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Tria: "Non vareremo nuove misure"

(ANSA)
LUSSEMBURGO - "Noi dobbiamo raggiungere il deficit che ho indicato, come lo raggiungiamo non è un problema di nuove misure o no. Quello è l’obiettivo e pensiamo di raggiungerlo senza variazioni legislative". Così il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, al termine del vertice Ecofin.

Poi Tria prosegue: "Abbiamo posto le basi di quello che discuteremo e di cosa presenteremo, il dialogo è costruttivo, sennò che lo facciamo a fare?". Alla domanda se basterà la riduzione del deficit annunciata dal governo o se serviranno altre misure come chiede la Commissione, Tria ha risposto: "Noi dobbiamo raggiungere il deficit che ho indicato che è anche compensativo sul mancato raggiungimento dell’obiettivo del 2018. Poi come lo raggiungiamo non è un problema di nuove misure o no. Quello è l’obiettivo e noi pensiamo di raggiungerlo senza variazioni legislative".

"Porteremo nuovi dati - ha concluso - dove ci sono maggiori entrate e maggiori risparmi. Non devo convincere con le mie argomentazioni, ma porterò delle documentazioni, si fa così nei negoziati".

Whirlpool, Di Maio: "Nuovo tavolo il 21 giugno"


ROMA - Il ministero del Lavoro Luigi Di Maio ha convocato il tavolo di crisi su Whirlpool per il 21 giugno prossimo alle 10. Lo si apprende in una nota del Mise. Al centro dell'incontro la discussione sulla "situazione occupazionale e produttiva dell'azienda a seguito della volontà, espressa da parte della proprietà, di non chiudere e di non disimpegnarsi dal sito produttivo di Napoli".

Lavoro, Istat: 25mila occupati nel I trimestre

(Pixabay)
ROMA - L'occupazione torna ad aumentare in Italia. Nel primo trimestre del 2019 il numero di persone occupate torna a crescere, seppure lievemente, in termini congiunturali, facendo registrare un aumento di 25 mila (+0,1%). A livello tendenziale si riscontra una crescita di 144 mila occupati (+0,6% in un anno). A renderlo noto l'Istat indicando che il tasso di occupazione sale al 58,7% (+0,1 punti), sintesi dell'aumento per le donne (+0,3 punti) e della stabilità per gli uomini; alla crescita del Nord (+0,4 punti) si contrappone la diminuzione nel Centro e nel Mezzogiorno (-0,1 punti in entrambi i casi).

Nel primo trimestre del 2019, il tasso di disoccupazione, dopo la crescita del trimestre precedente, diminuisce in termini congiunturali portandosi al 10,4% (-0,2 punti). Il tasso di inattività rimane stabile al 34,3% in tre mesi.

Renault, Le Maire: alleanza con Nissan è priorità

FUKUOKA - Per la Francia la "priorità" è "consolidare l'alleanza" tra Renault e Nissan prima di "considerare l'avvicinamento con un altro costruttore". Così il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, dopo il fallimento delle trattative tra il gruppo francese e la concorrente Fiat Chrysler. Il ministro ha anticipato che lo Stato è pronto a "ridurre la sua quota" del 15% nel capitale della Renault, motivo di attrito con Nissan.

"Rimettiamo in ordine le cose", ha spiegato il ministro. "Nel giusto ordine, significa prima il consolidamento dell'alleanza, e poi il consolidamento (con altri partner), e non uno prima dell'altro, perché altrimenti si rischia che crolli tutto come un castello di carte".

Tuttavia Le Maire non sembra escludere la possibilità di una ripresa dei negoziati con Fca. "Siamo aperti a tutte le possibilità di consolidamento a condizione che tutti i partner siano d'accordo", ha affermato. Ma "su questioni che riguardano centinaia di migliaia di posti di lavoro, dobbiamo prendere il tempo necessario, non agiremo in fretta", ha insistito il ministro che respinge "operazioni avviate in modo sgangherato e frettoloso".

Giorgetti: "I minibot sono una soluzione"


ROMA - "Tutte le soluzioni nuove sono contestate, non dico che siano la Bibbia, ma sono una proposta per accelerare i pagamenti, una delle possibilità, una delle soluzioni: ma la strada maestra è quella della crescita". Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti in merito alla proposta di istituire i minibot. 

