Migranti, sale la tensione in Europa: Germania pronta a riattivare i trasferimenti verso l’Italia


Berlino richiama le regole di Dublino con il nuovo Patto Ue. Il Viminale: “Nessun dublinante da riprendere dalla Germania”. Allarme per un possibile nuovo assalto a Ceuta. Italia e Spagna mantengono i controlli alle frontiere

Sale la tensione sul fronte migratorio europeo, mentre prosegue lo scontro tra Italia e Spagna sulla gestione delle frontiere interne dell’area Schengen. A riaccendere il confronto è la Germania, che ha annunciato la volontà di dare nuovamente attuazione ai trasferimenti dei cosiddetti “dublinanti” verso i Paesi di primo ingresso, tra cui Italia e Grecia.

Il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, entrato in vigore il 12 giugno, interviene anche sulla gestione dei movimenti secondari dei richiedenti asilo. Berlino ha sottolineato che il funzionamento del sistema di Dublino rappresenta una condizione essenziale per il sistema europeo comune di asilo e si aspetta quindi la ripresa dei trasferimenti verso Italia e Grecia.

La posizione tedesca ha immediatamente suscitato la reazione del Viminale, che ha chiarito: “Nessun dublinante da riprendere dalla Germania”.

Si tratta di una questione che rischia di creare nuove tensioni nei rapporti tra il governo italiano e quello tedesco, dopo il riassetto delle politiche migratorie europee. I trasferimenti verso l’Italia, secondo quanto riferito da Berlino, erano sostanzialmente fermi dal 2022.

L’allarme su Ceuta

A rendere ancora più delicato il quadro è l’allarme relativo a un possibile nuovo tentativo di ingresso di massa a Ceuta, l’enclave spagnola in territorio nordafricano.

Secondo le informazioni raccolte dai servizi di intelligence, nei prossimi giorni potrebbe verificarsi un “blitz coordinato” con un numero molto elevato di persone intenzionate a raggiungere il territorio europeo. Le stime riportate parlano di un possibile afflusso fino a 50mila persone nell’arco di 48 ore.

Il governo spagnolo ha già rafforzato il dispositivo di sicurezza attorno a Ceuta e Melilla, con militari, forze di polizia e Guardia Civil. Nel frattempo continua il drammatico bilancio delle persone morte nel tentativo di raggiungere l’Europa a nuoto.

Secondo i dati disponibili, sarebbero 142 i corpi recuperati dopo gli episodi avvenuti alla fine di luglio. Molte delle vittime non sono ancora state identificate. La Guardia Civil ha predisposto un ufficio incaricato di incrociare le denunce dei familiari con i dati disponibili e facilitare il riconoscimento attraverso campioni biologici. Almeno 19 famiglie avrebbero già presentato richiesta per poter identificare i propri cari.

Tajani: “Il rischio terrorismo non può essere sottovalutato”

Sul fronte italiano, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che il rischio legato al terrorismo non può essere sottovalutato e ha confermato che fino al 15 agosto Roma non intende modificare la decisione di sospendere temporaneamente l’applicazione di Schengen nei confronti della Spagna.

La questione migratoria si intreccia dunque con quella della sicurezza, in un momento particolarmente delicato per le rotte del Mediterraneo.

Italia e Spagna, controlli alle frontiere

Nel frattempo Madrid ha ufficializzato la decisione di reintrodurre per 30 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime per i passeggeri provenienti dall’Italia, in risposta alla misura adottata da Roma il primo agosto.

Nel primo giorno di applicazione dei controlli, durante l’esodo estivo, la polizia spagnola ha verificato i documenti di 199 viaggiatori provenienti da Paesi terzi, arrivati con 12 voli dall’Italia negli aeroporti di Madrid, Barcellona, Siviglia, Bilbao, Alicante e Valencia.

Il provvedimento spagnolo resterà in vigore fino al 7 settembre, anche se Madrid ha precisato che sarà sottoposto a valutazione costante e potrà essere revocato anticipatamente qualora venissero meno le condizioni che ne hanno determinato l’adozione.

Nel decreto viene indicata una “grave, reale e attuale minaccia all’ordine pubblico e alla sicurezza interna”, collegata alla pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale e al rischio di movimenti secondari dall’Italia verso altri Paesi dell’area Schengen.

Meloni e Frederiksen: “No all’immigrazione incontrollata”

Nel pieno della nuova tensione europea, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen hanno pubblicato insieme un messaggio sui social per chiedere all’Europa di contrastare quella che definiscono “immigrazione incontrollata”, sottolineandone gli effetti sulle società europee.

Il tema migratorio torna così al centro dell’agenda dell’Unione europea, tra la necessità di applicare le nuove regole comuni, le richieste dei Paesi di primo ingresso e le pressioni degli Stati di seconda destinazione per una maggiore condivisione della responsabilità nella gestione delle richieste di asilo.

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