ROMA. Il segretario del Pd Matteo Renzi accelera e chiede a tutte le forze politiche che siedono in Parlamento "un accordo serio, istituzionale, su tre punti": legge elettorale, riforma del bicameralismo e una riforma del titolo V.
Sulla legge elettorale "rinunciamo a formulare la nostra proposta ma offriamo diversi modelli alle forze politiche che siedono insieme a noi in Parlamento". Lo scrive Matteo Renzi nella enews, elencando 3 modelli: quelli della legge elettorale spagnola; della legge Mattarella rivisitata; e del doppio turno di coalizione dei sindaci.
"Pronti a cambiare verso alla politica italiana, rimpicciolita nelle proprie ambizioni da anni di pigrizia e conservazione". Lo scrive Matteo Renzi nella sua enews nella quale ha allegato anche una lettera da lui scritta ai partiti con le proposte di riforma elettorale. "Da noi i cittadini oggi esigono rapidità di decisione e chiarezza delle posizioni. Oggi, primo giorno lavorativo del 2014, dobbiamo dimostrare di aver chiaro che non possiamo perdere neanche un secondo" aggiunge Renzi nella lettera ai partiti. Ho scritto oggi a tutti i leaders degli altri partiti. Per fare le riforme il Pd è decisivo, senza il Pd non si fanno. Ma il Pd da solo non basta. Le riforme non si realizzano da soli, come la moda di oggi di farsi da soli le foto con il telefonino: la riforma selfie non esiste". Lo scrive Matteo Renzi nella sua enews.
Ecco i tre modelli proposti da Renzi in vista degli incontri bicamerali della prossima settimana: -Riforma sul modello della legge elettorale spagnola: prevede una divisione del territorio in 118 piccole circoscrizioni con attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% (92 seggi). Ciascuna circoscrizione elegge un minimo di quattro e un massimo di cinque deputati. Soglia di sbarramento al 5%. - Riforma sul modello della legge Mattarella rivisitata: 475 collegi uninominali e assegnazione del 25% dei collegi restanti attraverso l'attribuzione di un premio di maggioranza del 15% e di un diritto di tribuna pari al 10% del totale dei collegi. - Riforma sul modello del doppio turno di coalizione dei sindaci: Chi vince prende il 60% dei seggi e i restanti sono divisi proporzionalmente tra i perdenti. Possibile sia un sistema con liste corte bloccate, con preferenze, o con collegi. Soglia di sbarramento al 5%.
Sulla legge elettorale "rinunciamo a formulare la nostra proposta ma offriamo diversi modelli alle forze politiche che siedono insieme a noi in Parlamento". Lo scrive Matteo Renzi nella enews, elencando 3 modelli: quelli della legge elettorale spagnola; della legge Mattarella rivisitata; e del doppio turno di coalizione dei sindaci.
"Pronti a cambiare verso alla politica italiana, rimpicciolita nelle proprie ambizioni da anni di pigrizia e conservazione". Lo scrive Matteo Renzi nella sua enews nella quale ha allegato anche una lettera da lui scritta ai partiti con le proposte di riforma elettorale. "Da noi i cittadini oggi esigono rapidità di decisione e chiarezza delle posizioni. Oggi, primo giorno lavorativo del 2014, dobbiamo dimostrare di aver chiaro che non possiamo perdere neanche un secondo" aggiunge Renzi nella lettera ai partiti. Ho scritto oggi a tutti i leaders degli altri partiti. Per fare le riforme il Pd è decisivo, senza il Pd non si fanno. Ma il Pd da solo non basta. Le riforme non si realizzano da soli, come la moda di oggi di farsi da soli le foto con il telefonino: la riforma selfie non esiste". Lo scrive Matteo Renzi nella sua enews.
Ecco i tre modelli proposti da Renzi in vista degli incontri bicamerali della prossima settimana: -Riforma sul modello della legge elettorale spagnola: prevede una divisione del territorio in 118 piccole circoscrizioni con attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% (92 seggi). Ciascuna circoscrizione elegge un minimo di quattro e un massimo di cinque deputati. Soglia di sbarramento al 5%. - Riforma sul modello della legge Mattarella rivisitata: 475 collegi uninominali e assegnazione del 25% dei collegi restanti attraverso l'attribuzione di un premio di maggioranza del 15% e di un diritto di tribuna pari al 10% del totale dei collegi. - Riforma sul modello del doppio turno di coalizione dei sindaci: Chi vince prende il 60% dei seggi e i restanti sono divisi proporzionalmente tra i perdenti. Possibile sia un sistema con liste corte bloccate, con preferenze, o con collegi. Soglia di sbarramento al 5%.