"Sui minibot siamo in linea con Draghi, perché significa debito pubblico", ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell'assemblea della Federazione Gomma Plastica. "Il problema - ha aggiunto - è che noi non possiamo più realizzare debito pubblico, salvo che lo facciamo per investimenti nella logica degli eurobond, da concordare con gli altri Paesi".

Fallita fusione Fca-Renault, Di Maio: "Governo non è stato assente"


ROMA - "Neanche Renault è contenta dell'interventismo dello Stato francese. Quella era un'operazione di mercato". Così il ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, parlando a Radio 24 della fallita fusione tra Fca e Renault. "Se si fa mercato, una grande azienda parla con la sua omologa, non è che interferiscono ministri e presidenti della Repubblica. La Francia non ha fatto una bella figura", ha aggiunto Di Maio, che alle accuse dei sindacati sull'assenza del governo nella vicenda ha risposto: "Noi abbiamo rispettato quel momento che vedeva trattativa di mercato".

Il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, in due interviste a Repubblica e Corriere della Sera ha spiegato le ragioni del fallimento della trattativa: sarebbe servito altro tempo, ma Detroit ha avuto fretta. "Fca", sostiene Le Maire, "ha deciso di ritirare la sua offerta e io rispetto la sua scelta. Questa operazione rappresentava una bella opportunità industriale e questo rimane. Ma lo Stato, azionista di riferimento di Renault, aveva fissato delle condizioni da rispettare. Siamo stati chiari sin dall'inizio, esigendo degli impegni sulla tutela dei posti di lavoro e dei siti industriali. Qualunque sia la prospettiva di fusione in futur" sottolinea il ministro "noi saremo sempre presenti per proteggere l'occupazione e gli insediamenti industriali in Francia. Abbiamo chiesto inoltre garanzie sulla governance del gruppo futuro e abbiamo auspicato la sua partecipazione al programma di batterie elettriche. Su questi tre punti, i negoziati erano stati fruttuosi e avevamo fatto molti passi avanti. Tuttavia, la nostra prima esigenza era che questa fusione fosse siglata nel quadro dell'alleanza tra Renault e Nissan. Questo presupponeva che i rappresentanti di Nissan, presenti nel consiglio di Renault, votassero a favore del progetto. Mercoledì sera questa condizione non è stata rispettata: il nostro partner si sarebbe astenuto in caso di voto nel consiglio di Renault. Avremmo potuto prendere altro tempo per ottenere il suo appoggio, necessario al lancio della fusione, su basi chiare e solide. Oltretutto il mio viaggio in Giappone nel fine settimana, per il G20 finanziario, mi permetteva di proseguire le discussioni con i nostri partner giapponesi. Ma Fca ha fatto una scelta diversa".

Draghi: "Italia sia credibile su piano rientro debito"

(ANSA/EPA)
ROMA - Monito del presidente della Bce Mario Draghi sul piano di rientro dal debito che metterà a punto il governo italiano: "Deve essere credibile", secondo il n.1 dell'Eurotower. "La politica di bilancio leggermente espansiva dell'Eurozona sostiene l'attività economica. Tuttavia, i paesi in cui il debito pubblico è elevato devono continuare a ricostituire le riserve di bilancio", ha continuato Draghi. "Tutti i paesi dovrebbero raggiungere una composizione delle finanze pubbliche più favorevole alla crescita".

"Nonostante dati migliori del previsto per il primo trimestre, le informazioni più recenti indicano i perdurare di venti contrari globali che pesano ancora sulle prospettive dell'area dell'euro", ha poi aggiunto. "Le incertezze geopolitiche, la crescente minaccia del protezionismo e le vulnerabilità dei mercati emergenti lasciano il segno sul sentiment economico" ha spiegato Draghi. Tuttavia, ha aggiunto, "non c'e' alcuna probabilità di una deflazione, e ci sono molto basse probabilità di recessione" per l'area.

