e aumentare al 40 per cento la distribuzione di capitale per il 2019.

Il piano strategico di Unicredit prevede di realizzare un utile di 5 miliardi di euro nel 2023, con una crescita aggregata dell'utile per azione di circa il 12% nel periodo 2018-2023. Il ritorno sul capitale tangibile (rote) sarà "pari o al di sopra dell'8%" per tutto il piano, si legge ancora in una nota.

Ex Ilva: udienza rinviata, basi per trattativa

TARANTO - Possibile svolta nella vicenda Ex Ilva. Sono state trovate le basi per una trattativa che possa arrivare a un accordo per mantenere la produttività ordinaria degli stabilimenti dell'ex Ilva, e per questo l'udienza della causa civile in corso a Milano è stata rinviata al 20 dicembre. A prendere la decisione il giudice Claudio Marangoni nel procedimento sul ricorso cautelare d'urgenza presentato dai commissari dell'ex Ilva contro l'addio di Arcelor Mittal nel quale sono presenti come parti la Procura milanese, la Regione Puglia e il Comune di Taranto.

"Ci sono le basi per una trattativa che possa arrivare ad un accordo", ha confermato l'avvocato Enrico Castellani, legale dei commissari dell'ex Ilva, e l'avvocato Ferdinando Emanuele, legale di ArcelorMittal, riassumendo l'udienza, rinviata al 20 dicembre.

"Ci sono degli impegni assunti secondo quanto previsto", ha detto l'avvocato Giorgio De Nova, legale dei commissari dell'ex Ilva, rispondendo alla domanda, dopo l'udienza a Milano, se ArcelorMittal abbia dato garanzie sulla continuità dell'attività produttiva. "C'è un clima positivo - ha aggiunto il legale - quando le udienze sono così corte...Comunque c'è sempre da lavorare".

Alitalia, Conte: "Cerchiamo soluzione industriale"

MILANO - Le dichiarazioni alla stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine dell'incontro con il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Cgia: "In arrivo il lunedì nero delle tasse"


MESTRE - Lunedì sarà una giornata campale per le imprese e il popolo delle partite Iva. Tra il versamento dell’Iva e delle ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori, l’Ufficio studi della CGIA stima che saranno chiamate a pagare al fisco 26,9 miliardi di euro. Così in una nota la Cgia di Mestre.

Oltre a questo importo, tutte le imprese dovranno versare i contributi previdenziali dei propri dipendenti ed eventuali collaboratori: gli artigiani, i commercianti e i lavoratori autonomi, inoltre, verseranno all’Inps anche i propri.

“Verosimilmente – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – lo Stato incasserà in un solo giorno un importo pari alla dimensione economica della prossima manovra di bilancio. Una cifra da far tremare i polsi, anche se è bene ricordare che si tratta di una partita di giro. Le imprese, in qualità di sostituto di imposta, entro lunedì dovranno versare l’Iva incassata nelle settimane precedenti dalla propria clientela e l’Irpef di competenza delle proprie maestranze. Tuttavia, non mancheranno casi in cui sarà difficile onorare questa scadenza; purtroppo, la mancanza di liquidità sta tornando ad essere un problema assillante, soprattutto per tantissime piccole e micro imprese”.

Ex Ilva: è scontro Confindustria-sindacati


ROMA - E' scontro Confindustria-sindacati sul caso Ex Ilva. "ArcelorMittal ci ha detto che licenzia 5000 dipendenti anche con lo scudo penale. Quindi questo tema è un distrattore di masse - ha detto il ministro degli Esteri e capo politico del M5s, Luigi Di Maio, al Gr1 -. Ora non esiste che un'impresa che sbaglia i conti fa pagare le cambiali, che ha firmato, allo Stato. Se le paga lei e deve rispettare i patti".

I vertici di ArcelorMittal "si siedano al tavolo con l'Italia e ritirino quel ricatto. Dobbiamo lavorare a trattenerli in Italia", ha aggiunto Di Maio, al Gr1 in merito alla vicenda dell'ex Ilva.

Per il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, commentando le ultime dichiarazioni di Luigi Di Maio su Acelor Mittal, "lo scudo penale sarà anche un pretesto. Il problema è che è un alibi. Lo scudo penale ha comportato quello che stiamo vivendo. La politica è soluzione, non ricerca delle colpe. Qui abbiamo una questione che va affrontata con grande serietà e buon senso". "Speriamo che nei prossimi giorni prevalga il buon senso dall'una e dall'altra parte", ha aggiunto Boccia.

"Se pretendiamo che nonostante le crisi congiunturali le imprese debbano mantenere i livelli di occupazione, quindi finanziare disoccupazione e non mantenere le imprese, facciamo un errore madornale", ha detto Boccia al Forum annuale della piccola industria intervenendo sui 5.000 esuberi chiesti da Arcelor Mittal per rimanere nell'Ilva.

