«Noi stiamo procedendo come da programma. La spending review va avanti al pari del piano triennale di riduzione della pressione fiscale». Lo afferma Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico, in un'intervista a La Repubblica, rispondendo alle osservazioni del commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, che dalle colonne dello stesso quotidiano aveva chiesto al governo italiano di compensare il taglio delle tasse con una corrispondente riduzione della spesa.
Alla domanda se confermi che dai tagli alla spesa pubblica arriveranno 10 miliardi di euro, la Guidi risponde così: «Penso di sì. Ci sono molti sprechi da tagliare, c’è molta spesa pubblica improduttiva, c’è da lavorare molto per rendere efficiente la macchina burocratica». Il ministro comunque chiarisce che «non sono tagli lineari. Ci sono target di riduzione della spesa e ciascun ministero, e non per tutti è uguale, decide liberamente come realizzarli. È il metodo che abbiamo già adottato lo scorso anno e che stiamo confermando in questo».
Quanto al piano di riduzione delle tasse, per la Guidi «si è già fatto molto con la precedente legge di Stabilità. In questa, peraltro, proseguiremo anticipando una parte della riduzione dell’Ires, ma sappiamo pure che se c’è un fattore che si muove a fatica in questa fase di ripresa è quello dei consumi. Dunque tagliare la Tasi sulla prima casa vuol dire lasciare più soldi nelle tasche degli italiani e dare indirettamente un impulso alla domanda interna».
E alla domanda se ritiene che debba essere riconfermata la decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato, risponde: «Penso di sì. Non decido io. In ogni caso penso che si debba operare su più piani. Questa è la filosofia con cui stiamo governando questa fase di ripresa dell’economia: gli 80 euro, l’eliminazione del costo del lavoro dall’Irap, il Jobs act, la cosiddetta Guidi-Padoan che incentiva gli investimenti in beni strumentali. Si deve venire incontro a una moltitudine di esigenze».
