Roma, 13enne aggredisce la prof a coltellate dopo una diretta social: «Volevo punirla»

ROMA, 19 SETTEMBRE 2026 – Si è presentato a scuola con due coltelli nello zaino, ha acceso una diretta social e poi ha aggredito la propria insegnante di lettere. È quanto accaduto in una scuola media del quartiere Centocelle, a Roma, dove un 13enne ha colpito la docente con tre fendenti al costato dopo averle spruzzato dello spray urticante in faccia.

Il ragazzo sarebbe entrato in aula per ultimo, indossando un casco al quale, secondo quanto emerso, aveva fissato una telecamera. Prima dell'aggressione era andato in bagno, dove avrebbe estratto dallo zaino i due coltelli, entrambi con lame di circa 20 centimetri.

A fermare l'azione è intervenuto un compagno di classe, un ragazzo di origine congolese, che si sarebbe frapposto tra il 13enne e l'insegnante impedendogli di sferrare altri colpi.

La docente è stata trasportata in ospedale in codice giallo, sotto choc ma non in pericolo di vita, ed è stata successivamente dimessa.

Poche ore dopo l'aggressione, il 13enne avrebbe spiegato agli investigatori il motivo del gesto: «La odiavo, volevo punirla perché sono arrivato in terza media con due debiti in italiano e storia».

Le verifiche sui cellulari

I carabinieri hanno avviato accertamenti sui dispositivi elettronici del ragazzo e su quello della madre, sul quale erano state scaricate le carte utilizzate per acquistare i coltelli. Gli investigatori hanno effettuato anche copie forensi dei telefoni.

L'obiettivo è ricostruire i contatti avuti dal minorenne prima dell'aggressione e verificare se abbia avuto un ruolo qualcuno nell'eventuale istigazione al gesto. Al vaglio degli investigatori anche il profilo social aperto dal 13enne, che sarebbe stato seguito da quattro contatti.

Proprio attraverso quel profilo il ragazzo avrebbe avviato la diretta prima di entrare in aula e aggredire la docente.

La professoressa: «Lo perdono, non vedo l'ora di riabbracciarlo»

Nonostante la violenza dell'aggressione, la docente ha raccontato di non provare rancore nei confronti del suo alunno. «Avrà meditato questo gesto tutta l’estate, quanto odio avrà covato, ma io lo perdono, anzi non vedo l’ora di riabbracciarlo», ha dichiarato al Corriere della Sera.

La professoressa, che si apprestava a iniziare il suo ultimo anno di insegnamento prima della pensione, ha raccontato anche quei momenti drammatici: «Sto cercando di riposare ma lo choc mi ha fatto anche salire la febbre. Mai avrei pensato di iniziare così il mio ultimo anno da docente prima della pensione».

Secondo il suo racconto, il ragazzo era arrivato in classe dopo che l'appello era già stato fatto. «Erano passate le 9 da venti minuti, quando l’ho visto entrare, aveva il casco e gli occhiali», ha spiegato.

Poi l'aggressione: «Mi si è avventato contro, con una mano mi ha spruzzato qualcosa in faccia, con l’altra mi ha dato tre pugnalate su un fianco sotto il braccio. Un dolore così non l’avevo mai sentito, è stato terribile. Ho pensato di morire, c’era sangue ovunque».

Il ragazzo, secondo la docente, non avrebbe pronunciato una sola parola durante l'aggressione. «Niente, nemmeno una parola. Ma gli occhi glieli ho visti. Gelidi, sembravano senz’anima mentre mi colpiva», ha raccontato.

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