Usa-Iran, scade la tregua: è braccio di ferro su Hormuz. Trump: “Lo dichiarerò territorio Usa”

Scade oggi, lunedì 17 agosto, la tregua tra Stati Uniti e Iran mentre resta alta la tensione sullo Stretto di Hormuz. I negoziati per arrivare a un accordo duraturo sono in una fase di stallo e il controllo dello strategico passaggio marittimo è diventato uno dei principali nodi del confronto.

A infiammare ulteriormente lo scontro sono state le parole del presidente americano Donald Trump, che ha annunciato l’intenzione di dichiarare lo Stretto di Hormuz “territorio degli Stati Uniti” dopo la sconfitta dell’Iran. Una prospettiva respinta con fermezza da Teheran. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha replicato che Hormuz “non può essere conquistato con un tweet”, ribadendo la posizione iraniana sul controllo dello stretto.

Lo Stretto di Hormuz è una delle principali arterie energetiche mondiali e la forte riduzione del traffico commerciale sta già avendo ripercussioni sui mercati petroliferi. Secondo Reuters, lunedì il prezzo del Brent è arrivato a guadagnare circa l’1%, toccando 89,40 dollari al barile, mentre il WTI è salito fino a 82,83 dollari.

Nel frattempo, Teheran ha ulteriormente alzato il livello dello scontro annunciando una ricompensa di 30mila dollari per la cattura o l’uccisione di soldati americani. La misura è stata annunciata dal capo dell’esercito iraniano Amir Hatami e riportata dai media statali iraniani.

Il quadro diplomatico resta quindi estremamente fragile: mentre la scadenza della tregua aumenta il rischio di una nuova escalation, la disputa su Hormuz continua a rappresentare uno degli ostacoli principali a una soluzione del conflitto.

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