Decreto Sicurezza, via libera alla fiducia tra tensioni in Aula: il governo prepara una correzione ad hoc sulle norme sui rimpatri volontari


Roma - Il governo ha trovato una soluzione per superare le criticità sollevate dal Quirinale sul decreto Sicurezza, in particolare sulla norma che introduce un incentivo per avvocati, mediatori e associazioni impegnati nelle pratiche di rimpatrio volontario dei migranti, anche nei casi in cui la procedura non vada a buon fine.

La misura sarà mantenuta nel testo in discussione alla Camera, dove il governo ha posto la fiducia. Il voto è atteso tra domani e venerdì 24 aprile, mentre subito dopo l’approvazione il provvedimento sarà corretto attraverso un decreto legge ad hoc, che recepirà i rilievi tecnici arrivati dal Colle e le osservazioni degli operatori del settore. “Stiamo raccogliendo i rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati, li trasformeremo in un provvedimento ad hoc, la norma rimane perché è di assoluto buonsenso”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Le tensioni in Aula

La discussione parlamentare si è svolta in un clima acceso fin dall’apertura dei lavori. Le opposizioni hanno denunciato uno “scontro istituzionale” sul decreto, con la capogruppo del Pd Chiara Braga che ha parlato di una questione non “banalizzabile”. Sulla stessa linea il segretario di +Europa Riccardo Magi, mentre per Avs Marco Grimaldi i rilievi del Quirinale “sono stati molto chiari”.

Dopo nove interventi su 29 previsti, la Camera ha approvato la chiusura della discussione generale su richiesta di Fratelli d’Italia. La decisione ha alimentato nuove polemiche: il deputato M5S Alfonso Colucci ha contestato la scelta, parlando di mancanza di adeguato esame in commissione, mentre il dem Iv Roberto Giachetti ha invece sostenuto la chiusura, attaccando le proteste dell’opposizione.

L’intervento del ministro Piantedosi

Sul nodo dei rimpatri volontari è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha ricordato come lo strumento sia già previsto dall’ordinamento italiano in attuazione di norme europee da oltre dieci anni. “Abbiamo preso atto di alcune sensibilità espresse su un punto specifico della norma e ci predisponiamo a una sua correzione”, ha spiegato.

Proteste e tensioni parlamentari

La seduta è stata ulteriormente segnata da momenti di forte tensione: i deputati delle opposizioni hanno occupato simbolicamente i banchi del governo durante una votazione sulle pregiudiziali, provocando l’intervento del presidente di turno Fabio Rampelli, che ha richiamato l’ordine fino a sospendere temporaneamente i lavori ed espellere un deputato del Pd.

Il decreto Sicurezza si avvia quindi verso il voto finale alla Camera, ma resta al centro di uno scontro politico e istituzionale che promette ulteriori sviluppi nelle prossime ore.

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