Medio Oriente, escalation senza precedenti: missili iraniani su Israele e nel Golfo


Prosegue l’operazione congiunta avviata da Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano. Nei bombardamenti delle ultime ore è stata uccisa la Guida suprema Ali Khamenei, figura centrale del sistema politico e religioso della Repubblica Islamica. Restano invece incerte le sorti dell’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad.

I Pasdaran hanno annunciato una risposta definita “la più feroce della storia” contro Israele e le basi statunitensi nella regione. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato: “Se l’Iran colpirà duro, reagiremo con una forza mai vista prima”, aggiungendo che l’operazione militare “durerà quattro settimane o meno”.

Missili su Israele e nel Golfo

Missili iraniani sono stati lanciati contro Tel Aviv e contro obiettivi militari statunitensi nel Golfo, tra cui Doha, Manama e Kuwait City.

Negli Emirati Arabi Uniti, Dubai è stata colpita con danni a un edificio sull’isola artificiale di Palm Jumeirah e all’aeroporto internazionale. In Karachi, nove persone sono morte nel tentativo di assalto al consolato statunitense.

Nel frattempo, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha annunciato il rientro in Italia con un volo militare, senza la famiglia rimasta negli Emirati a causa della sospensione dei collegamenti civili.

Chiuso lo Stretto di Hormuz, timori per il petrolio

È stato chiuso lo Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale. La decisione rischia di avere pesanti ripercussioni sui mercati energetici internazionali e sulla stabilità economica globale.

Sul piano politico, Reza Pahlavi, figlio dello scià deposto, ha ringraziato il presidente americano per l’operazione, affermando che “l’ora della liberazione è vicina”. Tuttavia, mentre una parte della popolazione iraniana festeggia la caduta della Guida suprema, migliaia di persone sono scese in piazza in segno di lutto, scandendo slogan contro Israele e gli Stati Uniti.

La situazione resta altamente fluida e imprevedibile, con il rischio concreto di un conflitto regionale esteso e di gravi ripercussioni geopolitiche ed economiche su scala globale.

Posta un commento

0 Commenti