A 70 anni dalla tragedia della miniera belga, il ricordo delle 262 vittime, 136 delle quali italiane. Meloni: «Il lavoro deve sempre essere sinonimo di dignità, diritti e sicurezza». Scontro politico sulla presunta contestazione della Cgil a La Russa
MARCINELLE – A settant'anni dalla tragedia di Marcinelle, l'Italia torna a rendere omaggio alle 262 vittime del disastro minerario dell'8 agosto 1956, tra cui 136 italiani. Una ricorrenza che quest'anno assume un significato ancora più ampio, perché l'8 agosto è anche la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo e si prepara a diventare Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro.
Nel messaggio inviato in occasione delle commemorazioni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato come il diritto al lavoro e la sicurezza dei lavoratori rappresentino principi fondamentali della Costituzione italiana.
«Nel ricordo dei tragici fatti di Marcinelle – ha scritto il Capo dello Stato – l'Italia si unisce nel fare memoria dei lavoratori nostri concittadini che, assieme ai loro colleghi di altre undici diverse nazionalità, persero la vita nelle viscere del Bois du Cazier».
In Belgio, a rappresentare l'Italia alle celebrazioni, è la ministra del Lavoro Marina Calderone. Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e il sottosegretario agli Esteri Massimo Dell'Utri.
Mattarella: «Lavoro e sicurezza cardini della Costituzione»
Per Mattarella, «il diritto al lavoro, l'esigenza di tutelarne ovunque e per chiunque la sicurezza – cardine della nostra Costituzione – esprime oggi un principio fondante che accomuna l'intera casa europea».
Un principio che, secondo il presidente della Repubblica, si traduce nella necessità di garantire la protezione dei lavoratori e contrastare ogni forma di sfruttamento, valori ormai condivisi nell'intero continente.
Il Capo dello Stato ha ricordato anche il significato dell'8 agosto come giornata dedicata al sacrificio degli italiani emigrati nel mondo.
«Onoriamo gli emigrati che, con il loro lavoro, hanno contribuito al progresso del Paese e alla crescita delle comunità nelle quali sono stati accolti e hanno operato», ha sottolineato Mattarella, ricordando come le vittime di Marcinelle siano «parte dell'identità collettiva del nostro Paese».
La tragedia, tuttavia, assume una valenza che supera i confini italiani. La Commissione europea, su iniziativa del Parlamento europeo e degli Stati membri, ha infatti deciso di proporre l'8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro.
Mattarella ha quindi invitato a riflettere anche sulle altre tragedie che hanno coinvolto i migranti e sul «prezzo umano» pagato nel corso della storia dell'emigrazione italiana, affinché simili sciagure non si ripetano e la gestione dei flussi migratori avvenga nel rispetto della dignità delle persone.
Il presidente della Repubblica ha infine rinnovato «i sentimenti di cordoglio e di partecipe vicinanza della Repubblica» ai familiari delle 262 vittime di Marcinelle e di tutti coloro che hanno perso la vita sul lavoro.
Meloni: «Marcinelle appartiene alla nostra memoria collettiva»
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato le vittime della tragedia.
«Le 262 vittime della tragedia, 136 italiani, emigrati in Belgio in cerca di un futuro migliore e che trovarono, purtroppo, la morte nel buio di una miniera», ha scritto la premier, sottolineando come Marcinelle rappresenti una vicenda che «appartiene alla nostra memoria collettiva».
Per Meloni, la tragedia è anche il simbolo del contributo dato da milioni di italiani allo sviluppo di altri Paesi e continenti, mantenendo al tempo stesso un forte legame con l'Italia.
La presidente del Consiglio ha espresso inoltre soddisfazione per la decisione delle istituzioni europee di istituire l'8 agosto come giornata dedicata alla memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e alla tutela della dignità dei lavoratori.
«Il lavoro deve sempre essere sinonimo di dignità, diritti e sicurezza», ha affermato Meloni, ribadendo che «in Europa non può esserci spazio per chi sfrutta le persone e calpesta i diritti dei lavoratori».
Tajani: «La memoria deve tradursi in responsabilità e azione»
Un messaggio è arrivato anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo il quale «Marcinelle è una tragedia italiana, ma anche profondamente europea».
«Da quel dolore maturò anche la consapevolezza che l'Europa dovesse essere non soltanto uno spazio economico, ma una comunità di diritti, solidarietà e tutela della persona», ha sottolineato Tajani.
Il ministro ha ricordato il lavoro svolto a Bruxelles per trasformare l'8 agosto nella Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro.
«La memoria deve tradursi in responsabilità e azione», ha affermato Tajani, indicando nella tutela della dignità del lavoro e nel rafforzamento della cultura della sicurezza gli impegni da assumere davanti alle vittime di Marcinelle.
La polemica sulla Cgil
Nel giorno delle commemorazioni non sono mancate però le polemiche politiche. Al centro dello scontro, un presunto gesto di contestazione da parte di alcuni rappresentanti della Cgil nei confronti del presidente del Senato Ignazio La Russa durante la cerimonia.
A denunciare l'episodio è stato Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo, secondo il quale alcuni rappresentanti del sindacato si sarebbero voltati di spalle mentre La Russa leggeva il messaggio del presidente Mattarella.
Fidanza ha definito il gesto «patetico e vergognoso», accusando i rappresentanti sindacali di una «totale mancanza di senso delle istituzioni».
Le parole di Fidanza sono state rilanciate anche dalla presidente del Consiglio Meloni, che ha parlato di un gesto «grave e vergognoso».
«Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro», ha dichiarato la premier.
Landini: «Fidanza ha preso un colpo di sole»
Immediata la replica del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, che ha respinto le accuse.
«Se un certo signor Fidanza, per far sapere che esiste, deve parlare male della Cgil, credo che – qui a Marcinelle oggi c'è il sole – abbia preso un colpo di sole», ha affermato Landini.
Il segretario generale della Cgil ha quindi ribadito: «La Cgil non si gira mai dall'altra parte in nessun momento, tantomeno nel rispetto del nostro presidente della Repubblica».
A settant'anni dalla tragedia, Marcinelle resta così un simbolo della storia dell'emigrazione italiana e, allo stesso tempo, un monito sulla necessità di garantire sicurezza, dignità e diritti a ogni lavoratore, affinché il sacrificio delle vittime non venga dimenticato.