San Colombano, tragedia nei vigneti: morto a 33 anni Francesco Mazzocchi


Era al lavoro durante la vendemmia quando il motocoltivatore si è ribaltato travolgendolo. Il giovane imprenditore aveva rilevato con il fratello una storica azienda vitivinicola e investiva nel biologico

SAN COLOMBANO AL LAMBRO (MILANO) – È ancora sotto shock San Colombano al Lambro per la morte di Francesco Mazzocchi, 33 anni, originario di Milano, vittima di un tragico incidente avvenuto lunedì mattina, 17 agosto, nei vigneti della località Malpensata.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane imprenditore agricolo era impegnato nella raccolta dell'uva quando il motocoltivatore che stava conducendo si sarebbe ribaltato su un tratto scosceso, travolgendolo. Per lui non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, carabinieri, soccorritori del 118, automedica ed elisoccorso. La dinamica resta al vaglio degli investigatori e dell'Ats.

Francesco, insieme al fratello Lorenzo, aveva rilevato circa un anno fa l'ex azienda Vignaioli, ai piedi di via Capra, trasformandola nella Fratelli Mazzocchi. Un progetto giovane, costruito con l'obiettivo di rilanciare la viticoltura locale e proseguire sulla strada della produzione biologica.

L'azienda, nata alla fine degli anni Settanta dall'incontro tra coltivatori del territorio e studenti della Facoltà di Agraria di Milano, aveva alle spalle una lunga storia nella coltivazione della vite e nella valorizzazione delle colline di San Colombano. I fratelli Mazzocchi avevano scelto di raccoglierne l'eredità, rinnovando le etichette, il sito internet e portando avanti il progetto legato al biologico.

Quest'anno Francesco era inoltre entrato nel Consorzio volontari vini Doc San Colombano, suscitando entusiasmo tra gli operatori del settore.

«Quest'anno è entrato nel Consorzio con grande entusiasmo, dando continuità a un mondo che ha bisogno della presenza di giovani», racconta il presidente del Consorzio, Diego Bassi, ricordando il rapporto instaurato con il 33enne. «Questi due fratelli erano innamorati delle colline di San Colombano al Lambro e avevano scelto di intraprendere una vita completamente diversa da quella precedente. Una vita faticosa ma piena di soddisfazioni».

Bassi ricorda l'impegno profuso da Francesco e dal fratello nel rilancio dell'azienda: «Avevano rivisto le etichette, rifatto il sito Internet, portato avanti il discorso del biologico, che richiede molto più lavoro e stavano rinnovando una storica azienda che ha quindi potuto avere continuità nel settore».

La notizia della morte ha profondamente colpito il mondo della viticoltura locale. «A San Colombano una tragedia così grande non c'è mai stata», sottolinea Bassi, ricordando anche altri incidenti avvenuti in passato nei campi, fortunatamente senza conseguenze mortali.

Il presidente del Consorzio richiama quindi alla massima prudenza nell'utilizzo dei mezzi agricoli: «Quando un trattore o un mezzo agricolo inizia a ruzzolare, non lo controlli più. Si deve cercare di prevenire. Anche piccole manovre che sembrano insignificanti possono diventare pericolose, persino per i più esperti».

«Non so cosa sia successo a quel ragazzo – aggiunge – lo accerteranno le autorità competenti. So solo che questa notizia mi ha distrutto».

La salma di Francesco si trova ancora all'istituto di medicina legale di Pavia. Successivamente sarà affidata ai familiari per le esequie, che probabilmente si svolgeranno a Milano.

Intanto, proprio nei giorni della vendemmia, il Consorzio si prepara a sostenere la famiglia e l'azienda. «Ho offerto al fratello tutto l'aiuto possibile, per rendere meno gravoso questo momento», spiega Bassi.

Il ricordo di Francesco resta legato anche ai momenti di condivisione vissuti nel mondo del vino. Tra questi, una cena di Natale alle Terme di Miradolo. «Era felicissimo, aveva mangiato una cotoletta alla milanese», ricorda Bassi.

«Qui ci conosciamo tutti e conosciamo la vita della campagna, dove si fa cultura ed è quasi una missione – conclude –. Questa collina è più vecchia di noi, più saggia di noi e rimarrà dopo di noi. E continuerà a far vivere il ricordo di questo volenteroso giovane».

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