Roma - Le forze armate statunitensi, con il supporto del Regno Unito, hanno intercettato e sequestrato in alto mare la petroliera Marinera, precedentemente nota come Bella 1, diretta verso la Russia. L’operazione rientra in un più ampio sforzo internazionale volto a contrastare l’elusione delle sanzioni economiche.
A confermarlo è stato il ministro britannico della Difesa, John Healey, che ha sottolineato il contributo delle Forze armate del Regno Unito al successo dell’intercettazione. Secondo Healey, la nave aveva una “storia nefasta” ed era parte di una rete russo-iraniana impegnata ad aggirare le sanzioni internazionali, alimentando conflitti, terrorismo e instabilità dal Medio Oriente all’Ucraina.
Parallelamente, il Comando Meridionale degli Stati Uniti ha annunciato il sequestro di un’altra petroliera, la M/T Sophia, legata al Venezuela. L’imbarcazione operava in acque internazionali nel Mar dei Caraibi ed è accusata di svolgere attività illecite riconducibili al traffico di greggio soggetto a sanzioni.
Dura la reazione di Mosca. Il ministero dei Trasporti russo ha denunciato l’abbordaggio della Marinera come una violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, sostenendo che l’intervento delle forze americane in acque internazionali sarebbe illegittimo.
Sul fronte venezuelano, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha illustrato al Congresso un piano in tre fasi per il “dopo Maduro”. La prima fase, ha spiegato, sarà dedicata alla stabilizzazione del Paese per evitare il rischio di un collasso e del caos istituzionale.
Le operazioni segnano un ulteriore inasprimento della strategia statunitense contro le reti internazionali accusate di aggirare le sanzioni e rischiano di alimentare nuove tensioni diplomatiche sullo scacchiere globale.
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