Boschi: "Maggioranza schiacciante: la prossima riforma sarà sul conflitto d'interessi"

ROMA. La prossima riforma del governo? «Il conflitto di interessi, lo porteremo in Aula già nelle prossime settimane, se tanti dei nostri ex leader ed ex premier avessero messo lo stesso impegno o la stessa tenacia che hanno messo nelle scorse settimane sui dettagli dell’Italicum non toccherebbe a noi e avremmo già una legge». Lo afferma Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento, in un'intervista al Corriere della Sera in edicola oggi.

Tornando sull'Italicum, il ministro spiega che con il nuovo sistema «cambia molto. Col ballottaggio avremo un vincitore certo. Con il premio alla lista non saranno più coalizioni litigiose e si impone ai partiti una riflessione sul loro ruolo - aggiunge -. E poi per la prima volta ci sono norme che favoriscono la parità di genere. Un grande passo in avanti per l’Italia. Ma come sta segnalando in queste ore la stampa estera è un elemento di distinzione in tutta Europa. Nel Regno Unito le elezioni sono incerte ed è improbabile un governo monocolore. In Spagna addirittura si è iniziato a discutere di una modifica della legge elettorale partendo proprio dalle novità dell’Italicum. Ci prendevano in giro quando dicevamo che ci avrebbero copiato, che poteva diventare un modello per altri Paesi; e invece...».

E sulle divisioni interne al Pd, sfociate nell'addio di Civati al partito, la Boschi sottolinea: «Il Parlamento ha votato questa legge elettorale esprimendo in prima lettura la maggioranza assoluta. Nel Pd il 90 per cento del gruppo parlamentare si è espresso a favore. Dopo anni di immobilismo mi sembra un grande risultato. Abbiamo discusso per 14 mesi poi abbiamo deciso. A me sembra un indice di serietà e compattezza».

Rischio scissione? «No. Noi non la vogliamo, la stessa minoranza non la vuole. E non la vogliono gli italiani che sono stanchi delle polemiche e non sentono il bisogno di nuovi piccoli partiti». Secondo la Boschi «questa legislatura ha numeri che non sono ballerini. La forbice tra maggioranza e opposizione si è allargata. La maggioranza è schiacciante. Questo non significa che non si possa aprire una discussione di merito sulle riforme costituzionali. Il superamento del bicameralismo paritario e la revisione del titolo V della Costituzione sono obiettivi storici: il testo non è blindato anche se una maggioranza pronta a votare il disegno di legge uscito dalla Camera c’è già».

Sulle riforme «siamo pronti a un confronto vero, su varie ipotesi, dal sistema delle garanzie a modelli diversi d’elezione, per esempio il modello simil Bundesrat, sino all’equilibrio dei poteri», prosegue il ministro che passando al tema della "Buona Scuola" afferma: «A me pare una buona riforma, dopo una consultazione lunga mesi. Nessuno ha la pretesa di dire che la legge è perfetta. Affermiamo l’autonomia, mettiamo 3 miliardi in più dopo anni di tagli, coinvolgiamo di più studenti e famiglie, inseriamo l’alternanza scuola-lavoro sul modello tedesco, introduciamo la valutazione degli insegnanti legata al merito, una cosa che è stata chiesta dagli stessi docenti, incentiviamo arte, musica e inglese. Naturalmente tutto è migliorabile».

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