Difterite, si allarga l’indagine a Palermo: almeno dieci familiari positivi al batterio


I contagiati, soprattutto minori, stanno bene perché vaccinati ma dovranno restare in isolamento. Intanto migliorano le condizioni del cuginetto di 4 anni ricoverato all’Ospedale dei Bambini

Palermo, 24 agosto 2026 – Si allarga l’indagine epidemiologica avviata dall’Asp di Palermo dopo la morte della piccola Anna Rosa Bartolotta, la bambina di quattro anni e mezzo deceduta il 20 agosto per sospetta difterite.

Sarebbero almeno dieci i tamponi risultati positivi alla difterite tra i familiari della bambina. Si tratta soprattutto di minori che, secondo quanto emerso, sono vaccinati e non presentano condizioni di salute preoccupanti. Nonostante l’assenza di sintomi significativi, dovranno però rimanere in isolamento.

L’Asp sta cercando di ricostruire la catena del contagio per individuare il cosiddetto paziente zero, ovvero la persona dalla quale sarebbe partita l’infezione, e identificare tutti i contatti avuti dalla bambina e successivamente dalle persone entrate in contatto con lei.

«Stiamo svolgendo diverse attività. Intanto l'indagine epidemiologica per risalire al paziente zero, cioè il soggetto che ha trasmesso la malattia, e tracciare tutti i contatti», ha spiegato Bruno Marsala, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Palermo.

Migliorano le condizioni del cuginetto

Intanto arrivano notizie positive sulle condizioni del cugino di Anna Rosa, un bambino di quattro anni, ricoverato all’Ospedale dei Bambini di Palermo dopo aver contratto la difterite.

Il piccolo è ricoverato in isolamento insieme ai genitori e le sue condizioni sarebbero in miglioramento. La famiglia ha inoltre ribadito che il bambino, a differenza della cuginetta deceduta, era vaccinato.

Dopo la morte della bambina, tutti i familiari sono stati sottoposti a chemioprofilassi antibiotica, mentre i fratellini sono stati vaccinati.

L’inchiesta della Procura

Parallelamente all’indagine sanitaria prosegue quella giudiziaria. La Procura sta accertando le circostanze della morte della bambina e ha iscritto nel registro degli indagati i familiari di Anna Rosa con l’ipotesi di omicidio colposo.

La vicenda ha riportato al centro dell’attenzione anche il tema della prevenzione e delle vaccinazioni, ma il parroco dello Zen, il quartiere palermitano dove vive la numerosa famiglia, invita a evitare semplificazioni.

«Qui non si può parlare di pregiudizio ideologico contro i vaccini, né di assenza di cura verso i figli, ma di persone che andrebbero solo seguite», ha spiegato il sacerdote, che ha incontrato i familiari della bambina.

La famiglia, ha aggiunto il parroco, è composta da persone «molto laboriose» e sta vivendo un dolore immenso per la perdita della piccola Anna Rosa.

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