Caserta, clochard pestato a morte per un debito di 50 euro: fermato un 40enne


CASERTA - Proseguono le indagini sulla morte di Guido Roviello, 62 anni, il clochard aggredito brutalmente in piazza Sant’Anna, a Caserta, e morto successivamente in ospedale. Per l’aggressione è stato fermato un uomo di 40 anni, di nazionalità romena, già sottoposto a fermo dalla Guardia di finanza.

Il gip ha convalidato il fermo e l’uomo è accusato di omicidio aggravato dai futili motivi. Secondo la ricostruzione degli investigatori, all’origine dell’aggressione ci sarebbe stato un debito di 50 euro non saldato.

Durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero, il 40enne avrebbe sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità.

Il pestaggio ripreso dalle telecamere

A ricostruire i momenti della violenza potrebbero contribuire anche alcune immagini delle telecamere di videosorveglianza diffuse nelle ultime ore. Nei filmati, secondo quanto emerso, Roviello sarebbe stato colpito violentemente fino a cadere a terra. L’aggressore avrebbe quindi continuato a colpirlo con calci alla testa e al torace.

Una violenza che non gli ha lasciato scampo. Il 62enne, dopo essere stato soccorso e trasportato in ospedale, è morto venerdì 21 agosto.

«Le immagini del pestaggio di Guido sono sconvolgenti, non c'è nulla di umano in una violenza simile», ha denunciato il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

«Massacrato sotto gli occhi dei presenti»

Roviello viveva a Maddaloni e frequentava la mensa della chiesa di Nostra Signora di Lourdes. Secondo quanto riferito da Borrelli, sarebbe stato «massacrato mentre era a terra, sotto gli occhi di altre persone» che, stando a quanto emerge, non sarebbero intervenute per fermare l'aggressione.

Il deputato ha puntato l'attenzione anche sulla presenza di persone che avrebbero assistito alla scena senza intervenire, definendo «sconvolgente la profonda indifferenza dei presenti».

La vicenda, secondo Borrelli, pone inoltre l'accento sulla necessità di rafforzare «i servizi sociali e le reti di assistenza per le persone fragili, per chi vive in strada e per chi rischia di rimanere completamente solo».

Intanto gli investigatori proseguono gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell'aggressione e chiarire ogni responsabilità nella morte del 62enne.

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