Secondo il segretario della Cgil Maurizio Landini le parole del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, secondo cui sarebbe "un errore madornale" per l'ex Ilva di Taranto mantenere i livelli di occupazione attuali malgrado le crisi congiunturali, "sono parole senza senso: c'è un accordo da far rispettare, firmato un anno fa, che prevede degli impegni".

Arcelor Mittal: Conte in arrivo a Taranto

TARANTO - Previsto in queste ore l'arrivo del premier Conte presso l'Arcelor Mittal di Taranto. A riferirlo sono finti sindacali durante lo sciopero che, dalle 7 di questa mattina, sta coinvolgendo i lavoratori del siderurgico di Fim, Fiom e Uilm.

I sindacati chiedono "l'immediato ritiro della procedura di retrocessione dei rami d'azienda e al governo di non concedere" alibi alla multinazionale "per disimpegnarsi, ripristinando tutte le condizioni" dell'accordo del 6 settembre 2018 per "portare a termine il piano Ambientale nelle scadenze previste".

Accordo tra Usa e Cina: al via riduzione dei dazi

(ANSA)
di PIERO CHIMENTI - Pare essere giunta al termine la guerra commerciale tra Usa e Cina. Le due superpotenze commerciali hanno raggiunto un accordo che prevede, già nella fase 1, la rimozione dei dazi doganali così come confermato anche dal funzionario dell'amministrazione americana.

Governo incontra Mittal: "Scudo era presupposto essenziale"

ROMA - E' terminato il tavolo a Palazzo Chigi sulla vertenza ArcelorMittal. Presenti alla riunione il premier Giuseppe Conte, i ministri Stefano Patuanelli, Roberto Gualtieri, Giuseppe Luciano Provenzano, Roberto Speranza, Teresa Bellanova e il sottosegretario Mario Turco. Per ArcelorMittal presenti il patron Lakshmi Mittal e il figlio Adyta Mittal. Alla riunione non ha partecipato l'ad di Arcelor Mittal Italia Lucia Morselli.

Nel documento di retrocessione ad Ilva delle aziende e dei 10777 dipendenti spiega che il recesso del contratto deriva dall'eliminazione della protezione legale. La Protezione legale - si osserva - costituiva "un presupposto essenziale su cui AmInvestCo e le società designate hanno fatto esplicito affidamento e in mancanza del quale non avrebbero neppure accettato di partecipare all'operazione né, tantomeno, di instaurare il rapporto disciplinato dal Contratto".

Intanto è in corso davanti alla direzione dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto un sit-in di lavoratori e sindacati deciso dal consiglio di fabbrica permanente di Fim, Fiom e Uilm dopo l'annunciato disimpegno della multinazionale franco-indiana. Si attendono sviluppi dall'incontro tra governo e azienda, previsto in mattinata, convocato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

"Saremo inflessibili, proprietà rispetti termini contrattuali senza scuse". Così il premier Giuseppe Conte a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Milano.

"Arcelor Mittal ha deciso di andarsene da Taranto ancora prima" del cambio di governance che "ha il compito di traghettare la proprietà indiana fuori" dall'Ilva. Così il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, che su Facebook attacca: "Il piano industriale dell'azienda è stato disatteso nei numeri, nella prospettiva di rilancio e non ha proiezione futura. Questo per via di errori macroscopici delle figure apicali e di contingenze macroeconomiche legate al mercato dell'acciaio" dazi, calo produttivo in Germania, crisi dell'automotive", afferma Patuanelli.

Matteo Renzi sarebbe al lavoro per una cordata alternativa ad Arcelor Mittal per la gestione degli ex stabilimenti dell'Ilva di Taranto, che coinvolgerebbe Jindal e Cdp. E' quanto riporta il quotidiano "La Repubblica" secondo il quale il leader di Italia Viva "è già al lavoro per un'alternativa".

ArcelorMittal vuole lasciare l'ex Ilva di Taranto. Sindacati: "Una bomba sociale"

TARANTO - Clamoroso colpo di scena nel caso Ex Ilva. La multinazionale dell'acciaio ha notificato ai commissari del polo siderurgico pugliese il recesso dal contratto. Una nuova patata bollente per il Governo: sono infatti a rischio migliaia di posti di lavoro.

"Apprendiamo la notizia della volontá di ArcelorMittal di comunicare ai commissari la volontà di recedere il contratto. Significa che partono da oggi i 25 giorni per cui lavoratori e impianti ex Ilva torneranno all'Amministrazione Straordinaria. Tra le motivazioni principali, il pasticcio del Salva-imprese sullo scudo penale. Un capolavoro di incompetenza e pavidità politica: non disinnescare bomba ambientale e unire bomba sociale". Lo afferma il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli.

