Letta-Renzi, verso duello finale. Il premier: "Non vengo in Direzione"

ROMA. Il premier non parteciperà ai lavori della Direzione Pd. Lo annuncia lo stesso Letta. "Carissimi - scrive - penso che, in una giornata importante come questa, sia fondamentale che la discussione si sviluppi, e le decisioni conseguenti siano assunte, con la massima serenità e trasparenza. Per questo preferisco aspettare a P.Chigi le determinazioni che verranno prese, in modo che tutti in Direzione si sentano liberi di esprimere valutazioni ed esplicitare le decisioni che ritengono opportune".
Ci sarà una vera e propria resa dei conti alla Direzione del Pd che oggi pomeriggio dovrà mettere fine al braccio di ferro in atto tra Enrico Letta e Matteo Renzi. Il segretario Pd è certo che il partito è compatto dalla sua parte e che alla fine il premier di dimetterà, senza un voto di sfiducia, durante la Direzione stessa o addirittura in Parlamento.
Il sindaco di Firenze opta per la linea soft, nessuna provocazioni a Letta: toni pacati, infatti, per l'unica dichiarazione ufficiale arrivata nella giornata convulsa di mercoledì e affidata al portavoce della segreteria Lorenzo Guerini: "In Direzione non ci sarà nessun duello. Il contributo offerto dal premier sarà oggetto di una discussione responsabile e approfondita, così come sarà fatto per quanto riguarda l'operato del governo"; Renzi, da parte sua, ha rinviato all'appuntamento di giovedì qualsiasi commento.
Tuttavia Letta sembra davvero escludere passi indietro. Vuole andare avanti alla guida del governo, tanto che ha annunciato il nuovo patto di coalizione , ribattezzato Impegno Italia senza scadenze, e ha detto chiaramente: "Le dimissioni non si danno per dicerie e giochi di palazzo. Chi vuole venire al mio posto deve dire cosa vuole fare. Si gioca a carte scoperte".
In mattinata però Enrico Letta ha ricevuto a Palazzo Chigi il portavoce della segreteria del Pd Lorenzo Guerini e i capigruppo dei democratici in Parlamento, il deputato Roberto Speranza e il senatore Luigi Zanda. Forse un tentativo di mediazione in extremis prima dell'appuntamento decisivo, la Direzione del Pd, che sarà alle 15, pubblica e trasmessa in diretta streaming. Secondo fonti parlamentari Renzi avrebbe offerto al premier il ministero dell'Economia in cambio di un suo passo indietro. A stretto giro però è arrivata la smentita da parte dell'ufficio stampa del Partito democratico: "Non è stata fatta alcuna offerta di posizione o dicastero al premier", si legge in una nota.

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