La Bce ha lasciato i tassi invariati rivedendo al rialzo le stime del Pil dell'Eurozona nel 2019: per quest'anno crescerà dell'1,2% anziché dell'1,1% previsto a marzo. Negative invece le previsioni per il prossimo anno: la stima del Pil è rivista al ribasso all'1,4% (dall'1,6%) di marzo.

Fca ritira proposta fusione con Renault


Naufragano le nozze tra Fiat Chrysler e gruppo Renault. Il marchio presieduto da John Elkann ha deciso "di ritirare con effetto immediato la proposta di fusione avanzata a Groupe Renault". La decisione è stata presa dopo il nuovo rinvio chiesto dal board della casa francese dopo il pressing del governo di Parigi.

Il cda di Renault, convocato per il secondo giorno consecutivo a Bologne-Billancourt, alle porte di Parigi, dopo sei ore di discussione, ha fatto sapere di non essere in grado di prendere una decisione a causa dell'auspicio espresso dai rappresentanti dello Stato francese di rinviare il voto a un consiglio ulteriore". A spingere verso questa decisione, secondo alcune indiscrezioni riportate dalla stampa, ha contribuito anche l'atteggiamento di Nissan ostile all'operazione, che avrebbe messo a rischio l'alleanza con il gruppo francese.

"Fca - spiega in una nota - continua a essere fermamente convinta della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti. E' tuttavia divenuto chiaro che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo. Fca esprime la propria sincera gratitudine a Groupe Renault, in particolare al suo presidente, al suo amministratore delegato e agli Alliance Partners, Nissan Motor Company e Mitsubishi Motors Corporation, per il loro costruttivo impegno in merito a tutti gli aspetti della proposta di Fca. Fca continuerà a perseguire i propri obiettivi implementando la propria strategia indipendente".

Paradisi fiscali: per il TJN sono le Isole Vergini britanniche il Paese più opaco

(Pixabay)
LECCE - Le Isole Vergini britanniche figurano alla testa della classifica 2019 dei paradisi fiscali stilata dall’organizzazione non governativa Tax Justice Network, una ONG con sede nel Regno Unito, che sottolinea come il Regno Unito assieme alla “rete” composta da Isole Vergini britanniche, Bermuda, Isole Cayman e Jersey, hanno facilmente detronizzato la Confederazione elvetica. 

In ogni caso, «la Svizzera conserva un quinto posto ben meritata nel nostro indice», hanno spiegato gli autori della lista, subito dopo, però, i Paesi Bassi che occupano il 4° posto della classifica. Questo è l’elenco delle 10 principali giurisdizioni del rapporto che consente l’elusione fiscale:

1. Isole Vergini britanniche (territorio britannico)
2. Bermuda (territorio britannico)
3. Isole Cayman (territorio britannico)
4. Paesi Bassi
5. Svizzera
6. Lussemburgo
7. Jersey (dipendenza britannica)
8. Singapore
9. Bahamas
10. Hong Kong

Ora qual è la meta europea prediletta dagli italiani per nascondere i loro capitali? Alcuni risponderanno senza esitare: “La Svizzera!”. Secondo i risultati scaturiti da verifiche condotte dagli specialisti della Guardia di Finanza, ebbene, a delinearsi una mappa a dir poco sorprendente per chi considera ancora la Svizzera il ricettacolo europeo dei capitali italiani in fuga. Oggi in Europa a farla da padrone sono Lussemburgo e Olanda, mentre il nostro Paese viene relegato all’interno di un lungo elenco di altre “Isole del tesoro” come Lettonia, Germania, Irlanda, Gran Bretagna, Cipro, Malta e Gibilterra, Panama, Seychelles e Botswana. 

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”è inaccettabile che si trascurino i capitali italiani nascosti nei paradisi fiscali in tutto il mondo. Si stima che si tratti di 500 miliardi di euro, ovvero 230 miliardi di tasse non pagate: una cifra impressionante. Cosa ancora più incredibile, con appena l’1% di questa cifra potremmo sfamare 58 milioni di bambini, un risultato senza precedenti nella lotta alla fame.Per non parlare del beneficio che l’economia italiana potrebbe trarre dal ritorno di questi capitali.Per questo chiediamo al Suo Governo di prendere una posizione netta contro il fenomeno dei paradisi fiscali, con norme che impongano alle multinazionali italiane di rendicontare con trasparenza le proprie posizioni finanziarie in tutto il mondo. È una misura concreta che può essere attuata oggi stesso, senza la collaborazione dei paradisi fiscali.

