ROMA. Anche la First Lady Michelle Obama ha aderito all'appello internazionale per la liberazione delle oltre 200 ragazze nigeriane rapite dal gruppo terrorista Boko Haram.
"Le nostre preghiere sono per le ragazze scomparse e le loro famiglie. E' ora di riportarle a casa" ha scritto Michelle Obama sul profilo Twitter, accompagnando il cinguettio a una sua foto in cui regge un cartello con la scritta: "Portiamo a casa le nostre ragazze", con l'hashtag #BringBackOurGirls.
"Le nostre preghiere sono per le ragazze scomparse e le loro famiglie. E' ora di riportarle a casa" ha scritto Michelle Obama sul profilo Twitter, accompagnando il cinguettio a una sua foto in cui regge un cartello con la scritta: "Portiamo a casa le nostre ragazze", con l'hashtag #BringBackOurGirls.
Ma come sono avvenuti i fatti? Il gruppo terrorista Boko Haram, fortemente contrario a qualsiasi influenza occidentale, il 14 aprile scorso ha rapito oltre 200 ragazze dalla scuola Chibok high school che frequentavano nello stato del Borno, in Nigeria. "Le venderemo al mercato nel nome di Allah", è la loro rivendicazione. L'intenzione è di farle sposare per forza o farne delle schiave.
