ROMA – L'Italia starebbe valutando la possibilità di sospendere temporaneamente gli accordi di Schengen nei confronti della Spagna, dopo il massiccio arrivo di migranti nell'enclave spagnola di Ceuta, in Nord Africa. La crisi ha provocato un duro confronto diplomatico tra Roma e Madrid, mentre sul territorio proseguono gli sbarchi e le operazioni di controllo.
Secondo le testimonianze raccolte sul posto, migliaia di migranti hanno raggiunto Ceuta a nuoto dalle coste marocchine. I residenti parlano di una situazione sempre più difficile.
«Ci sentiamo abbandonati, senza protezione. Migliaia di migranti sono in strada e vagano senza sapere dove andare», raccontano alcuni cittadini, che esprimono preoccupazione sia per la sicurezza sia per le condizioni dei migranti, molti dei quali sarebbero arrivati feriti dopo la traversata.
Le autorità spagnole non hanno ancora diffuso un bilancio ufficiale degli ingressi, mentre secondo la televisione pubblica Tve la colonna di persone dirette verso il confine avrebbe raggiunto i cinque chilometri.
Tajani: «Favorevole alla chiusura di Schengen con la Spagna»
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani si è espresso a favore della sospensione degli accordi di Schengen con Madrid.
«Sono favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna e ho piena fiducia nell'operato del ministro Piantedosi. L'immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale», ha dichiarato.
Tajani ha inoltre criticato la scelta del governo spagnolo di concedere la cittadinanza a centinaia di migliaia di immigrati irregolari, ritenendo che possa incentivare il traffico di esseri umani.
Madrid convoca l'ambasciatore italiano
Le dichiarazioni del ministro italiano hanno provocato l'immediata reazione del governo spagnolo.
Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha definito le parole di Tajani «indegne per un ministro degli Esteri di un Paese partner e amico» e ha annunciato la convocazione dell'ambasciatore italiano a Madrid.
Esercito mobilitato a Ceuta
Di fronte all'emergenza, il governo spagnolo ha disposto la mobilitazione dell'esercito in supporto alla Guardia Civil impegnata nei controlli lungo il confine con il Marocco.
Domani il presidente del governo Pedro Sánchez si recherà personalmente a Ceuta insieme al ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska per seguire da vicino l'evolversi della situazione.
Recuperati i corpi di nove migranti
Il bilancio umano della crisi continua ad aggravarsi.
Tra ieri e oggi la Guardia Civil e il Soccorso Marittimo hanno recuperato nove corpi senza vita di migranti che avevano tentato di raggiungere Ceuta a nuoto.
Secondo alcune organizzazioni non governative, almeno una ventina di persone risultano ancora disperse. Negli ultimi dodici mesi sarebbero circa 70 i migranti morti durante la traversata verso le enclave spagnole in Nord Africa.
Il Marocco usa lacrimogeni e cannoni ad acqua
Nel frattempo le autorità marocchine stanno cercando di fermare i flussi verso il confine utilizzando gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere le migliaia di persone radunate nei pressi di Castillejos, località vicina a Ceuta.
Molti migranti avrebbero raggiunto l'area dopo la diffusione sui social della falsa notizia secondo cui la frontiera fosse stata aperta.
L'Unione europea: «Pronti ad aiutare la Spagna»
La Commissione europea ha fatto sapere di seguire con attenzione l'evolversi della situazione.
Bruxelles ha ribadito la disponibilità a fornire ulteriore sostegno finanziario, tecnico e operativo alla Spagna, anche attraverso Frontex, sottolineando che la tutela delle frontiere esterne dell'Unione europea e il contrasto all'immigrazione irregolare restano priorità fondamentali.
Al momento non risultano decisioni ufficialmente adottate dall'Italia sulla sospensione di Schengen nei confronti della Spagna. L'ipotesi è oggetto di valutazione politica e di confronto istituzionale.
