Renzi: "No alla proposta del Pd sulla legge elettorale"

ROMA - "Non ho detto che ci sarà una proposta del Pd per cambiare l’Italicum. Per me è un’ottima legge elettorale. Siccome però c’è questo dibattito, che rispetto anche se lo giudico sbagliato, uno non può pensare di avere la verità in tasca" ha dichiarato il premier Matteo Renzi, ospite a Radio Popolare.

"Il Pd è pronto non a presentare un’altra proposta di legge elettorale, anche perché a forza di presentarne una alla settimana tutti gli altri si mettono a dire di no e fare le pulci ai singoli punti. L’iniziativa che noi possiamo prendere non è una nuova legge elettorale, ma dare una disponibilità vera, sostanziale, puntuale ad andare a vedere le carte. Vediamo se sono davvero disponibili a cambiare la legge e in che forma. La legge elettorale e' meno importante della riforma costituzionale, per cui se serve cambiarla si cambia. Ma non decido io a cosa dire di si' e di no. E' una scelta che fa il Parlamento. Ma non si dica che la legge elettorale vigente, che e' simile a quella per i sindaci, e' antidemocratica. Non c'e' un solo cittadino in Italia che pensa che la legge elettorale abbia questa importanza. E' importante per i politici. Tutta la discussione sulla legge elettorale nasce dalla comprensibile esigenza della classe dirigente di capire quale futuro gli si prospetta. Quanto alla riforma costituzionale, se Berlusconi avesse vinto le elezioni del '96, avrebbe avuto la possibilità di eleggersi il capo dello Stato da solo, perchè la Costituzione vigente prevede che dal quarto scrutinio a maggioranza semplice si vota il presidente della Repubblica. Noi abbiamo alzato questo quorum al 60% per evitare che la maggioranza da sola possa decidere. Quindi checchè ne abbiano detto i grandi campioni del No, questa prima regola del gioco e di garanzia viene rafforzata e non indebolita dalla riforma. Quindi non cambia nulla per i poteri del premier, cambiavano con la riforma di D'Alerma e di Berlusconi: io non propongo di ridurre il ruolo della democrazia in Italia, ma il numero dei parlamentari. La fiducia sulla riforma costituzionale non l'abbiamo mai messa, perchè pensiamo che la materia non possa avere il voto di fiducia. Il Senato diventa il luogo in cui i cittadini fanno sentire la voce del loro territorio. Non capisco come si possa definire un Senato dove vanno i sindaci, un luogo delle lobby. Chi vota No si tiene questo Parlamento e questo modello per altri 20 anni. Se vince il Sì si riducono i parlamentari, altrimenti poi si tornerà a dire come si fa a ridurli se i cittadini hanno votato no? Gli indecisi saranno decisivi, per questo bisogna parlare del merito".

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