Bankitalia: "Senza Europa più poveri"


ROMA - "Saremmo stati più poveri senza l'Europa, lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario". A sostenerlo il governatore di Bankitalia Ignazio Visco a conclusione delle Considerazioni finali aggiungendo che "addossare all'Europa le colpe del nostro disagio è un errore; non porta alcun vantaggio e distrae dai problemi reali". 

"Quelli che sono talvolta percepiti come costi dell'appartenenza all'euro sono in realtà - avverte Visco - il frutto del ritardo con cui il Paese ha reagito al cambiamento tecnologico e all'apertura dei mercati. Quasi tutti gli altri paesi hanno fatto meglio di noi".

"Serve uno sforzo corale, la partecipazione di tutti, lungo una direzione di marcia che la politica deve indicare con chiarezza", ha detto il governatore parlando delle prospettive italiane e citando un bilancio pubblico più orientato "verso misure a sostegno del lavoro e dell'attività produttiva", una "strategia rigorosa e credibile" di riduzione del debito" e "riforme strutturali di ampio respiro". Le imprese invece dovranno "cogliere le occasioni che offrono il mercato e la tecnologia".

Spread apre in calo sotto 280 punti


ROMA - Il differenziale Btp-Bund apre in calo sotto i 280 punti (279,8) con un rendimento al 2,64%.

Accordo Fca-Renault, Spera (Ugl): "Ottimisti su nuovo colosso auto"


ROMA - “Apprendiamo con ottimismo che Fiat Chrysler Automobiles ha stabilito unitamente al consiglio di amministrazione di Groupe Renault un’aggregazione delle rispettive attività nella forma della fusione 50/50: proposta che creerebbe uno dei principali produttori di auto al mondo in termini di fatturato, volumi, redditività e tecnologia a beneficio di tutti”.
E’ quanto dichiara il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera per il quale, “la fiducia in merito al nuovo piano strategico del Lingotto va colta con benessere perché entrando nei particolari avviene l'ennesima evoluzione strategica del marchio Fca. Come Ugl – prosegue il sindacalista - riteniamo che l’aggregazione, che avrebbe la dimensione, l'esperienza e le risorse per destreggiarsi con successo nell'industria automobilistica in rapida evoluzione, creerebbe nuove opportunità per i dipendenti di entrambe le società e per i principali stakeholder. Da non sottovalutare che il ‘matrimonio’ tra Fca e gruppo Renault non comporterà nessuna chiusura di stabilimenti. La svolta FCA e la fusione con Renault delineerà il futuro degli stabilimenti del gruppo Fiat Chrysler Automobiles in Italia e, soprattutto, dirá quali prodotti saranno loro assegnati principalmente per le fabbriche di motori Diesel che riguarderà il periodo 2019-22: concentreremo la nostra massima attenzione e a breve, capiremo veramente qual è l’idea chiara delle intenzioni della Fca e su cosa deciderà. Per l’Ugl – conclude Spera – se da un lato esprimiamo ottimismo su tale importante operazione, dall’altro lato saremo attenti e vigili sulla riconferma degli stabilimenti, il mantenimento dei livelli occupazionali, la determinazione a rilanciare il marchio Fiat, che per la nostra o.s. continuano prioritariamente ad essere ribaditi”.

Piazza Affari apre in calo: -0,7%


MILANO - Apertura in territorio negativo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib cede lo 0,73% a 20.423 punti. Prevalgono gli ordini in vendita sui tecnologici, dopo l'acuirsi delle tensioni tra Huawei e il governo americano. Stm cede il 2,47%. Pesanti anche Tenaris (-2,08%) e Saipem (-2,19%). In controtendenza la Juve che rimbalza in rialzo del 2,15% sulle voci che impazzano di Pep Guardiola nuovo tecnico per la prossima stagione.

