Renzi: "Ue torni ad essere casa di sviluppo e non delle statistiche"

ROMA. "Dopo la fase della crisi greca, dobbiamo vedere come inizia la nuova fase in Europa. Ci sono stati i primi segnali, come il piano Junker, ma sono ancora molto timidi". A dichiararlo il premier Matteo Renzi, in conferenza stampa con il primo ministro della Repubblica d’Irlanda Enda Kenny.

"L'Italia ha messo in fila una serie di riforme; per anni si è considerata l'Europa il luogo dove andare a prendere la lezioncina su quelle da fare. Nel giro di un anno - ha aggiunto - abbiamo cambiato il mercato de lavoro, data stabilità al sistema di voto, fatto un investimento sulla scuola e spero di chiudere la riforma della P.A a breve, ridotto le tasse sul lavoro. Quindi le riforme a casa nostra le stiamo facendo. Una volta fatte, possiamo dire o no che un'Europa che si basa solo su parametri non esiste? Ecco su cosa si deve discutere nei prossimi mesi. Una volta che si sarà chiusa la fase greca, rimane in piedi il tema del rapporto fra crescita e austerity e vogliamo l'Europa che torni a essere la casa dello sviluppo e non delle statistiche", ha chiosato Renzi.

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