Governo: Renzi incaricato premier

ROMA. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito a Matteo Renzi l'incarico di formare il nuovo governo. Renzi ha accettato con riserva, come da formula.
"Ho accettato con riserva - ha detto Renzi - con la responsabilità e il senso dell'importanza e rilevanza della sfida e ho assicurato che metteremo tutto l'impegno in questa difficile situazione. E' fondamentale che le forze politiche di maggioranza per quanto riguarda il programma di governo e tutte le forze dell'arco costituzionale per quanto riguarda le riforme siano ben consapevoli dei prossimi passaggi. Entro il mese di febbraio - ha indicato Renzi - compiremo un lavoro urgente sulle riforme della legge elettorale e istituzionali, subito dopo immediatamente nel mese di marzo la riforma del lavoro, in aprile la pubblica amministrazione e in maggio il fisco".
Il premier incaricato ha poi lasciato il Quirinale alla guida della Giulietta bianca con cui era entrato. Si è sporto dal finestrino per salutare i militari all'ingresso del Quirinale, poi Filippo Sensi, capo ufficio stampa del Pd, seduto al suo fianco, gli ha indicato la via. Renzi si è recato a Montecitorio, per un colloquio con la presidente della Camera Laura Boldrini.
"Ho ritenuto di dover dare la massima rapidità alle consultazioni per poi dare spazio e serenità per il lavori successivi", così il premier incaricato "avrà tutto il tempo necessario per i suoi approfondimenti e interventi". Lo ha detto il presidente Napolitano al Quirinale al termine delle consultazioni per l'eventuale nomina di un nuovo presidente del Consiglio dopo le dimissioni di Enrico Letta. "Queste consultazioni hanno avuto un ritmo intenso e non hanno avuto nulla di rituale o formale" ha aggiunto il capo dello Stato.
"Siamo all'opposizione di questo futuro governo" ha detto Silvio Berlusconi al termine delle consultazioni con Napolitano. "Abbiamo con il Presidente della Repubblica manifestato preoccupazione e stupore per questa crisi opaca che si è aperta fuori dal Parlamento e nell'ambito di un solo partito", ha aggiunto l'ex premier.
"Per quanto riguarda l'Europa inviteremo il governo ad una posizione ferma affinché in Ue si possa arrivare presto ad un cambiamento della politica dell'austerità per la strada della ripresa e dello sviluppo", ha anche detto il Cavaliere. "Manterremo gli accordi sulla legge elettorale che è incardinata alla Camera" così come sulle altre Riforme "Senato e Titolo V" ha comunque garantito l'ex premier parlando con i giornalisti dopo l'incontro con Napolitano.
La delegazione del Nuovo centro destra al Colle: a colloquio con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano il segretario Angelino Alfano, i capigruppo Maurizio Sacconi e Enrico Costa. Presente anche l'ex presidente del Senato Renato Schifani. "Da parte nostra c'è buona volontà, ma l'esito è incerto perché vogliamo vederci chiaro" su programma e composizione coalizione: così Angelino Alfano dopo il colloquio al Quirinale. "Se il programma è grande non ci deve essere fretta: non si può chiudere in 48 ore", ha spiegato Alfano. "Il colloquio con Napolitano - ha detto Alfano - è stato molto proficuo: gli abbiamo ribadito che il trauma per la scelta del Pd è stato davvero significativo ma che Nuovo Centro destra è pronto ad affrontare una nuova fase". Ricordando quella che ha definito "una scelta coraggiosa" di restare al governo, Alfano ha aggiunto: "Non vorremmo venire meno ora a quella scelta".

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