Attacco nella notte di Usa, Gb e Francia al regime di Damasco. Mosca, 'ci saranno conseguenze'

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"Ho ordinato l'attacco" contro il contro il regime di Assad. L'annuncio choc del presidente statunitense Donald Trump è giunto alle 21 di Washington (le 3 di notte in Italia) dalla Casa Bianca mentre i missili stavano già colpendo impianti collegati alla produzione di armi chimiche, compreso un centro di ricerca a Damasco.

L'operazione è stata portata avanti "congiuntamente" con Francia e Regno Unito contro "obiettivi mirati", a Homs e nella capitale: non per rovesciare il regime ma per inviare un chiaro messaggio al presidente siriano Bashar al Assad, reo di aver usato il gas nervino contro la sua gente. "La sorte di Assad e' nelle mani del popolo siriano", ha spiegato Trump mentre il Pentagono ha precisato che sono state volutamente evitate le basi russe in Siria e minimizzati i rischi per i civili. 

Poco dopo che il presidente Usa ha finito il suo discorso, sono state segnalate esplosioni a Damasco e sui social media sono rimbalzati video e foto dei missili in arrivo. La tv di stato siriana ha fatto sapere che il regime stava rispondendo "all'aggressione" ma il ministro della Difesa Usa, James Mattis, ha escluso vittime tra gli americani. Dura la risposta di Mosca che, tramite l'ambasciatore a Washington, Anatoly Antonov, ha definito l'attacco un "inammissibile" schiaffo al presidente Vladimir Putin che "non restera' senza conseguenze".

DAMASCO CONDANNA AGGRESSIONE: "BRUTALE E BARBARICA" - Il ministero degli Esteri siriano ha definito "un'aggressione barbara e brutale" l'attacco di Stati Uniti, la Francia, la Gran Bretagna contro installazioni militari, condotto nella notte. Con un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa statale SANA, il regime ha aggiunto che gli attacchi puntano a ostacolare l'inchiesta dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche a Duma. L'attacco "mira a ostacolare il lavoro della missione e precludere i suoi risultati", dice la nota citando una fonte del ministero degli Esteri siriano.

NATO SOSTIENE ATTACCO - La Nato sostiene l'attacco di Usa, Gran Bretagna e Francia contro i siti di armi chimiche del regime siriano. Lo dichiara il segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg in una nota. L'azione di stanotte "ridurrà la capacità del regime di condurre ulteriori attacchi contro il popolo siriano con armi chimiche", aggiunge Stoltenberg, ribadendo come sia "inaccettabile" l'utilizzo dei gas.

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GENTILONI IN CONTATTO CON I VERTICI MILITARI - Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato costantemente informato questa notte degli sviluppi degli attacchi militari in Siria, mantenendosi in contatto con i ministri Esteri e Difesa e con i vertici militari. Nelle prossime ore e' prevista una sua dichiarazione presso la Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi.

Poche ore prima il ministero della Difesa russo aveva affermato di avere la prova di un coinvolgimento diretto della Gran Bretagna nell'organizzazione della "provocazione" del presunto attacco chimico nella Ghuta. E il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov aveva dichiarato: "Abbiamo dati inconfutabili" sul fatto che l'attacco chimico di Duma, in Siria, è stato organizzato". "I servizi speciali di un paese, che ora sta cercando di essere nelle prime file della campagna russofoba, sono stati coinvolti in questa messa in scena", ha aggiunto il reponsabile della diplomazia del Cremlino.

CHIAMATA TRA PUTIN E MACRON - Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo francese Emmanuel Macron hanno avuto ieri una telefonata. Alla domanda se i due leader avessero discusso della situazione in Siria, ha detto: "sì, la conversazione ha toccato questo argomento". Vladimir Putin ed Emmanuel Macron nel corso della loro telefonata hanno deciso di dare mandato ai rispettivi ministri della Difesa e degli Esteri di mantenere uno "stretto contatto" per una "de-escalation" della situazione in Siria. Lo fa sapere il Cremlino. Entrambi i leader hanno poi espresso "soddisfazione" per l'arrivo degli esperti dell'Opac a Damasco. Putin ha sottolineato che serve un'indagine "oggettiva" prima della fine della quale conviene evitare "accuse infondate" contro "chiunque".

"Abbiamo la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche in Siria da parte del regime": ha detto ieri il presidente francese, Emmanuel Macron, intervistato in diretta da TF1. E sempre ieri Angela Merkel ha escluso una partecipazione tedesca ad un intervento militare in Siria. Lo ha detto in conferenza stampa con il premier danese.

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