Milano - Giornata difficile per i mercati azionari europei, condizionati dalle forti vendite sui listini asiatici, in particolare sui titoli legati all’alta tecnologia, ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale.
Piazza Affari è la peggiore tra le principali Borse del Vecchio Continente, con il Ftse Mib che lascia sul terreno l’1,44%. Perdite anche per Francoforte, in calo dell’1,01%, Parigi che arretra dello 0,64% e Londra che riesce a contenere il ribasso allo 0,15%.
Sotto pressione anche Wall Street in avvio di seduta, con il settore tecnologico ancora penalizzato. Il listino americano ha poi tentato un recupero parziale: il Dow Jones sale dello 0,15% a 51.786,54 punti, mentre il Nasdaq perde l’1,22% a 25.843,92 punti e lo S&P 500 arretra dello 0,75% a 7.416,28 punti.
Tra i titoli più colpiti figurano i grandi nomi della tecnologia: Nvidia cede il 2,9%, mentre SpaceX scende sotto il prezzo dell’Ipo dopo le recenti vendite sul comparto.
Crollano le Borse asiatiche
A innescare la pressione sui mercati globali sono stati soprattutto i ribassi delle Borse asiatiche e dell’area del Pacifico, dove il comparto dei chip ha subito pesanti perdite dopo il calo registrato dai tecnologici a Wall Street.
La Borsa di Seul ha chiuso con un crollo del 9,99%, con l’indice Kospi sceso a 8.203 punti, trascinato al ribasso dai colossi dei semiconduttori. Anche Tokyo ha terminato la seduta in forte perdita: il Nikkei ha ceduto il 3,54%, attestandosi a 69.388 punti.
Il sell-off ha coinvolto in particolare i produttori di chip e le aziende legate alla filiera dell’intelligenza artificiale, alimentando i timori degli investitori su possibili valutazioni troppo elevate del settore dopo la lunga fase di crescita dei titoli tecnologici.
La correzione del comparto tech si è così propagata rapidamente ai mercati internazionali, mettendo sotto pressione le principali piazze finanziarie europee e americane.
