Pavia, 22 agosto 2026 – Tragedia nel Pavese, dove un uomo di 85 anni è morto al Policlinico San Matteo di Pavia dopo aver contratto il virus West Nile, trasmesso dalla puntura di una zanzara infetta.
L’anziano, professore di matematica in pensione e residente a Sartirana, era ricoverato da alcuni giorni nel reparto di Malattie Infettive. Nonostante le cure ricevute, le sue condizioni si sono progressivamente aggravate fino al decesso.
In Lombardia, dall’inizio del 2026, sono stati segnalati 84 casi di West Nile, sei dei quali nella provincia di Pavia. Un dato che conferma la presenza del virus sul territorio e richiama l’attenzione soprattutto sulle persone più vulnerabili alle forme severe dell’infezione.
«Il West Nile non va assolutamente sottovalutato», aveva sottolineato nelle scorse settimane il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Milano, evidenziando i rischi associati alle manifestazioni più gravi della malattia.
Cos’è il virus West Nile
Il virus West Nile, o virus del Nilo Occidentale, appartiene alla famiglia dei Flaviviridae ed è un arbovirus trasmesso principalmente dalle zanzare del genere Culex. Il ciclo naturale del virus coinvolge soprattutto gli uccelli selvatici, che costituiscono il principale serbatoio, mentre le zanzare rappresentano i vettori dell’infezione.
L’uomo può contrarre il virus attraverso la puntura di una zanzara infetta. Il West Nile è stato identificato per la prima volta nel 1937 in Uganda.
Sintomi e forme più gravi
Nella maggior parte dei casi l’infezione decorre senza sintomi. Quando presenti, i disturbi possono comparire dopo un periodo di incubazione generalmente compreso tra 2 e 14 giorni e comprendere febbre, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari, nausea e vomito.
In una minoranza dei casi, tuttavia, l’infezione può evolvere in forme neurologiche gravi, tra cui encefalite e meningite, che possono avere esito fatale. Il rischio di sviluppare complicanze aumenta soprattutto nelle persone anziane e nei soggetti immunocompromessi.
La morte dell’85enne di Sartirana riporta quindi l’attenzione sulla circolazione del West Nile in Lombardia e sull’importanza della prevenzione, in particolare delle misure utili a ridurre l’esposizione alle punture di zanzara.
L’anziano, professore di matematica in pensione e residente a Sartirana, era ricoverato da alcuni giorni nel reparto di Malattie Infettive. Nonostante le cure ricevute, le sue condizioni si sono progressivamente aggravate fino al decesso.
In Lombardia, dall’inizio del 2026, sono stati segnalati 84 casi di West Nile, sei dei quali nella provincia di Pavia. Un dato che conferma la presenza del virus sul territorio e richiama l’attenzione soprattutto sulle persone più vulnerabili alle forme severe dell’infezione.
«Il West Nile non va assolutamente sottovalutato», aveva sottolineato nelle scorse settimane il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Milano, evidenziando i rischi associati alle manifestazioni più gravi della malattia.
Cos’è il virus West Nile
Il virus West Nile, o virus del Nilo Occidentale, appartiene alla famiglia dei Flaviviridae ed è un arbovirus trasmesso principalmente dalle zanzare del genere Culex. Il ciclo naturale del virus coinvolge soprattutto gli uccelli selvatici, che costituiscono il principale serbatoio, mentre le zanzare rappresentano i vettori dell’infezione.
L’uomo può contrarre il virus attraverso la puntura di una zanzara infetta. Il West Nile è stato identificato per la prima volta nel 1937 in Uganda.
Sintomi e forme più gravi
Nella maggior parte dei casi l’infezione decorre senza sintomi. Quando presenti, i disturbi possono comparire dopo un periodo di incubazione generalmente compreso tra 2 e 14 giorni e comprendere febbre, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari, nausea e vomito.
In una minoranza dei casi, tuttavia, l’infezione può evolvere in forme neurologiche gravi, tra cui encefalite e meningite, che possono avere esito fatale. Il rischio di sviluppare complicanze aumenta soprattutto nelle persone anziane e nei soggetti immunocompromessi.
La morte dell’85enne di Sartirana riporta quindi l’attenzione sulla circolazione del West Nile in Lombardia e sull’importanza della prevenzione, in particolare delle misure utili a ridurre l’esposizione alle punture di zanzara.
