Milano - È morto Sandro Mazzola, storica bandiera dell’Inter. Aveva 83 anni. A dare l’annuncio è stato il club nerazzurro, che ha ricordato uno dei calciatori più importanti della propria storia.
«È stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra. Ha scritto la storia in maniera indelebile e senza precedenti», si legge nel comunicato dell’Inter.
Nel corso della sua carriera Mazzola ha conquistato quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. A livello individuale ha vinto anche il titolo di capocannoniere della Serie A e quello della Coppa dei Campioni.
«La storia dell’Inter»
Per il club nerazzurro Sandro Mazzola non è stato semplicemente un grande calciatore, ma parte integrante della sua identità: «Lui è stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito».
Una storia iniziata quando era ancora bambino e portava sulle spalle il peso di un cognome importante, quello del padre Valentino, capitano del Grande Torino morto nella tragedia di Superga. Sandro aveva poco più di sei anni quando perse il padre.
L’Inter ricorda il bambino che vedeva «le facce distrutte della gente» che lo abbracciava senza comprendere fino in fondo ciò che stava accadendo. Nella sua crescita furono importanti anche due figure storiche del calcio nerazzurro: Giuseppe Meazza e Benito Lorenzi.
Meazza contribuì alla sua formazione tecnica, mentre Lorenzi arrivò fino a casa sua, a Cassano d’Adda, portandogli scarpe e pallone. A soli otto anni Sandro e il fratello erano già, come ricorda l’Inter, quasi delle mascotte della squadra, tra campo, spogliatoi e stadio.
Con la morte di Mazzola scompare uno dei simboli più rappresentativi della storia dell’Inter e del calcio italiano.