Lavoro, Svimez: dal 2000 via in 2 milioni dal Meridione

ROMA - Il nuovo rapporto Svimez disegna un quadro a tinte fosche per l'Italia, con un aumento del gap occupazionale tra Sud e Centro-Nord, che "nell'ultimo decennio è aumentato dal 19,6% al 21,6%: ciò comporta che i posti di lavoro da creare per raggiungere i livelli del Centro-Nord sono circa 3 milioni. La crescita dell'occupazione nel primo semestre del 2019 riguarda solo il Centro-Nord (+137.000), cui si contrappone il calo nel Mezzogiorno (-27.000)", viene sottolineato.

Il 2019 vede il Sud entrare in "recessione", con un Pil stimato in calo dello 0,2%, a fronte del +0,3% del Centro-Nord (+0,2% la media nazionale): sono i dati che emergono dal Rapporto Svimez, che evidenzia per il 2020 una "debole ripresa": con il Mezzogiorno che crescerà non oltre lo 0,2% (a fronte dello 0,6% dell'Italia nel complesso).

"Dall'inizio del nuovo secolo hanno lasciato il Mezzogiorno 2 milioni e 15 mila residenti, la metà giovani fino a 34 anni, quasi un quinto laureati". Così il Rapporto Svimez, che lancia l'allarme sulla "trappola demografica". In Italia nel 2018 si è raggiunto "un nuovo minimo storico delle nascite", si ricorda, sottolineando che al Sud sono nati circa 157 mila bambini, 6 mila in meno del 2017.

Palombella (Uilm): “Nuova versione di tasse su auto aziendali colpisce produzione nazionale”

ROMA - “La nuova versione delle tasse sulle auto aziendali colpisce specificamente la produzione nazionale, poiché spinge le imprese a cambiare il parco auto verso le elettriche e le ibride proprio ora che l’Italia non le produce ancora, quando si sa benissimo che inizierà a farlo nella seconda parte del prossimo anno. Allorché quindi la nostra produzione di auto elettriche e ibride inizierà, i parchi di auto aziendali saranno già stati in gran parte rinnovati sotto la spinta degli incentivi pubblici”. Lo dichiara Rocco Palombella, segretario generale della Uilm.

“La nuova versione delle tasse sulle auto aziendali - spiega Palombella - risulta così precisamente calibrata contro l’industria nazionale da lasciare sconcertati: o non si sa nulla della nostra industria o si va scientemente contro gli interessi nazionali. Già l’anno scorso il meccanismo del bonus malus, varato dal precedente Governo, ha colpito duramente la produzione italiana, come avemmo modo di denunciare sin dal primo istante. Si continua ad andare contro l’industria nazionale, la domanda che noi ci poniamo a questo punto è perché?!?”.

"Bugie hanno le gambe corte", Conte difende la manovra

ROMA - Si registrano gli ultimi ritocchi al testo della manovra, all'emittente Radio Radicale saranno destinati 8 milioni di euro in attesa della gara del 30 aprile. Preoccupano intanto i nuovi dati sull'occupazione dell'Istat. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) sale di 1,1 punti percentuali a settembre su agosto, portandosi al 28,7%.

CONTE: "BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE" - "Ho letto molte ricostruzioni non corrispondenti alla realtà sulla manovra - ha detto nel frattempo il premier Giuseppe Conte - sul fatto che aumenta la pressione fiscale complessiva. Le bugie hanno le gambe corte, gli italiani vedranno se sarà abolito o meno il superticket, se ci sarà qualche decina di euro in più in busta paga, se le partite Iva si vedranno confermate il regime forfettario. E' una manovra fortemente redistributiva".

"Questa è una manovra che non aumenta affatto la pressione fiscale complessiva, è facile dire tante cose ora, ma le bugie hanno le gambe corte, funziona da sempre così", sottolinea il capo del governo.

RIVALUTAZIONE AL 100% DELLE PENSIONI FINO A 4 VOLTE - C'è anche la rivalutazione al 100% delle pensioni fino a 4 volte (fino a 2.029 euro al mese) il minimo nella nuova bozza della legge di Bilancio, che recepisce l'intesa raggiunta ieri sera nella maggioranza per rivedere alcune norme della manovra, dai paletti al regime forfettario per le partite Iva a Radio Radicale. Per le pensioni tra le tre e le quattro volte il minimo la rivalutazione passa dal 97% al 100%.

La mini rivalutazione del reddito da pensione tra tre e quattro volte il minimo (tra 1.522 a 2.029 euro al mese) è un'elemosina" per il leader dei pensionati Cgil, Ivan Pedretti che valuta in poco più di tre euro l'anno (25 centesimi al mese) il passaggio della rivalutazione per questi assegni dal 97% al 100% a fronte di un'inflazione allo 0,3%. L'aumento riguarderebbe circa 2,8 milioni di pensionati."Negli ultimi sette anni di blocco della perequazione i pensionati - dice - hanno lasciato allo Stato 44 miliardi. E' un'elemosina".

