Medio Oriente, nuovi raid tra Israele e Iran: si riaccende la tensione nonostante gli appelli alla de-escalation


Tel Aviv – Nella notte si è registrata una nuova escalation militare tra Israele e Iran, con attacchi incrociati che rischiano di compromettere ulteriormente la fragile tregua in vigore dall’8 aprile.

Secondo quanto annunciato dalle autorità israeliane, l’aviazione avrebbe colpito obiettivi militari in territorio iraniano, in risposta al lancio di missili provenienti da Teheran avvenuto nella serata di domenica. L’attacco iraniano, composto da 11 missili, sarebbe stato intercettato senza causare vittime.

Fonti militari israeliane riferiscono che i raid abbiano interessato aree dell’Iran occidentale e centrale, con l’obiettivo di neutralizzare infrastrutture considerate strategiche.

L’intervento diplomatico degli Stati Uniti

La nuova ondata di attacchi arriva nonostante le pressioni diplomatiche degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump, secondo quanto riportato, avrebbe avuto un colloquio telefonico – non confermato ufficialmente dalla Casa Bianca – con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, invitandolo alla prudenza e a evitare ulteriori rappresaglie.

Nel frattempo, Teheran ha accusato Washington di corresponsabilità nell’escalation, sostenendo che gli Stati Uniti avrebbero una “responsabilità diretta” per eventuali violazioni del cessate il fuoco.

Una tregua sempre più fragile

Le tensioni si inseriscono in un contesto già instabile, aggravato dai precedenti attacchi israeliani su Beirut e dalla risposta iraniana. Secondo la televisione di Stato iraniana, le esplosioni avvertite nella notte avrebbero interessato diverse città, tra cui la capitale Teheran.

La sequenza di attacchi e ritorsioni sta progressivamente erodendo la tenuta dell’accordo di cessate il fuoco, mentre la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione il rischio di un allargamento del conflitto.

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