Bologna, morto dopo il fermo al Pilastro: la Procura apre un procedimento per chiarire le cause del decesso


Iscritte sei persone nel registro “modello 45 bis”: coinvolti due poliziotti e quattro operatori sanitari. Nessun indagato, accertamenti in corso sull’intervento

BOLOGNA – “Aiuto, basta, basta”. Sono le parole pronunciate da Abderrahim Fakir, il 43enne di origini marocchine morto al quartiere Pilastro di Bologna dopo essere stato fermato dalla Polizia il 19 luglio. Le sue urla sono state registrate in un video circolato nelle ultime ore, che mostra alcune fasi dell’intervento.

Nelle immagini si vedono due agenti mentre bloccano l’uomo a terra, con il volto rivolto verso il basso, tentando di portargli le mani dietro la schiena per procedere all’ammanettamento. Intorno sono presenti anche due soccorritori. Dopo alcuni minuti Fakir sembra smettere di muoversi e perdere conoscenza, fino al successivo decesso.

Per chiarire la dinamica dell’accaduto e stabilire le cause della morte, la Procura di Bologna ha aperto un procedimento nel registro “modello 45 bis”, una sezione dedicata alle annotazioni preliminari relative a fatti che potrebbero essere riconducibili a un reato commesso in presenza di una possibile causa di giustificazione.

Nel registro sono state inserite complessivamente sei persone: quattro operatori dell’ambulanza e due agenti del commissariato Bolognina Pontevecchio. Al momento, precisa la Procura, non ci sono indagati.

Il procuratore capo di Bologna Paolo Guido ha spiegato che l’iscrizione del procedimento è avvenuta “all’esito dell’esame dei primi atti e della documentazione video acquisita anche attraverso gli apparati in uso alle forze di polizia”.

Gli accertamenti, ha aggiunto il procuratore, riguarderanno “l’intero sviluppo dei fatti”, che sarebbe “di più ampia estensione temporale rispetto al video fino ad ora diffuso in rete”, comprendendo sia l’intervento delle forze dell’ordine sia quello del personale sanitario.

La Questura di Bologna aveva già comunicato che le immagini registrate dalle bodycam degli agenti intervenuti sarebbero state messe immediatamente a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La segnalazione al 118: ipotesi di crisi psichiatrica

Dai primi accertamenti della Procura emerge inoltre che, al momento della richiesta di intervento al 118, gli agenti avrebbero segnalato la presenza di una persona in una possibile crisi psichiatrica.

Secondo una prima ricostruzione, la Polizia sarebbe stata chiamata dopo alcune segnalazioni dei residenti riguardanti Fakir, che avrebbe manifestato comportamenti agitati e avrebbe avuto un alterco con il conducente di un’auto impegnato a entrare in un garage vicino al luogo dove si è poi verificato il decesso.

Le indagini proseguiranno per ricostruire ogni fase dell’intervento, valutare le modalità del fermo e accertare eventuali responsabilità, sulla base dei filmati disponibili, delle testimonianze e degli accertamenti medico-legali.

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