Cernobbio, Schlein: «Basta disfattismo sull’Europa». Conte: «No all’escalation militare»


Nella giornata conclusiva del Forum Ambrosetti il confronto sulle prospettive dell’Italia. Renzi: «Se il centrosinistra si mette d’accordo, può mandare a casa il governo»

Si chiude a Cernobbio l’edizione 2026 del Forum Ambrosetti, con l’ultima giornata di incontri dedicata alle prospettive dell’Italia e, in particolare, alle posizioni delle forze di opposizione.

Nella tradizionale sessione dedicata ai leader dell’opposizione, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha lanciato un appello sull’Europa, chiedendo di superare quello che ha definito «disfattismo» nei confronti dell’Unione europea.

«Basta disfattismo sull’Europa», ha detto Schlein, sottolineando la necessità di superare il principio dell’unanimità nelle decisioni europee. «Non si riesce a governare neanche un condominio con l’unanimità, figurarsi una comunità che tiene insieme 27 Stati membri diversi».

Schlein: «Serve una vera difesa comune europea»

La leader dem ha indicato tre priorità per rilanciare la crescita italiana: accelerare sulla decarbonizzazione per ridurre il costo dell’energia, rilanciare gli investimenti e migliorare la qualità del lavoro.

Schlein ha affrontato anche il tema della difesa europea e del riarmo. «Penso anche io che la strada della corsa al riarmo dei singoli 27 Stati, con i loro eserciti scoordinati, non aumenti l’efficienza della spesa militare e non aumenti la deterrenza», ha spiegato.

Secondo la segretaria del Pd, la risposta dovrebbe essere una maggiore integrazione europea: «Avere il coraggio di fare un grande salto in avanti nell’integrazione vuol dire anche sviluppare una vera difesa comune, verso un esercito comune».

Conte: «No all’escalation militare dell’Ue»

Sul fronte del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte ha ribadito la contrarietà a un’ulteriore escalation militare europea.

«L’Europa non si avvantaggia con l’escalation militare che sta drenando moltissime risorse», ha affermato il leader pentastellato, sostenendo che gli impegni militari siano stati assunti in modo «irresponsabile».

Conte ha quindi criticato l’ipotesi di destinare il 5% del bilancio agli armamenti, sostenendo che una simile scelta sottrarrebbe risorse ad altri comparti.

Sul piano programmatico, il leader M5S ha rivendicato il lavoro già svolto con le altre forze di opposizione su alcune proposte, dalle politiche del lavoro a quelle ambientali, fino alla legge sul conflitto di interessi. Tra le priorità indicate da Conte anche la creazione di un fondo sovrano nazionale di sviluppo.

Renzi: «Centrosinistra unito manda a casa il governo»

A intervenire sugli scenari politici futuri è stato anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che ha individuato nella divisione del centrosinistra una delle ragioni della vittoria del centrodestra alle ultime elezioni.

«Penso che Giorgia Meloni abbia tutto l’interesse ad attaccare l’opposizione, ma se Meloni è al governo è perché l’altra volta ci siamo divisi», ha affermato Renzi.

Secondo l’ex presidente del Consiglio, «Meloni non ha mai avuto il 40%, nemmeno il 30%, ha preso il 25,9% l’altra volta», sostenendo che il risultato sia stato favorito dalla frammentazione dell’opposizione.

Renzi ha quindi rilanciato l’ipotesi di un accordo programmatico del centrosinistra: «Se si mette d'accordo su dei punti precisi con un contratto alla tedesca, non soltanto manda a casa Urso e Salvini, ma può dare all’Europa l’idea di un’Italia protagonista e che non sia un’Italia che semplicemente si limita a galleggiare».

Dal Forum di Cernobbio emerge così il tentativo delle opposizioni di delineare una piattaforma comune su alcuni temi, pur mantenendo posizioni differenti soprattutto sulla politica estera, sulla difesa europea e sulle strategie economiche.

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