Quel 'pasticciaccio' al Quirinale

di NICOLA ZUCCARO - Roma, Palazzo del Quirinale. Sono da poco passate le ore 17.21 di martedì 29 maggio 2018 quando un improvviso quanto inspiegabile brusio si leva dal pavimento dello Studio della Vetrata, tanto da catturare l'attenzione delle dirette televisive impegnate nel seguire l'evolversi della situazione inerente la formazione del nuovo governo. 

Si diffonde la voce secondo la quale il premier incaricato Carlo Cottarelli avrebbe lasciato lo studio presidenziale, uscendo da un ingresso secondario. L'indiscrezione, sin da subito abbinata ad una possibile rinuncia dell'incarico da parte dell'economista milanese, verrà smentita qualche minuto dopo da Giovanni Grasso.

Il consigliere per l'informazione del presidente, pur attorniato dai cronisti, riuscirà a impugnare un microfono faticosamente recuperato per aggiornare sull'esito dell'incontro Mattarella-Cottarelli, e soprattutto, per smentire la rinuncia dell'ex Commissario per la spending review nel proseguire una missione che a conti fatti (per la larga minoranza annunciata da alcune forze politiche, in vista del voto di fiducia alle Camere) si prevede essere impossibile.

Ma, al di là dell'esito finale di quest'ultima, il 29 maggio 2018 è stato consegnato alle teche italiane un filmato di repertorio mai visto in uno dei santuari istituzionali (lo Studio della Vetrata) e sintomatico del clima di tensione e di confusione che ha colto impreparata l'organizzazione e la comunicazione della presidenza della Repubblica.

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