Istat: stime crescita Pil tagliate a +0,3% nel 2019, sale disoccupazione


ROMA - Secondo l'Istat nel 2019 il Pil è previsto crescere dello 0,3% in termini reali, in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente. Lo rileva l'Istat nel report 'Le prospettive per l'economia italiana nel 2019'. Secondo l'istituto la decelerazione dei ritmi produttivi stimata per il 2019 "inciderebbe anche sul mercato del lavoro". 

E l'Istat prevede infatti che quest'anno l’occupazione rimanga sui livelli dell’anno scorso (+0,1%), mentre si registrerebbe un lieve aumento del tasso di disoccupazione (10,8%). Le retribuzioni lorde per unità di lavoro dipendente sono attese evolvere in linea con il deflatore della spesa delle famiglie residenti (+0,9%).

Google: Antitrust apre istruttoria


ROMA - E' stato deliberato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti di Alphabet Inc., Google LLC e Google Italy srl (nel complesso indicate come Google) per accertare un presunto abuso di posizione dominante in violazione dell’art. 102 del Tfue.

Ieri i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni in alcune sedi delle società interessate con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Google, tramite il sistema operativo Android, detiene una posizione dominante nel mercato dei sistemi operativi per smart device ed avrebbe rifiutato di integrare nell’ambiente Android Auto la app “Enel X Recharge”, sviluppata da Enel per fornire agli utenti finali informazioni e servizi per la ricarica delle batterie delle auto elettriche.

Piazza Affari rallenta con banche e auto


MILANO - Piazza Affari vira in negativo alla stregua degli altri listini del Vecchio continente. Ad appesantire la Borsa milanese ci sono le banche. In calo anche il settore dell'auto dopo i dati negative sulle immatricolazioni in Europa. In fondo al listino Cnh (-1,3%) e Pirelli (-1,2%). In rosso anche Fca (-0,7%) e Ferrari (-0,5%). Tra le banche procedono in calo Banco Bpm (-1,1%), Ubi (-1%), Bper e Unicredit (-0,8%). In territorio negativo anche i titoli legati al petrolio con Saipem (-1%) ed Eni (-0,1%). In cima al listino principale la Juve (+2,1%).

Spread apre di nuovo in rialzo


ROMA - Apre nuovamente in rialzo lo spread tra Btp e Bund che segna 287 punti base in rialzo rispetto ai 284 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano sale al 2,76%. Piazza Affari apre in calo. L'indice Ftse Mib cede lo 0,12% a 20.837 punti.

La ripresa economica della Germania fa sperare l'Europa


Il Pil tedesco è cresciuto nel primo trimestre del 2019 dello 0.4%. A trainare la ripresina è il settore edilizio…

Spread vola a 290 punti dopo parole Salvini


ROMA - Il differenziale tra Btp-bund sfiora i 290 punti base a 289, in ulteriore rialzo da 280 punti base di ieri. Il rendimento del decennale italiano sale al 2,77% mentre quello sui titolo decennale tedesco è sceso stamani a -0,094%, ai minimi dal 2016. A creare fibrillazioni nel mercato obbligazionario le dichiarazioni di ieri del vicepremier Matteo Salvini che ha detto a Porta a porta che sforare il limite europeo del 3% di deficit/Pil "non si può, si deve".

Dazi: è guerra commerciale Usa-Cina, borse in calo


Continua la guerra sui dazi tra Washington e Pechino e il Dow Jones di Wall Street perde in chiusura il 2,38%. In forte calo anche le borse europee e Tokyo conferma il trend in apertura (-1,43). Le Borse cinesi aprono la seduta in calo scontando le perdite di Wall Street: l'indice Composite di Shanghai cede nei primi minuti di contrattazione lo 0,69%, a 2.883,75 punti, mentre quello di Shenzhen perde l'1,07%, a quota 1.535,10.

Preoccupa non poco l'ipotesi di una guerra commerciale a tutto campo che rischia di travolgere la già debole economia mondiale, innescando una recessione globale e mettendo all'angolo le banche centrali.

Pechino, va ricordato, è anche il maggior creditore estero statunitense, con in portafoglio 1.100 miliardi di dollari di debito Usa, acquisti che potrebbe ridurre o bloccare del tutto ma il Dragone starebbe valutando di percorrere un'altra opzione per colpire l'amministrazione Trump: il mancato acquisto di aerei Boeing.