Accordo Fca-Psa, Conte: "Garantire i livelli di produzione e occupazione"

Raggiunta l'intesa tra Fca e Psa per un colosso dell'industria automotive da 45 miliardi. Secondo il premier Giuseppe Conte "è un'operazione di mercato, non posso giudicare l'accordo ma quello che preme al governo è che sia assicurato il livello di produzione e quello di occupazione in Italia e quindi la continuità aziendale".

Secondo gli analisti di Equita, la fusione Fca-Psa "è un deal positivo che oltre a migliorare il profilo di rischio permette di beneficiare delle rilevanti sinergie industriali altrimenti non ipotizzabili e ottenere un premio nella valutazione.

L'operazione potrebbe avere un impatto positivo anche sui rating di FCA, attualmente Ba2 (Moodys) / BB+ (S&P) and BBB- (Fitch), per cui un upgrade di un notch da parte di S&P farebbe scattare l'inclusione dei bond FCA negli indici di credito Investment Grade. Già ieri S&P - ricordano gli analisti - aveva definito positivamente le implicazioni del deal sul profilo di credito di FCA".

E' ufficiale la fusione tra Fca e Psa

TORINO - Arriva l'attesa nota dei due colossi dell'auto, che confermano l'accordo per creare un gruppo da 45 miliardi di dollari. Il quartier generale sarà in Olanda. L'annuncio: "Saremo leader mondiali della mobilità sostenibile".

"Fca e Psa progettano di unire le forze per creare un leader mondiale in una nuova era della mobilità sostenibile". Lo annunciano le due società in una nota nella quale precisano che lavoreranno "per raggiungere nelle prossime settimane, al termine delle discussioni, un Memorandum of Understanding vincolante".

Il nuovo gruppo che nascerà dalla fusione sarà controllato al 50% dagli azionisti del gruppo Psa e al 50% dagli azionisti di Fca.

Whirlpool: ritirata procedura di cessione

ROMA - "Voglio rivolgermi direttamente ai lavoratori dello stabilimento di Napoli della Whirlpool per dar loro una buona notizia: in queste ore l'azienda mi ha comunicato la volontà di ritirare la procedura di cessione": ad annunciarlo il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli su Facebook. "E' un primo passo, un primo risultato che certamente ci consente di risederci a un tavolo per provare a risolvere definitivamente i problemi di quello stabilimento".

"Su questa vertenza - prosegue Patuanelli - il governo, grazie anche al presidente del Consiglio e al Mise, ci ha messo la faccia. Abbiamo ottenuto questo primo importante risultato, io non voglio essere trionfalista, non voglio dire che abbiamo risolto definitivamente il problema ma certamente è il passo più importante che dovevamo compiere per arrivare a una soluzione definitiva. Ora ci sono nuove condizioni per sedersi a un tavolo per provare a trovare una soluzione industriale anche con l'impegno del governo".

"Lo abbiamo ottenuto grazie all'impegno dei lavoratori, grazie alla compattezza che hanno dimostrato, grazie all'impegno costante e alla manifesta volontà di continuare a lavorare in quello stabilimento. E' il primo passo ma era fondamentale farlo", conclude Patuanelli.

Draghi saluta la Bce: "C'è bisogno di di più Europa"

(ANSA)
FRANCOFORTE - Il gotha dell'Europa a Francoforte saluta il termine del mandato di Mario Draghi alla presidenza della Bce. "E' davanti agli occhi di tutti che ora è il momento di più Europa, non meno", ha sostenuto il presidente dell'Eurotower durante il suo intervento alla cerimonia per la fine del suo mandato e rifacendosi alle parole di Angela Merkel, presente fra gli altri capi di Stato e di governo, secondo cui "noi europei dobbiamo prendere il nostro destino nelle nostre mani".

Lasciare la Bce è più facile, sapendo che "è in buone mani": ha affermato Draghi, di fronte a Christine Lagarde chiamata a succedergli dal primo novembre e alla presenza dei principali leader politici europei.

"Professor Draghi, caro Mario, come cittadino europeo desidero dirti grazie": con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concluso un discorso alla cerimonia di commiato del presidente della Bce, in corso alla sede della Banca centrale europea a Francoforte.

"Nel 2011 l'impatto della crisi finanziaria imponeva all'unione e alla Banca, in primo luogo, un cambio di passo - ha aggiunto - . La sfida infatti era presto divenuta esistenziale: sconfiggere la percezione della possibilità, se non del rischio, di dissoluzione dello stesso eurosistema. Una possibilità, e un rischio, che oggi possiamo considerare sconfitti".